La scommessa climatica

closeQuesto articolo è stato pubblicato 10 anni 1 mese 24 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Attenzione scienziatoÈ curioso come le questioni scientifiche, ossia quei problemi che riguardano alcuni scienziati, gli esperti di quella disciplina lì e non di altre, e che vengono dibattuti, anche ferocemente, a suon di teorie, modelli, esperimenti, simulazioni e calcoli, simili problemi, dicevo, è curioso che abbiano declinazioni politiche e sociali.
Non è curiosa la declinazione in sé, elemento fondamentale in una democrazia: lo scienziato non vive in un limbo isolato e per poter fare ricerca deve battere cassa e chiedere fondi, ed è ovvio che chi allenta i cordoni della borsa lo faccia dopo aver valutato cosa finanzia. La cosa curiosa non è dunque che la società si occupi di scienza e valuti l’opportunità sociale ed economica di condurre certe ricerche invece di altre: la cosa curiosa è che i risultati delle ricerche vengano valutati in base a questioni politiche e sociali.

Qualcuno lo definirebbe un atteggiamento postmoderno e relativista: “non esistono fatti ma solo interpretazioni”, e quindi interpretiamo liberamente come ci pare, lasciando da parte i fatti, ridimensionandoli al livello di opinioni.

Lasciando da parte la filosofia e il relativismo, che penso abbiano poco a che fare con questo atteggiamento, vediamo un paio di esempi. Prendiamo l’evoluzionismo: una cosa da scienziati o, per essere più precisi, da biologi. Per dire, un fisico o un economista, per non parlare di filosofi e pedagogisti, hanno poco da dire sull’evoluzione della vita: non è il loro campo di indagine. Eppure qui non solo capita di leggere dichiarazioni di scienziati di un po’ tutte le discipline, ma anche di filosofi e teologi. Dichiarazioni sugli aspetti scientifici dell’evoluzionismo, non su quelli fisici, economici, filosofici o teologici, sui quali sono invece caldamente invitati a esprimersi.
È un po’ come se un biologo si lanciasse in sofisticate interpretazioni della Metafisica di Aristotele, sostenendo che le idee dello stagirita furono riprese da Platone e Pitagora.

Global WarningUn altro curioso esempio sono i cambiamenti climatici.
Qui si può assistere ad una curiosa divisione. Semplificando, ma neppure troppo, chi è di destra sostiene che il riscaldamento globale sia una bufala galattica. Galattica in tutti i sensi: l’aumento di temperatura sarebbe una conseguenza della intensa attività solare, e in futuro, quando il sole cesserà questa attività, intorno al 2020, si avrà sulla terra una sorta di nuova era glaciale.
Chi è di sinistra, invece, sostiene che il riscaldamento globale sia una realtà e, soprattutto, che sia provocato dall’uomo.

Se il dibattito fosse solo tra climatologi, nessun problema: come spesso accade, e come è giusto che accada, si confrontano posizioni differenti, si eseguono vari esperimenti, si riformulano i modelli, si cambiano le teorie, insomma si litiga anche furiosamente finché una delle due posizioni non si afferma a scapito dell’altra.
Surriscaldamento globale Nessun problema neppure se il dibattito politico e sociale riguardasse le priorità da affrontare: banalizzando, per affrontare il riscaldamento globale è meglio non far nulla e adeguarsi a un clima più torrido, investire in auto elettriche, in auto meno inquinanti oppure in autobus e biciclette?
Quello che accade, invece, è che i politici e gli opinionisti si esprimono sulle ricerche scientifiche, valutano e criticano i risultati, pur non avendo competenze particolari.
È come se un ingegnere, dopo aver studiato la statica di un ponte, dicesse ai politici anche come finanziarne la costruzione.

Il risultato è semplice: si diventa non tanto relativisti, ma scettici, e di uno scetticismo radicale. Ognuno si costruisce le proprie certezze come meglio crede, il che non sarebbe un grosso problema, se il vivere in società non richiedesse scelte condivise: un’era glaciale non si affronta da soli, e lo stesso vale per lo
Come scegliere, se non si hanno praticamente più elementi affidabili di scelta?

Ckx e Forkum: Global WarmingUna soluzione potrebbe essere una semplice scommessa.
Chi sostiene che tra venti anni ci sarà una nuova era glaciale, ed è quindi convinto che non serva investire in fonti di energia non inquinanti per evitare il riscaldamento globale, si impegni a scommettere sulle basse temperature nel 2020: si impegni a rifondere e assistere tutti quelli che si ritroverebbero danneggiati dallo scioglimento dei ghiacci.
I sostenitori del riscaldamento globale si potranno impegnare a fare lo stesso. Vediamo chi scommette di più.

Prima di scommettere, consiglio una lettura al Dialogo sul clima e i soldi (prima e seconda parte) tra l’Oca sapiens Sylvie Coyaud e Andrea.

Lascia un commento