Sull’inutilità di ogni dimostrazione dell’esistenza di Dio

closeQuesto articolo è stato pubblicato 12 anni 4 mesi 13 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Una dimostrazione è un ragionamento corretto che, partendo da alcune premesse considerate valide, ha come conclusione la verità di una determinata tesi che è stata, a questo punto, confermata. Una volta che una tesi è stata dimostrata, essa è da considerarsi vera, una solida conoscenza acquisita che può essere utilizzata come valida premessa di ulteriori dimostrazioni.
Da questa breve definizione risulta evidente che vi sono due condizioni necessarie affinché una dimostrazione abbia valore: la correttezza, ossia non deve contenere errori di ragionamento, e la validità, ossia le premesse iniziali devono essere vere. Vi è tuttavia un terzo requisito, meno evidente ma non per questo meno necessario degli altri due: la tesi deve riguardare una conoscenza oggettiva e razionale.
Nessuna dimostrazione riguardante verità non razionali può avere una qualche importanza: nel giudicare queste verità saranno altri discorsi ad avere valore. Non è possibile dimostrare la bellezza di una poesia; al massimo la si potrà mostrare, descrivere, cercare di trasmettere ad altri. Il giusto, giuridicamente parlando, può essere oggetto di dimostrazioni e confutazioni, ma da un punto di vista etico vi possono essere solo testimonianze e persuasioni.
Questo perché nel giudicare la bellezza o la giustizia non abbiamo di mira una proprietà razionale, il cui significato è integralmente racchiuso nella definizione: il bello e il giusto, invece, sorpassano qualsiasi definizione, fuoriescono da loro stessi.
È quindi evidente che qualsiasi dimostrazione intorno a questi argomenti non avrà alcun valore dimostrativo, dal momento che la conclusione non costituisce affatto una conoscenza irrefutabile.
Un interessante esempio di questo fatto è fornito dalla dimostrazione dell’esistenza di Dio.
Nella storia del pensiero, numerose sono state le prove dell’esistenza di Dio, numerose (quasi) quanto le loro confutazioni. Da un punto di vista teologico e filosofico, sono argomentazioni più o meno solide e risolutive a sostegno dell’esistenza del primo motore immobile o di un ente perfettissimo.
Tuttavia in un’ottica religiosa, di fede, esse hanno unicamente un valore persuasivo, peraltro debole. La preghiera non può essere rivolta all’ente perfettissimo; la fede in una verità divina non può appoggiarsi sul motore immobile.
Le dimostrazioni dell’esistenza di Dio, se formulate con la pretesa di convertire gli atei e gli agnostici, sono semplicemente inutili.

5 pensieri su “Sull’inutilità di ogni dimostrazione dell’esistenza di Dio

  1. Sono perfettamente d’accordo con te, anche se noterei che l’ateismo si profila quasi sempre in funzione della fede, o meglio, della negazione della medesima.

  2. “anche se noterei che l’ateismo si profila quasi sempre in funzione della fede, o meglio, della negazione della medesima”

    Più che altro esprime il fatto che la fede NON è una forma di conoscenza. E’ un autoconvincimento irrazionale.

  3. @alfredo: Grazie.
    Sulla tua osservazione, è vero che quando uno afferma di essere ateo lo fa in contrapposizione alla fede. Però quando semplicemente conduce la propria vita come se Dio non esistesse direi che non nega nulla di particolare.

    @Kirbmarc: Irrazionale o arazionale? 😉

  4. E’ vero che le dimostrazioni sia dell’esistenza che dell’inesistenza di Dio date finora da filosofi e scienziati, siano facilmente confutabili, come io stesso faccio in prima persona all’interno del mio sito:

    http://www.esistenza-dio.com

    Ma non è vero che l’esistenza di Dio non si possa dimostrare in modo rigoroso.

    Perchè se è vero che Dio in se sfugga alla comprensione umana e costituisca qualcosa di non razionale a cui applicare una dimostrazione, è anche vero che qui non si parla di una dimostrazione di Dio, ma della sua esistenza.

    Quindi tornando a tuo ragionamento, ammesso (ma non concesso) che non si possa dimostrare la bellezza di una poesia, si può comunque dimostrare che una poesia esista.

    Di fatto l’esistenza è qualcosa di razionale.

    Comunque sempre nel suddetto sito io espongo la mia dimostrazione dell’esistenza di Dio.
    E’ rigorosa, e si ottiene gratuitamente, scaricando un file audio di 20 minuti (13 MB di peso).

  5. @nicola dalfonso: L’esistenza è qualcosa di razionale? E ciò che non esiste? Irrazionale?
    Quando avrò venti minuti da dedicare a Dio, mi ascolterò la registrazione.

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