Pensieri inutili

Lo stigma

Nel secondo capitolo di On Liberty, John Stuart Mill afferma:

For a long time past, the chief mischief of the legal penalties is that they strengthen the social stigma.

Da ormai molto tempo, l’aspetto più negativo delle sanzioni legali è che ribadiscono il marchio di infamia imposto dalla società.

Lo stigma, l’infamia che colpisce alcune persone, è in molti casi più dannoso delle sanzioni legali. Ed è, quindi, più pericoloso per la libertà individuale.
È meno costoso delle pene comminate da una autorità: niente iter legislativi (nulla poena sine lege), niente denuncia, niente indagini, niente processi: basta una diceria Il marchio di infamia non è controllabile: non ci sono quelle garanzie che caratterizzano, o dovrebbero caratterizzare, la sanzione legale. Non ci sono appelli, revisioni, garanzia che la pena sia commisurata al crimine.

Lo stigma dovrebbe quindi essere tenuto sotto controllo, ostacolato.
Non è così. In Svezia si valuta di ricorrere allo stigma per contrastare la prostituzione: i clienti, oltre a trascorrere sei mesi in carcere, riceverebbero a casa una busta facilmente identificabile da familiari e vicini di casa.1
Almeno la proposta svedese riguarda un crimine: in Oklahoma una legge, per fortuna incostituzionale, prevedeva la creazione di un sito internet contenente tutti i dati delle donne che hanno abortito.

Tempi bui.

  1. Pare che i residenti di alcuni quartieri appiccichino dettagliati adesivi sulle auto dei clienti, qualcosa del tipo “venerdì sera sono andato a puttane in via del campo. []

Spilli

Non ha alcuna possibilità di essere riabilitato

Sarà processato come se fosse un adulto e rischia l’ergastolo, Jordan Brown, il dodicenne che nel febbraio del 2009, quando aveva 11 anni, sparò alla fidanzata del padre incinta di otto mesi, uccidendola sul colpo.

Lo ha stabilito il giudice della Contea di Lawrence, in Pennsylvania, bocciando la richiesta della difesa di processare il ragazzino davanti a un tribunale minorile. La Corte ha dato ragione invece a un perito dell’accusa, uno psichiatra criminale secondo cui Jordan non ha alcuna possibilità di essere riabilitato in un riformatorio.

Da quel che si capisce da questo articolo, caratteristica essenziale dell’essere adulti e l’impossibilità della riabilitazione.

Mi chiedo se Jordan Brown potrà votare, alle prossime elezioni.

Spilli

Prevenire è meglio che curare

Come misura cautelare (che è cosa diversa dalla pena), non mi sentirei di escludere la possibilità di murare il paese di Montalto di Castro, visto quello che dichiarano alcuni abitanti a proposito dello stupro di gruppo avvenuto tempo fa, pur sperando che si tratti di esagerazioni giornalistiche (via ilfinegiustificailme).

Da un punto di vista rieducativo, sono convinto che il carcere serve a ben poco. Dubito però che la reclusione possa fare peggio del tornare a casa a incassare la solidarietà dei compaesani.

Ricerche filosofiche

A meno che uno, come una belva…

Nessuno, infatti, punisce i colpevoli di ingiustizie in considerazione in considerazione del fatto che commisero ingiustizia e per questo motivo, a meno che uno, come una belva, non cerchi irrazionale vendetta. Ma chi tenta di punire razionalmente, non punisce per l’ingiustizia passata, perché non potrebbe far sì che ciò che è stato fatto non sia accaduto, ma punisce pensando al futuro, perché non torni a compiere ingiustizie né quello stesso individuo né altri che lo veda punito. E chi ha una tale opinione, pensa che la virtù possa essere oggetto di educazione: è per prevenzione, dunque, che punisce.

Socrate, ascoltato il lungo discorso di Protagora di cui ho riportato solo un breve passaggio1, rimane incantato2 a guardarlo, o almeno così ci racconta. Continua a leggere →

  1. Protagora, a partire da 324a. []
  2. Giova qui ricordare come Bertrand Russell demolisce l’aurea filosofica di questi incantamenti socratici: epilessia. []