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Tra teologia e tricologia

Gianni Vattimo, intervistato da Reset (numero 105, gennaio – febbraio 2008), dice un sacco di cose interessanti e, in buona parte, condivisibili, per quanto sembri considerare l’ateismo come un qualcosa di unitario e ben definito, e non un variegato insieme di fenomeni anche molto diversi.
Sul finale, però, Vattimo si lascia andare a una affermazione decisamente trash:

Io non sono offeso dalle folle di Padre Pio e cose simili. Gli atei, invece, sono spesso molto più sicuri di sé. La loro unica insicurezza è dire che ancora la scienza non ha spiegato perché, ad esempio, l’acqua di Lourdes fa crescere i capelli, nella certezza che primo o poi lo farà.

Dare a Dio quel che è di Dio, a Cesare (Ragazzi) quel che è di Cesare…

L’armata dei filosofi

Nel 1845 Karl Marx osservava che, fino a quel momento, i filosofi si erano limitati ad interpretare il mondo in modi diversi, mentre il vero problema consiste nel cambiarlo (Tesi su Feuerbach, XI).
Gianni Vattimo osserva che, dopo Gadamer, occorre superare la contrapposizione tra interpretare e cambiare il mondo, dal momento che interpretare è già un cambiare il mondo. Continua la lettura di L’armata dei filosofi