Tasse sull’intelligenza

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 9 mesi 27 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Secondo alcuni le lotterie sono una tassa sulla stupidità: solo gli stupidi giocano sperando di vincere.

Secondo Paolo Attivissimo i libri di Giacobbo sulla fine del mondo sono una tassa sulla coglionaggine.
C’è però da considerare che  Giacobbo è anche conduttore di una trasmissione sulla televisione pubblica – pagata da tutti noi. Voyager è quindi da considerarsi una tassa sull’intelligenza: i ricchi di intelletto pagano per intrattenere chi ne è povero.

La mia, lo confesso, è invidia: come filosofo non posso che invidiare uno che riesce a guadagnare – e immagino anche a guadagnare bene – sparando una marea di c*****e. Se si libera un posto in redazione, chiamatemi!

14 pensieri su “Tasse sull’intelligenza

  1. Tu ci scherzi ma proprio questa sera è andato in onda su raidue voyager sulla fine del mondo del 2012, e cosa bella, nello stacco pubblicitario, non c’era la pubblicità al suo libro?
    Gli stessi redattori che lo mandano in onda gli fanno una bella marketta gratis o se la può permettere?
    Il brutto invece è che, qualunque cosa accada quel giorno di dicembre del 2012, in un caso non potremmo prendercela con nessuno nè nessun previsore godere dei frutti della previsione, nell’altro, non accadrà ugualmente nulla, un po’ perchè i falsi previsori sono sgusciatori e un po’ perchè in fondo nessuno ci crede e se una sciagura annunciata non si verifica chi si va a incazzare col padreterno che non l’ha mandata?
    -intanto però si fan trasmissioni e si scrivono libri e la gente, contenta, pur sapendo dentro di sè che è tutto falso, ne ha bisogno come di andare al cinema o leggere un libro. Più il primo, però. (T’ho rubato l’immagine del pensatore, ma da un’altra angolazione 😉
    Con il che cordialmente ti saluto.
    Bye.
    A proposito: lo sai che scrivi benissimo? Non capisco come mai tu non abbia ancora vinto il premio Nobel…

  2. La dimostrazione che chi ha pubblicato il libro non crede minimamente che nel 2012 avverrà la fine del mondo, e ricordo che siamo nel 2009, è proprio la pubblicazione, e vendita, del libro.
    Dico, ma voi, sapendo che manca così poco tempo a un evento del genere, perdereste mai tempo a scrivere un libro?

  3. uh, in 3 anni persino un italiano riesce a leggere 195 pagine! sono 65 all’anno, 0,17 al giorno (senza contare il giorno bisestile).

  4. @ivo: solo una precisazione.
    io sono tra quelli che ritengono le “scommesse” tipo lotterie, ovvero dove c’è un gestore che è l’unico certo di vincere, non una Tassa sulla stupidità ma una
    TASSA SULL’IGNORANZA
    tale affermazione va presa nel senso tecnico del termine, ovvero nell’incapacità di gestire correttamente le informazioni che comunque sarebbero disponibili.

    Riguardo le tasse sull’intelligenza… non mi convince. Oppure non sono inteligente…
    La chiamerei sempre una tassa sulla credulonità (esiste?) ma ci tornerei sopra…

  5. Il discorso si potrebbe estendere anche a Dan Brown (marrone giù ??), Federico Moccia e quant’altri. Anche a me piacerebbe scrivere un “marea di c*****e” e guadagnare un sacco di soldi: sai che relax.

  6. Siccome non c’è nessuna previsione specifica da verificare, ora i fanatici (compreso Giacobbo) parlano semplicemente di un’indefinita evoluzione socio-spirituale (?) dell’umanità, l’ingresso in una nuova era, che magari non sarà immediatamente percettibile ma col tempo ci si accorgerà che è così. In pratica, si isola un evento comune (mutamenti sociali) e lo si presenta come un evento speciale perché l’hanno detto i Maya.

  7. io ho visto dei pezzi, volevo stordirmi, ma sono solo riuscito a star male quando hanno iniziato a parlare dei bambini indaco, che hanno un dna superiore, ne hanno una maggior quantità attivo rispetto a noi (extreme epigenetics?) e con tutto questo sono solo un passaggio per i bambini di cristallo e qualcosa di più, i bambini di pan di stelle credo.

    d’altronde i ricchi hanno sempre pagato per divertire gli altri. costa meno che redistribuire i beni. se si riesce a intontire la gente e a farla pensare ai bambini indaco, non penserà alla crisi economica, istituzionale, d’immagine, alla sicurezza sul lavoro e a tutto il resto.

    i bambini indaco ruleggiano, e sono già tra di noi (pare che i primi siano nati a fine anni ’60… effetto dell’lsd dei figli dei fiori?)

  8. @paopasc: Il post l’ho pensato proprio mentre guardavo Voyager…
    Grazie per il complimento spontaneo 😉

    @Marcoz: Beh, se la fine del mondo è inevitabile e pubblicarci un libro mi farà arrivare al tragico evento un po’ (solo un po’?) più ricco di adesso….

    @alex: Non posso dirti che fai cose strane per stordirti, perché anche io mi sono guardato un po’ di Voyager…

    @knulp: Quale è la modica quantità?

    @il più Cattivo: La mia idea di tassa sull’intelligenza si basa sul concetto che chi apprezza Giacobbo paga (con le tasse) per qualcosa che ottiene, mentre chi è intelligente paga per non ottenere nulla.
    Il termine, ovviamente, è improprio – ma mi solleticava l’idea di tassare l’intelligenza invece dell’ignoranza.

    @Zar: Relax? Non so: secondo me è un lavoro molto impegnativo…

    @Il dizionario dei Cazzari: Forse non ho capito: la previsione verificabile c’è, basta aspettare il 21 dicembre 2012!

  9. Finché si tratta di un’apocalisse, di un disvelamento, di un fenomeno fisico, di un evento specifico, lampante, inoppugnabile, oggettivo (i poli magnetici che ad un tratto cambiano orientamento, la Terra che inverte il senso di rotazione, il sole nero con scappellamento a destra o quello che è…) che avverrà esattamente quel giorno, allora la verifica si può fare. Ma se il succo della profezia – come si può leggere in alcuni siti e come lo stesso Giacobbo sembra ventilare – è invece che da quell’anno in poi inizierà una nuova era spirituale, che ci sarà una palingenesi sociale non immediata ma riconoscibile a posteriori, allora non è verificabile oggettivamente, anzi, è una profezia che si autoavvera. Un tempo si parlava del 2000 come dell’anno simbolo di un futuro rivoluzionario. Sappiamo bene che non c’è stata alcuna rivoluzione epocale dal 2000 in poi, ma solo mutamenti che si sono accumulati. La storia va per riforme, evidentemente. Così, se io affermo che dal 2012 in poi l’umanità prenderà un corso nuovo, un rinnovamento graduale delle coscienze, non faccio altro che affermare una banalità dandogli foggia di profezia. Infatti, nel 2062 un pasquino qualunque potrebbe dire: “Guardate come siamo mutati rispetto al 2011! Evidentemente la profezia era vera!”.

  10. @Ivo: se non mi hanno dato ancora una laurea honoris causa in economia una ragione ci sarà, ma se chiamiamo qualcosa con un nome deve avere un “perchè”.

    Se usi il termine tassa sull’intelligenza mi aspetto che:
    1) la paghino solo gli intelligenti
    2) sia proporzionale all’intelligenza stessa
    3) non sia finalizzata ad un ritorno sui soli intelligenti ma finanzi “altro”.

    Aspetto le ire degli economisti in silenzio

    Un sorriso

  11. @Il dizionario dei cazzari: Adesso ho capito: mi mancava la predizione della rinascita spirituale…

    @il più cattivo (e Zar): Hai (avete) ragione, ma non pretendere troppo da uno sfogo post visione di Voyager!

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