Stigma virtuale

closeQuesto articolo è stato pubblicato 2 anni 7 mesi 14 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

A me dispiace, per quel ragazzo di cui non ricordo il nome intervistato da non so quale emittente dopo i disordini di Milano.1
Dispiace non perché penso che sia innocente o un bravo ragazzo. Semplicemente, penso non meriti tutto quello che gli accadrà. E gliene accadranno, di cose.
E anche a lungo. Molto a lungo, perché i giornali che hanno riportato il suo nome non finiranno semidimenticati in qualche emeroteca come in passato, ma rimarranno accessibili come se fossero stati scritti ieri. Accessibili in tutto il mondo: pure al polo sud, i pinguini con lo smartphone potranno scoprire le sue gesta.

Se, in nome della responsabilità, è giusto che subisca le conseguenze delle sue parole e delle sue azioni, è secondo me ingiusto che queste conseguenze siano virtualmente eterne.

A meno che non intervenga il diritto all’oblio – non ho idea se possa applicarsi al suo caso, ed è comunque aggirabile – chiunque, anche tra molti anni, potrà scoprire in pochi secondi le scemenze che ha detto: compagni di studi, vicini di casa, colleghi di lavoro. Sempre che lo trovi, un posto, visto che pure ai datori di lavoro basterà scrivere il suo nome in un motore di ricerca.
E questo per sempre, a meno che non scopra la cura contro il cancro o ponga fine alla fame nel mondo (secondo me anche in quel caso qualcuno gli rinfaccerà quanto affermato anni prima).

È ingiusto anche perché a molti di quelli che, nei disordini milanesi, hann davvero dato fuoco alle automobili non accadrà verosimilmente nulla. Nessuno stigma sociale, nessuna lettera scarlatta impressa a vita nei risultati di Google.
E non capiterà niente neppure a quelli che, sui vari social network, augurano le peggio cose a lui e alla sua famiglia (tra cui, se ho capito bene, pure lo stupro della madre). Chissà, magari tra qualche anno a cestinare il suo curriculum sarà proprio uno di questi ultimi idioti.

  1. In realtà lo so, il nome dell’emittente, e pure quello del ragazzo. E anche se non li sapessi, basterebbe una breve ricerca online per trovarli. Ma non voglio. []

2 pensieri su “Stigma virtuale

  1. Il nome del ragazzo non lo so e non ho interesse a cercarlo. Quello dell’emittente (TgCOM) però lo so e secondo me è importante che lo si sappia.

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