Sensati dubbi

closeQuesto articolo è stato pubblicato 9 anni 3 mesi 21 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Arthur Dent e Ford Prefect, grazie al motore a probabilità infinita, vivono una esperienza indubbiamente curiosa, che giustamente li spinge a dubitare di tutto:

Arthur e Ford aprirono gli occhi e si guardarono intorno, enormemente stupiti.
– Buon Dio – esclamò Arthut. – Sembra proprio il lungomare di Southend!
– Diamine, sono proprio contento di sentirti dire questo – disse Ford.
– Perché?
– Perché pensavo di essere diventato matto.
– Forse lo sei diventato. Forse hai solo creduto che io abbia detto quello che ho detto.
Ford ci pensò su.
– Ma l’hai detto o non l’hai detto? – chiese
– Credo di averlo detto – rispose Arthur.
– Forse siamo diventati matti tutt’e due-
– Sì – disse Arthur – è da pazzi, tutto considerato, pensare che questa sia Southend.
– Perché, credi davvero che sia Southend?
– Oh, sì.
– Anch’io.
– Quindi dobbiamo essere matti.
– Ma se non altro è una bella giornata.
– Sì – disse un pazzo di passaggio.
– Chi era? – chiese Arthur.
– Chi, quell’uomo con cinque teste e un cespuglio di bacche di sambuco pieno di aringhe affumicate?
– Sì.
– Non so, era uno.
– Ah.

Credo che questo sia l’unico caso nel quale sia sensato applicare il dubbio iperbolico cartesiano.
Per fortuna è altamente improbabile avere a che fare con un motore a probabilità infinita.

6 pensieri su “Sensati dubbi

  1. @Marco Ferrari: Grazie del consiglio, non mancherò.

    @jova: La questione è complessa. In poche parole: il dubbio di Cartesio è artificiale e molto debole e contro un dubbio simile il cogito cartesiano può funzionare.
    Arthur e Ford, qui, hanno a che fare con dubbi molto robusti e concreti: temo che il cogito, qui, serva a ben poco.

  2. In effetti sì,però Cartesio potrebbe rispondere che il motore a probabilità infinita non è altro che un mezzo con cui il genio maligno o il dio ingannatore insinuano in Arthur e Ford il dubbio,dubbio che diverrebbe così molto meno concreto e più artificiale.

  3. Ecco qui un altrettanto simpatico antesignano dei paradossali dialoghi di Douglas Adams:
    “- Io non so che intendiate per gloria, disse Alice.
    Humpty Dumpty sorrise con aria di compatimento.
    – Certo che non lo intendi… se non te lo dico. Eccoti un magnifico trionfale argomento.
    – Ma gloria non significa un magnifico trionfale argomento, – obiettò Alice.
    – Quando io uso una parola, – disse Humpty Dumpty in tono d’alterigia, – essa significa ciò che appunto voglio che significhi: né più né meno.
    – Si tratta di sapere, – disse Alice, – se voi potete dare alle parole tanti diversi significati.
    – Si tratta di sapere, – disse Humpty Dumpty, – chi ha da essere il padrone… Questo è tutto.”

  4. @jova: Il problema è appunto lì: il motore a probabilità infinita non è creato dal genio maligno, ma ha una origine ben precisa e “reale” (non solo all’interno della Guida Galattica per autostoppisti: non sono esperto in materia, ma credo che alcune equazione della meccanica quantistica implichino una probabilità infinita).

    @lector: Se Charles Lutwidge Dodgson amava i dodi, può un dodo non amare Charles Lutwidge Dodgson? 😉

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