Riflessioni omeopatiche

closeQuesto articolo è stato pubblicato 6 anni 3 mesi 14 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Momma

L’omeopatia è un imbroglio?
Da filosofo,1 mi incaponisco sulle domande, le analizzo. Chiedersi se l’omeopatia sia un imbroglio è diverso da chiedersi se i “farmaci” omeopatici siano qualcosa di più di acqua e zucchero che funzionano grazie all’effetto placebo.2

Inizio da una premessa: la medicina non è una scienza nel senso proprio del termine. È una pratica, non una teoria. E infatti un bravo medico è quello che fa guarire i pazienti, non quello che sa perché stanno male. È ovvio che una pratica non può che trarre benefici dalla conoscenza teorica, e quindi che il medico che scopre come mai i suoi pazienti stanno male è potenzialmente il medico che riuscirà anche a curarli; rimane tuttavia il fatto che medicina e biologia sono attività diverse, che valutiamo diversamente. Ripeto: andiamo dal medico per star meglio, non per sapere perché stiamo male.

Seconda premessa: la definizione di imbroglio non è così semplice come, a prima vista, potrebbe sembrare. L’imbroglio non di lascia semplicemente ricondurre alla falsità o all’inganno: è un fenomeno più elaborato.
Prendiamo un gioco di carte: briscola, scopa, poker, quello che preferite. Quando un giocatore imbroglia l’altro? Ovviamente non quando inganna l’avversario: nascondere le proprie intenzioni, e le proprie carte, è caratteristica di praticamente tutti i giochi. Un imbroglio non è neppure una semplice violazione delle regole, perché se per distrazione commetto un errore, ad esempio pesco una carta quando toccherebbe al mio avversario farlo, non c’è imbroglio ma, appunto, solo distrazione.
Un imbroglio, per essere tale, deve avere come fine il conseguimento di un vantaggio. Una violazione delle regole, e delle aspettative dell’avversario, per ottenere un qualche beneficio.

Torniamo alla domanda iniziale: l’omeopatia è un imbroglio?
Dipende dall’omeopata.
Il fumetto in apertura mostra una paziente, evidentemente ipocondriaca, che va in farmacia a ritirare un medicinale prescrittole dal medico di famiglia. la prescrizione recita: “dai a questa ipocondriaca qualcosa di innocuo ma saporito, così per un po’ ci lascerà in pace”. Verosimilmente, il farmacista le ha fornito un qualche preparato omeopatico.
Si tratta, indubbiamente, di un inganno. Ma è un imbroglio? Solo se la signora Hobbs non si aspetta nulla del genere. E possiamo benissimo immaginare che il rapporto di fiducia tra lei e il suo medico curante preveda anche qualche inganno a fin di bene. Dopotutto, la paziente si sentirà meglio prendendo la sostanza innocua ma saporita ritirata in farmacia, e la medicina, essendo una tecnica, va valutata in base al risultato ottenuto.
Questa è ovviamente una supposizione: può essere che la signora Hobbs si arrabbi, come ci arrabbieremmo noi se scoprissimo che il nostro avversario ha mescolato le carte in modo da avere lui tutte le briscole. Ma non è detto.

L’omeopatia, come pratica, non necessariamente è un imbroglio.
Lo diventa se c’è una trasgressione delle regole e delle aspettative delle persone. E possiamo immaginare tutto un sistema sanitario nel quale il ricorso all’omeopatia (o meglio a farmaci assolutamente inerti) sia previsto.
Come scoprire, nella pratica, se queste regole e queste aspettative non vengono rispettate? La briscola ha regole decisamente più semplici di quelle del rapporto tra medico e paziente, o tra farmacia, e casa farmaceutica, e acquirente.

Un test potrebbe essere la pubblicità.
Torniamo alle carte. Che un giocatore cerchi di disorientare l’avversario, magari facendogli credere di avere in mano picche mentre invece ha fiori i cuori, è comportamento lecito. Immaginate di essere voi questo giocatore: vi arrabbiereste se qualcuno, intromettendosi nel gioco, svelasse al vostro avversario che voi, a volte, non giocate la carta migliore per lasciar credere di avere brutte carte? Evidentemente no: è un comportamento lecito, una strategia di gioco perfettamente accettabile, che qualsiasi giocatore un po’ esperto conosce e si aspetta. Come reagireste invece se qualcuno spifferasse che voi vi tenete il classico asso nella manica? Non cerchereste di mettere a tacere l’inopportuno scocciatore, con le buone (se l’asso nella manica non l’avete) o con le cattive (se l’asso effettivamente c’è, e non potete negarlo)?
Ecco, se qualcuno, posto di fronte al fatto che i preparati omeopatici sono semplicemente acqua e zucchero, si arrabbia e minaccia azioni legali — che sono decisamente cattive e non buone — a me viene il fortissimo dubbio che sia un imbroglione.

La Boiron, in base a questo ragionamento, imbroglia le persone. Ma questo è un ragionamento astratto, e la Boiron, azienda familiare e multinazionale, è sicuramente onesta.

  1. Diciamo, più modestamente, da laureato in filosofia []
  2. L’omeopatia quella vera, basata sulla diluizione ripetuta di un principio attivo che, puro, avrebbe gli stessi effetti del male che si vuole curare. Curiosamente “omeopatia” è diventato termine generico per tutte le cure “naturali”, “alternative” e non previste dalla “medicina tradizionale”. []

26 pensieri su “Riflessioni omeopatiche

  1. Mi chiedo che posizione abbia eventualmente assunto il CICAP; in passato le sue dure reprimende contro la creduloneria hanno per me sfociato nell’illiberalismo.
    Se io so cos’è il preparato che assumo, non c’è imbroglio, tanto più se il risultato è che poi sto meglio.

  2. Carino l’esempio del pokerista. Calzante.

    La fiducia nei metodi omeopatici è spiegabile solo con il proliferare di maghi e cartomanti. Solo così posso sopportare tale disagio intellettuale.

  3. L’omeopatia è una religione: se c’è chi ne sente il bisogno, si trova subito chi è pronto a soddisfarlo.
    Non saprei dire quando si può parlare di vero e proprio imbroglio, perché, a volte, ci crede pure il sacerdote.

  4. hai preso una brutta china 😀 tra poco dovrai riconoscere di essere passato al lato oscuro. ti aspetto lì.

  5. “la medicina non è una scienza nel senso proprio del termine. È una pratica, non una teoria”

    Forse dovrebbe rivedere la sua definizione di scineza altrimenti dovrebbe arrivare a sostenere che nessuna scienza e´tale tranne la matematica.
    Tolta le matematica ogni scienze e´pratica.

  6. @ugolino: Non seguo da vicino l’attività del Cicap, tuttavia mi sembrano molto intransigenti ma non li definirei illiberali.

    @capemaster: Nel senso che chi crede nei maghi è portato a credere anche all’omeopatia?

    @Marcoz: I sacerdoti (farmacisti) forse ci credono; il papa (Boiron) probabilmente no. Chissà se è così anche per la chiesa quella vera…

    @alex: ma la brutta china quale sarebbe? L’omeopatia o l’usare i giochi come esempi?

    @Marco.S: Già letto. Mi sa che il discorso merita un aggiornamento.

    @Simone: A parte il fatto che anche la matematica ha le sue pratiche, il mio discorso si basa sugli scopi. Un fisico ha lo scopo di conoscere le leggi della fisica, un ingegnere quello di progettare un ponte che sta in piedi; un biologo quello di conoscere il funzionamento degli organismi viventi, un medico curare gli organismi e così via.

  7. Siccome sono uin biologo so bene quello che “voglio” e conoscere il funzionamento degli esseri viventi e’ solo una dei fini del mio lavoro!
    Io dove veda la pratica nella matematica non lo so. Il fatto che la matematica venga usata da altre scienze non toglie che matematica e´un pura e assoluta teoria.

  8. Dico che c’è similitudine nel mio mondo tra le due cose.
    Il problema è che i maghi sono bistrattati (giustamente) e gli omeopati no.

  9. La truffa c’è dal momento che dietro l’omeopatia c’è un sistema che ti fa credere che essa sia efficace non per l’effetto placebo ma per la cosiddetta “memoria dell’acqua”.
    Se una ditta farmaceutica dicesse che le sue pillole di bicarbonato curano il cancro e vendesse a caro prezzo agli ammalati di cancro queste pillole, secondo il tuo ragionamento non starebbe commettendo una truffa per il semplice fatto che i pazienti non saprebbero di essere ingannati.

  10. @Ivo: la brutta china è un insieme di pragmati(ci)smo – quando dici che lo scopo del medico è curare, più che sapere di cosa soffre il paziente; e di accettazione di certe strategie interne ai giochi, compreso il cheating – più o meno sai come la penso su questo punto, e che il tema dell’imbroglio è tra i miei preferiti.
    e in questo post, pare che affermi conclusioni simili a quelle che “prèdico” da qualche anno. quindi ti faccio i complimenti 😉

  11. informarsi prima di scrivere, sarebbe meglio 🙂
    vai nelle Asl, in particolare in Toscana a dire queste assurdità sull imbroglio lecito o meno.
    Loro ti visitano con un omeopata pagando un semplice ticket e tutti gli omeopatici sono in parte riborsati sulle tasse, non lo sapevi?

  12. L’omeopatia non vuol essere come la cura del farmacista della vignetta. I medici omeopati non dicono di curare solo per effetto placebo, si offenderebbero del paragone e, come mi ha segnalato Ivabellini, alcuni di loro sostengono di curare anche le polmoniti.

    Sempre come dice Bellini, e confermo, in Toscana è possibile curarsi con l’omeopatia a spese del SSN, e chi ha promosso questa cosa lo fa perché convinto che funzioni davvero. E pago anch’io queste “cure”. La Boiron fa pubblicità della “cura dolce che funziona”, e non solo per piccoli disturbi che passano in 2 giorni da soli e in 48 ore con l’omeopatia.

    Non è neppure vero che chi prende l’omeopatia sa cosa sia. La maggior parte di chi la usa è convinto sia una sorta di fitoterapia “scientifica”, qualcosa che non è possibile che contenga solo acqua (o lattosio). Quando lo dico, e spiego cosa significa quella strana scritta C30 sulla confezione, non ci credono, non è possibile che li lascino vendere zucchero e basta in farmacia.

    Alla fine ci scappano danni, dalle nefriti da streptococco, sparite da quando esistono gli antibiotici e che ora si rivedono a cose più gravi se uno pensa davvero di curare una polmonite con l’omeopatia (e ce ne sono).

  13. purchè non si parli di “farmaci omeopatici”, che non si pretenda che siano rimborsati dal SSN (come chiede Scilipoti) e che, visto i costi, il medico che li prescrive avvisi il paziente che sta acquisterà acqua.

  14. @Simone: Quindi, il fatto che le tue ricerche di biologo abbiano come scopo ultimo qualcosa di utile alla medicina fa della biologia una scienza pratica. Il fatto che le ricerche di un matematico abbiano come scopo ultimo, ad esempio, creare algoritmi informatici più veloci fa della matematica una scienza teorica.

    @capemaster: Gli omeopati sono un po’ meno bistrattati dei maghi, o i maghi sono un po’ più bistrattati degli omeopati; personalmente diffido di entrambi.

    @serbo: Veramente ho scritto l’esatto contrario. Un determinato comportamento non è truffa se il presunto truffato si aspetta questo comportamento.

    @alex: la brutta china, quindi, sei tu!

    @Z: Lo so. Devo solo trovare il tempo di approfondire…

    @ivabellini: Aggiungo un altro dettaglio: in Svizzera l’omeopatia è inserita nella costituzione!
    Ma non vedo cosa c’entrino la costituzione svizzera e le prassi delle Asl toscane con questo discorso…

    @Gianni Comoretto: Come sopra: cosa c’entra con questo discorso?

    @raser: Per i costi, mentre meditavo su questo post avevo anche pensato a un complicato sistema, per cui il paziente paga una cifra relativamente alta il farmaco inerte, e questo per agevolare l’inganno, ma poi i soldi spesi per avere acqua fresca vengono restituiti scalandoli dall’acquisto di farmaci veri.
    Ma, me ne rendo conto, questa è fantascienza.

  15. Discorso molto complicato… credo che un paziente che utilizzi (magari con risultati positivi) l’omeopatia creda di prendere qualcosa di più di acqua e zucchero (ho provato a spiegare a alcune persone il significato delle diciture tipo CH20 e spesso cascano dalle nuvole), quindi l’imbroglio sta secondo me nel lasciare la percezione che ci sia qualcosa di scientifico dietro l’omeopatia, mentre per i preparati omeopatici non è richiesta la prova di efficacia per essere messi in vendita (ovviamente perchè tale prova non esiste).

    Ma il discorso che si fa qui – mi pare di capire – è diverso: dipende, come giustamente dice Ivo, dall’omeopata. Cioè se è un medico che prescrive consapevolmente qualcosa di inefficace per una malattia che magari ha un decorso spontaneo, allo scopo di tranquillizzare il paziente, potrebbe essere un “inganno a fin di bene”. Tuttavia bisogna uscire secondo me dall’ottica del singolo caso, e generalizzare un po’. Quel medico darà ai suoi pazienti l’idea che l’omeopatia abbia efficacia provata, che funzioni, contribuendo alla diffusione di una pratica antiscientifica e potenzialmente pericolosa (perchè qualcuno potrebbe trascurare malattie pericolose, tentando di curarsi con l’omeopatia). Dunque se verso il singolo non è un imbroglio, verso una più vasta platea di pazienti potenziali si sta dando un messaggio sbaliato e consapevolmente ingannevole, oltre che pericoloso. L’imbroglio sta nel fatto che per favorire ingannevolmente qualche singolo caso si accetta di diffondere una cultura medica e scientifica sbagliata, che è un inganno che non ha nessun fine positivo.

    Altro discorso se il medico crede anch’egli all’efficacia dell’omeopatia. In questo caso non c’è imbroglio, ma forse è un caso peggiore: un medico irresponsabile. Mettiamola così: se un medico, fervente credente, consigliasse ad un paziente – anch’egli credente – di andare a Lourdes per guarire, si tratterebbe di un imbroglio? Secondo me si, perchè con un consiglio di questo tipo non sta facendo il medico, perchè i viaggi di fede non credo facciano parte della letteratura medica, quindi sta abusando della propria posizione, confondendo il proprio privato (le credenze religiose, le opinioni personali) con la deontologia del proprio ruolo (medico che si basa su dati scientifici)

  16. @Francesco: ecco, hai colto nel segno.

    Quel medico darà ai suoi pazienti l’idea che l’omeopatia abbia efficacia provata, che funzioni, contribuendo alla diffusione di una pratica antiscientifica e potenzialmente pericolosa

    Bravo!

  17. Ricordo, qualche tempo fa, il caso di una bambina malata di diabete. Farsi tre iniezioni di insulina al giorno non dev’essere piacevole (anche se ti salvano la vita), soprattutto se sei piccolo, e se la prospettiva è di farle per tutta la vita. 🙁

    I genitori pensano “bene” di rivolgersi a un omeopata, che li rassicura: le iniezioni non sono necessarie, basta prendere della vitamina C, e si è a posto.

    Risultato: la bambina muore. 🙁

    Ecco, filosofo: adesso analizza pure la domanda “l’omeopatia è un imbroglio?”. Sei sempre convinto che la risposta sia così difficile?

  18. @Francesco: sollevi questione interessante, sulla quale non ho riflettuto molto.
    Forse si può evitare la “apologia di pseudoscienza”; del resto, non è che le ricette del mio medico finiscano online…

    @Lorenzo: se vogliamo portare argomenti di pancia, sono sicuro che qualcuno ha qualche storia poco simpatica sulla medicina tradizionale o su qualsiasi altro tema. Personalmente, non mi piace questo modo di (s)ragionare.

  19. Cerco di svolgere il tuo “ragionamento”, Ivo: se ti curi con l’omeopatia, puoi morire. Ma lo stesso vale per la medicina. Quindi omeopatia e medicina pari sono.

    Chi è che (s)ragiona?

  20. Caro Ivo, ti dico come la penso, così facciamo prima.

    1.
    Non esistono due medicine: una “ufficiale” e l’altra “alternativa”. Esiste LA medicina. Il resto è fuffa.

    2.
    L’omeopatia è ciarlataneria. I benefici (minimi) che i pazienti possono trarne sono dovuti all’effetto placebo. Questo non lo dico io: lo dicono medici e scienziati. L’omeopatia va benissimo per “curare” quelle malattie che guarirebbero comunque da sole…

    3.
    “Curarsi” con l’omeopatia è da stupidi: sarebbe come andare dallo sciamano, dallo stregone, dal mago, dal cartomante o dall’astrologo.

    Hai presente quei servizi di Striscia che mostrano cartomanti che dicono di curare il cancro? Un giro di carte, qualche migliaio di euro, ed è fatta.

    4.
    Gli omeopati sono nella migliore delle ipotesi degli sprovveduti, nella peggiore dei truffatori che approfittano dei problemi di salute altrui per far soldi.

    5.
    I poveracci che si rifugiano dall’omeopata (o dal mago, o dal cartomante…) lo fanno per ignoranza. Un’ignoranza che può essere molto pericolosa: vedi l’esempio della bambina diabetica morta per mancanza di cure vere…

Lascia un commento