Piccolo spazio pubblicità

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 11 mesi 23 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Seguo l’esempio dell’amorale (Alex, non il concorrente di un reality show) e inserisco un piccolo spazio pubblicità su questo sito:

Nella colonna destra di questo blog c’è una pubblicità. Non ci guadagno niente, ma è un modo per realizzare stati di cose migliori senza nemmeno tanto impegno, basta cliccare dove c’è scritto “Help now! It’s free!” e si apre un pop up (disabilitate il pop up blocker o permettete a questo sito di aprire pop up, non ho altre pubblicità o robe invasive), nel quale vi viene chiesto di scegliere la figurina che vi piace di più. Tutto qui, cliccate su quella che vi piace di più. Sono figurine di giocatori di sport americani, ho scelto come sponsor la Upper Deck che si occupa di questo tipo di collezionismo. Poi vi viene chiesto di inserire il vosto nome, solo il nome e nient’altro, niente email o altre cose, e se volete un breve messaggio.
Tutto qui. Mi sembra non ci siano motivi per non cliccare, a meno che non vi piaccia o non vi interessi la “causa” che ho scelto: l’educazione delle ragazze/donne in Africa. Ci sono altre cause (lotta a malattie, per esempio), ma sono già ampiamente scelte, questa causa qui era poco scelta e riceveva pochi soldi. Cliccate. Tanto paga lo sponsor.

In realtà ho scelto un altro sponsor: niente figurine, al loro posto costumi da bagno; la causa è invece la stessa: l’educazione di donne e ragazze in Africa.

Ne approfitto per segnalare Kiva, un sito che si occupa di micro finanziamento. In poche parole: è possibile prestare soldi (a partire da 25 dollari – circa 18 euro) a piccoli imprenditori di paesi poveri o in via di sviluppo – soldi che, alla fine, vengono restituiti.

11 pensieri su “Piccolo spazio pubblicità

  1. O.T.
    Ragazzi, su suggerimento di Galatea, sono andato a leggere questo: “Sono andato a puttane”
    Mica roba da ridere. IMHO, finalmente uno che ha avuto il coraggio di dire la verità o, almeno, parte di essa. Sempre secondo me, li sì che ce n’è da discutere, eccome.

  2. I blog italiani non parlano d’altro. L’articolo “sono andato a puttane” di un certo Paolo Barnard sta suscitando infinite diatribe, rese ancor più incandescenti dalla replica al femminale di Nicoletta Forcheri (http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6212 ). Punti di vista opposti ma ugualmente ben espressi. A raccogliere tutti i commenti interessanti che in meno di cinque giorni si sono spesi in proposito, si potrebbe scrivere un libro. Invito a partecipare e soprattutto suggerisco ad IVO di fare un articolo specifico a tal riguardo (se non altro perchè IO APRO BOCCA SOLO SU L’ESTINTO).

  3. @alex: caster semenya? Alla Camfed non fanno controlli di genere? 😉

    @hronir: Costumi da bagno. La presenza della bella figliola, in questo caso, è più comprensibile che nella pubblicità di altri prodotti…

    @lector e Zar: Non so perché, ma non riesco ad appassionarmi alla faccenda…

  4. @ivo io credo che l’indifferenza su un argomento è già un modo per dirne qualcosa, per parteciparvi. Ne sei indifferente per queste o queste altre ragioni, che dunque concernono l’argomento stesso. Dire nulla è già un dire qualcosa, puoi scegliere se articolarlo oppure no, se esprimerti o meno, ma tuttavia il tuo “non appasionarmi alla facenda” sottende una presa di posizione alla quale io guardo con una certa curiosità. Potremmo parlarne, se vuoi. P.S: Un’autentica indifferenza si avrebbe se tu ignorassi la questione, se non ne fossi al corrente. Ma ormai ci sei dentro! 🙂

  5. Grazie per l’invito, ma mi trovo costretto a declinare, scrivo solo sull’Estinto. E’ di mio gradimento il taglio filosofico non fittizio che Ivo riesce a dare agli articoli. Poi certo non comprendo certe resistenze, ma comunque… @lector grazie ancora, quantomeno passo a dare una letta.

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