Obbedire a Dio

closeQuesto articolo è stato pubblicato 9 anni 3 mesi 4 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

L’eretico boemo Jan Hus, morto sul rogo il 6 luglio 1415, è uno di quelli che chiameremmo un credente duro e puro, convinto che il Papa (anzi, i Papi: all’epoca ce n’erano due, uno ad Avignone e uno a Roma) sia una sorta di anticristo.
Riassumendo in poche battute il pensiero di Hus sul rapporto tra uomo e Dio, l’uomo deve essere sottomesso a Dio e Gli deve completa ubbidienza, anche se l’ordine risulta incomprensibile. Un invasato con cui è impossibile ragionare? Lo pensavo anche io, però, come nota Armando Comi1:

Dio solo dà ordini ai quali occorre obbedire senza indugio. Gli ordini dell’uomo devono invece essere valutati ed eventualmente fatti oggetti di obbedienza o disobbedienza (p. 96).

L’uomo è dotato di ragione e la deve usare per valutare, e soprattutto per criticare, l’autorità degli altri uomini. È una piacevole sorpresa trovare un razionalista dove meno te lo aspetti.

  1. in Verità e Anticristo. L’eresia di Jan Hus, Bolonga, Pendragon 2007; non ho letto il libro, ma solo una bella recensione di Piero Venturelli che probabilmente verrà pubblicata su ReF []

11 pensieri su “Obbedire a Dio

  1. beh, nella prima parte più che un cristiano duro e puro si direbbe un islamico standard; sulla seconda non so abbastanza dell’Islam per commentare.

  2. @.mau.: Anche io ho pensato alla sottomissione islamica (e infatti ho parlato di credente duro e puro, non di cristiano). Quello che mi ha sorpreso è appunto questo: da quel che ho capito, la sottomissione a Dio non preclude l’uso della ragione, ma anzi ne crea lo spazio.
    Da confrontarsi con “l’uso ristretto e degenerato” della ragione che il Papa denuncia un giorno sì e l’altro pure.

  3. Guarda caso pensavo anch’io al papa, e alla sua concezione di ragione. A me sembra invece che questo sia un ispiratore di paparazzi; nel senso che anche l’odierno pontefice afferma che la ragione può essere usata per interpretare il mondo e capirlo, ma che senza la fede che ti spiega perché siamo qui,la ragione stessa e la ascienza non servono a niente. Insomma, per come l’ho capita io, la ragione è un sottoinsieme della fede, che subentra quando la prima cerca di spiegare che dio non c’è (quest’ultimo pezzo è mio).

  4. In quanto al fatto che l’uomo debba obbedire a Dio sempre e comunque, mi sembra una frase talmente scontata per un credente che non mi fa alzare alcun sopracciglio, e i cristiani non mi sembrano poi molto differenti dagli islamici o dagli ebrei.

    Il problema semmai si sposta a: “quali sono gli ordini di Dio? come distinguerli dagli ordini dell’uomo?”. Purtroppo, sembra che Dio non si esprima sempre in maniera chiara e intellegibile sulla sua volontà.

    Un vero razionalista cercherebbe di risolvere questo problema per primo, non sei d’accordo?

  5. credo che il punto di base sia sull'”incomprensibilità” dell’ordine divino. È una incomprensibilità “tecnica” oppure no?
    Per Abramo, dovere sacrificare Isacco è incomprensibile, ma non in senso tecnico. È proprio un “ma perché devo farlo?” Se però non riesco a capire cosa Dio voglia da me (incomprensibilità “tecnica”) la faccenda è diversa.
    Al momento (se non sei un mistico o l’adepto di qualche setta, intendo) gli ordini divini sono relativamente pochi: direi i dogmi per un cattolico. Quindi il problema non si pone più di tanto. Cosa dica B16 esattamente, non l’ho capito.

  6. @knulp: Già, l’uomo deve in ogni caso obbedire a Dio, però se Dio è un tipo che comanda. Se Dio è uno che non chiede ma ama, la questione dell’ubbidienza passa in secondo piano…

    @Marcoz: Tu, nel dubbio, rivolgi la parola a tutti i cespugli infuocati che trovi (l’estate si avvicina, non dovrebbe essere difficile trovarli).

    @.mau.: Che cosa dica di preciso B16 non l’ho capito neppure io…

    @Marco Ferrari: Uhm… la storia del sottoinsieme è interessante, e corrisponde abbastanza all’idea, forse inconscia, che ne hanno molti credenti che giocano sulla difensiva.

  7. Credo che l’idea sia abbastanza diffusa tra il sottoinsieme di studiosi che frequento io, cioè gli evoluzionisti. E non si parla di complementarietà, ma si fede come necessaria perché la ragione deve obbedire ad essa, o essere sussunta, se vuole essere completa. Io te la riporto come l’ho capita, anche se a dire la verità non ho capito come si fa.
    Se vai sul sito di Daniele Formenti, professore di antropologia a Pavia e persona informata dei fatti, troverai parecchie zeppe a sostegno della mia ipotesi. L’hai già citato, sai dov’è.

  8. @Marco Ferrari: Il rapporto tra fede e ragione è molto complicato, e gli scritti dell’attuale pontefice sono, in proposito, contraddittori: quando vuole apparire aperto e progressista, va con la complementarietà, quando la scienza non gli garba, passa al sottoinsieme. A volte, poi, la ragione passa dall’imperfetta facoltà umana all’attributo divino.
    Questa la retorica. La sostanza, purtroppo, mi sfugge.

  9. L La ragione dovrebbe essere evitata riguardo alla fede,poichè è inadeguata per comprendere i disegni divini.Certamente il Santo Padre la usa con chi pensa che essa possa spiegare anche la fede.

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