Morale in bianco e nero

closeQuesto articolo è stato pubblicato 9 anni 24 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

L’unica buona storia sul colore che mi viene in mente risale ai miei agguerriti e incessanti scontri con il Comic Code,1 all’inizio degli anni Ottanta. Andai nei loro uffici (conoscevo una tipa che ci lavorava), e dandomi un’occhiata intorno mi resi conto che quello che guardavano erano fotocopie in bianco e nero degli albi. Erano quelle che venivano approvate oppure no e i cambiamenti venivano richiesti sulla base di quelle. Non vedevano mai niente a colori, così cominciai a riempire le storie di sangue che si vedeva solo nelle guide-colore e il Comic Code non ne fermò mai nessuna!

Frank Miller in Will Eisner, Frank Miller, Conversazione sul fumetto, Kappa edizioni, 2005 p. 99

  1. Codice di autocensura adottato dal Comics Magazine Association of America a partire dal 1954 – qualcosa di simile all’italiano MG-Garanzia Morale. []

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