Meglio gay che omosessuali

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 7 mesi 3 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Leggo con un certo stupore:

CBS just found that if you ask Americans how they feel about “gay men and lesbians” serving in the military, a large majority support it. But if you ask people whether “homosexuals” should be allowed to serve in the military, support drops.

La CBS ha appena scoperto che se si chiede agli americani che cosa pensano della possibilità per “gay e lesbiche” di prestare servizio nelle forze armate, una larga maggioranza è favorevole. Ma se la domanda riguarda gli “omosessuali”, il sostegno crolla.

Che cosa mi stupisce?
Non certo la scoperta che la scelta delle parole possa influenzare la risposta: si tratta di un fenomeno oramai molto conosciuto (effetto cornice).

La sorpresa riguarda la banalità della distorsione: un semplice cambio di termini, “omosessuali” al posto di “gay e lesbiche”. Quando il consulente politico Frank Luntz ha consigliato ai repubblicani americani di lasciar perdere le “perforazioni esplorative alla ricerca di petrolio” (drilling for oil) e parlare di più rassicuranti “esplorazioni energetiche” (exploring for energy), non credo si aspettasse un effetto così marcato con la sostituzione di un semplice termine.
Una parte della sorpresa, infine, riguarda il contesto: un sondaggio, probabilmente telefonico, non è una votazione, ma è comunque un momento nel quale uno dovrebbe concentrarsi un momento, riflettere quei dieci-venti secondi sul tema e rispondere in base a un qualcosa che assomigli a un ragionamento. Invece sembra che molta gente abbia risposto basandosi sulle suggestioni dei termini evocati. “Gay e lesbiche”: YMCA dei Village People è una bella canzone, Brokeback Mountain ha vinto 3 Oscar e qualche maschio, a sentir parlare di lesbiche ed esercito, si sarà immaginato un video a luci rosse: come non essere favorevoli? “Omosessuali”: uno pensa a diagnosi psicologiche, a disturbi, e si dice contrario.

13 pensieri su “Meglio gay che omosessuali

  1. Richard Dawkins faceva un discorso simile sull’ateismo. Lui proponeva la parola “bright” invece che ateo per i motivi suddetti da te.
    Conosco persone che usano la parola ateo come offesa; ma la cosa cambia se in una discussione si parla di non credente o non religioso.
    O vogliamo parlare del “laicista” che è ormai diventata un’offesa.

  2. Fabristol, mi hai tolto le parole di bocca! 😉

    In più, rispetto a “omosessuale”, la parola “ateismo” ha l’aggravante di essere una definizione in negativo: come se chi non crede (in un qualche dio personale) non credesse a niente. Quando invece “teisti” e “atei” sono, molto semplicemente, persone che la pensano diversamente.

  3. come Lorenzo, dico: Fabristol mi ha “tolto” il piacere di fare una citazione colta!
    😉
    Comunque lo quoto in pieno, così come il post, naturalmente.

  4. @fabristol: Il problema di “bright” è che significa anche “sveglio, intelligente”, e i soliti fanatici religiosi potrebbero sostenere che l’iniziativa sia frutto di un complesso di superiorità degli atei, annullando gli effetti positivi della nuova definizione .

    Sull’inadeguatezza della parola “ateo” sono d’accordo (preferisco definirmi “scettico” , anche se è un termine vago).

  5. Interessante, ma tieni conto che gay e omosessuale non sono la stessa cosa. Intendo proprio in termini di estensione : una donna omosessuale non é gay, e nemmeno un omosessuale non dichiarato. Inoltre c’é la questione dell’intensione, e il fatto che gay non definisce un tipo di sessualità ma di comportamento sociale.

  6. @fabristol: Il caso dall’ateismo nasce, se non sbaglio, dall’esigenza di avere un termine positivo, che non sia la semplice negazione di un atteggiamento.

    @Raffaele: Per la parte estensionale, la domanda riguardava “gay e lesbiche” (anche se in italiano sento spesso usare “gay” includendovi anche le lesbiche), non solo i gay.
    Per la parte intensionale: un omosessuale non gay (cioè uno che non si riconosce nel comportamente sociale cui ti riferisci) può già entrare nell’esercito, grazie alla ipocrita “don’t ask don’t tell” (tu non lo dici e io non lo chiedo).

  7. Ho letto male, scusa. Ma rimane il secondo problema di estensione che tu consideri d’intensione… Interessante no? 🙂

    Toglimi pero’ una curiosità, se definisci ipocrita le regola in questione, quale sarebbe l’alternativa non ipocrita? A parte trasformare i militari in gentlemen istruiti e aperti alll’accettazione delle differenze… Come pensi che andrebbero le cose per un gay dichiarato in quel contesto?

  8. @Raffaele: Non sono mai stato omosessuale dell’esercito degli Stati Uniti, quindi non so come andrebbero le cose 😉
    Non ho mai capito che tipo di battaglia sia, quella contro la don’t ask don’t tell: se questione di principio (c’è una legge discriminatoria e va rimossa) oppure se vi siano davvero dei soldati omosessuali che vogliano vivere apertamente la propria omosessualità nell’esercito.

  9. @Fabristol: Il link precisa, come secondo significato del sostantivo, gay come omosessuale maschio.
    Del resto l’acronimo LGBT, che sciolto diventa Lesbian Gay Bisexual Transgender, lascia intuire che una lesbica non sia gay e viceversa.

  10. 1. A person whose sexual orientation is to persons of the same sex.

    Many writers reserve gay for males, but the word is also used to refer to both sexes; when the intended meaning is not clear in the context, the phrase gay and lesbian may be used.

  11. Io avrei risposto esattamente il contrario. Gli orientamenti sessuali di un marine non mi riguardano, ma non potrei sopportare che girasse vestito come uno dei Village People! 😉

  12. @Fabristol: Che bello, il linguaggio naturale: regole comunemente accettate ma con quel po’ di anarchia che rende interessanti le cose!

    @Galliolus: In quel caso, basterebbe la mera selezione naturale: un marine in missione in Iraq vestito come uno dei village people non sopravviverebbe a lungo.

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