Le domande più filosofiche

closeQuesto articolo è stato pubblicato 4 anni 2 mesi fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

«Abbiamo quindi la risposta della scienza su come funziona il cosmo, ma le domande più filosofiche restano pendenti». Quali sarebbero queste “domande più filosofiche”? «Il mistero che sta alla base della vita e della materia» perché «la logica e la razionalità non possono spiegarne e giustificarne l’origine, la causa, il senso».
Ma non è finita, perché «l’unica certezza che la scienza può regalarci è la prova della raffinatissima intelligenza immanente alla vita e all’universo».

Io la odio la gente che dimentica sul treno i giornali che pubblicano in prima pagina simili articoli. Li odio perché io vedo il giornale dimenticato, lo prendo, lo leggo. E mi arrabbio. Anzi, mi incazzo proprio.
Mi incazzo perché penso agli scienziati, alle persone che dedicano tempo ed energie per studiare il mondo e, al netto di qualche errore anche tragico, lo rendono un posto migliore. E penso a come si devono sentire quando arriva uno che dice, anzi che scrive, che l’unico loro meritevole contributo all’umanità è «la prova della raffinatissima intelligenza immanente».
Ma mi incazzo anche, e soprattutto, perché pure io ho dedicato tempo ed energie a studiare. Ho studiato, e continuo a studiare, filosofia, convinto che questa disciplina possa dare il suo contributo alla comprensione del mondo. Non come la scienza, ovviamente. Semplificando un po’, diciamo che la filosofia si occupa dei concetti, anche quelli scientifici, e controlla che siano sufficientemente belli e solidi per poterli usare.

Chiedere «l’origine, la causa, il senso della vita e della materia» non è affatto una domanda filosofica. Anzi, non è neppure una domanda, anche se ne ha l’aspetto.
Una vera domanda filosofica è chiedere perché l’autore cita la vita e la materia come se fossero due cose distinte. È chiedere se parlare del “senso della materia” non sia, nella migliore delle ipotesi, una metafora (nella peggiore delle ipotesi è una supercazzola) perché si utilizza un concetto, quello del senso o significato, in un campo che non le è proprio. È chiedere che cosa è la certezza.

Queste sono domande filosofiche.
Ecchecazzo.

13 pensieri su “Le domande più filosofiche

  1. “La scienza indaga sugli aspetti quantitativi dell’esistenza, la filosofia su quelli qualitativi” (Laszlo Mero).

    P.S. Finalmente, dopo circa sette anni che frequento quotidianamente il tuo blog, ti vedo incazzato come qualsiasi essere umano normale.

  2. Non so se sia una domanda filosofica (e neppure se stupida o no), ma comunque chiedo: per bellezza di un concetto, cosa si intende?

  3. Ho letto questo post e mi sono incazzato pure io. Con chi me la devo prendere, con chi ha scritto sul quotidiano o con Ivo che ha riportato quelle frasi? Potrebbe diventare una questione controversa, ma una ragione spiccia mi dice che il mio disappunto dovrei indirizzarlo al primo e non al secondo, se solo mi dicesse chi è l’autore e quale quotidiano l’ha pubblicato.

  4. Temo non siano solo i giornali ad essere responsabili. Ci sono parecchi figuri che si spacciano per filosofi e fanno affermazioni di questo tipo. Ringrazio Ivo per avermi ridato la speranza che i filosofi veri facciano altro.

  5. La scienza trovando come funziona l’univero ha fatto semplicemente il suo compito.Non è però in grado di dire chi lo ha creato.Naturalmente conviene nel riconoscere che si tratta di una mente superiore.Aggiungo: non solo una mente ma una potenza ed un’amore infinitamente superiori, considerando che prima dell’universo e del ” Caos primordiale” esisteva il nulla assoluto.

  6. @lector: È davvero la prima volta che mi arrabbio?

    @Davide Orlandi: Già ma, se ricordo bene, pur avendo la risposta, non abbiamo la domanda precisa.

    @Marcoz: Domanda assolutamente lecita e, aggiungo, pure filosofica. Per me un concetto è bello quando è il più semplice possibile e mette in luce più caratteristiche possibili.

    @shostakovich: http://epaper.azione.ch/ee/azion/_main_/2013/10/14/001/

    @Dave Bowman: Diciamo che le banalizzazioni così, tra i figuri che citi, sono rari. Comunque grazie.

  7. @–>Ivo

    Lasciandoti andare a un po’ (assai pochino, per la verità) di sano e liberatorio turpiloquio, credo proprio di sì.

  8. Be…. l’articolo è meno tremendo di come lo avevi lasciato immaginare.
    Certo gli “errori” sono assolutamente i soliti.
    “diciamo che non aggiunge nulla…. come la religione”.
    “L’idea pericolosa di Darwin” di Dennett descriveva tutto questo già nello scorso millennio, ma che importa, parlare a ruota libera al momento non viene tassato… almeno in Italia, che forse in Svizzera siete più avanti.
    Fammi sapere se qualche politico ha trovato una nuova gallina dalle uova d’oro…..
    Un Sorriso

  9. @lector: Grazie per la segnalazione: non lo conoscevo.

    @jabberwock: A me l’articolo sembra abbastanza tremendo così com’è, ma si vede che sono filosoficamente sensibile.

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