Ingegno e azzardo

closeQuesto articolo è stato pubblicato 7 anni 7 mesi 19 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Questo servizio del telegiornale svizzero mi ha aperto un mondo che prima non conoscevo:

Se ho capito bene, la legge limita fortemente i giochi d’azzardo – il cui esito non dipende dal soggetto – mentre regola in maniera meno rigida i giochi di abilità – il cui esito dipende dalle capacità del soggetto.

Tralasciando le considerazioni sul paternalismo di stato e sugli interessi economici delle sale da gioco, è interessante questa differenza tra azzardo e abilità. Mi chiedo se il diverso atteggiamento dipenda dal fatto che è difficile diventare dipendenti dai giochi di abilità o se ci sia, invece, una qualche altra considerazione. Come se arricchirsi, o impoverirsi, per questioni di fortuna fosse moralmente riprovevole, mentre arricchirsi, o impoverirsi, per questioni di abilità fosse moralmente accettabile.

5 pensieri su “Ingegno e azzardo

  1. Forse è il fatto che i giochi d’azzardo sono forme implicite di tassazione (sulla speranza, come si usa dire), e lo Stato sulla tassazione vuole tenere un monopolio.

  2. @Rufo: D’accordo, ma si tassa anche il lavoro, che in un certo senso è un gioco di abilità (guadagno, o dovrei guadagnare, in base alle mie capacità e al mio impegno).

  3. Giustissimo. Però il lavoro crea ricchezza nuova, di cui lo Stato prende una parte, mentre il gioco d’abilità trasferisce ricchezza già esistente (dai perdenti ai vincenti), su cui lo Stato ha già colpito. Con questo non dico che la fiscalità spieghi tutto il fenomeno che hai segnalato; dico che dove ci sono in ballo i soldi la moralità deve sgomitare con la prudenza economica.

  4. Evadendo il tuo quesito, mi disturba il fatto che proprio il Texas Hold’em ha trasformato il Poker tradizionale da un gioco d’azzardo in un gioco d’abilità! Mentre il primo si basava moltissimo su fortuna e poi su variabili emotive, le variabili che uno può controllare nell’Hold’em per prendere decisioni sono molte di più, ci sono interi manuali dedicati e persone molto astute che sanno come si vince, fanno i calcoli a mente e addirittura sanno valutare l’aleatorietà delle fluttuazioni statistiche della serie di partite. La classe di spennapolli professionisti

    Il problema è che la maggior parte della gente non gioca così, ma gioca come fosse la roulette.

  5. @tomate: Quindi il problema è proprio il Texas Hold’em che, più del poker normale, permette truffe?
    Domanda forse ingenua da non appassionato di poker.

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