Gravità e Gravitazionismo

closeQuesto articolo è stato pubblicato 9 anni 7 mesi 16 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Alcuni secoli fa, in Inghilterra, esisteva un giornale, fantasiosamente chiamato The Newspaper, sul quale scriveva un cronista esperto in faccende religiose. Questo cronista teneva un diario che, come usava all’epoca, veniva stampato in parecchie copie e appeso lungo una lunga sbarra di metallo nei principali centri cittadini: come dicevano gli inglesi, veniva “messo on line”.

Questo, tradotto e riadattato dall’originale, è il testo di un suo intervento.

I lettori di questo diario avranno avuto modo di seguire l’accesa discussione (in realtà non ne ho ancora viste di poco accese) su [cita un documento evidentemente all’epoca molto diffuso, del quale tuttavia ignoro tutto] in merito alla caduta dei gravi. Vorrei dire la mia e ricordare che ciò che appare assodato scientificamente è la gravità, cioè la tendenza dei corpi a cadere verso il basso. Il gravitazionismo, cioè la teoria che vuole interpretare e spiegare questa caduta, quanto a verifiche scientifiche rimane un’ipotesi.
Allo stesso modo è scientificamente provata la microgravità terrestre, cioè la caduta degli oggetti vicini alla terra. Ma non lo è la macrogravità, cioè i moti dei pianeti.
Le più recenti scoperte della fisica e dell’astronomia, mentre confermano le leggi di Aristotele (ossia l’esistenza di norme che con esattezza descrivono la caduta dei gravi), non confermano affatto la legge di gravitazione universale di Newton: le orbite dei pianeti semplicemente non coincidono con quelle predette dalla teoria. Di fronte a questa evidenza, i neonewtoniani hanno aggiustato l’esperienza, ipotizzando l’esistenza di nuovi pianeti mai osservati, e forse mai osservabili, che perturberebbero l’orbita dei pianeti a noi noti.

Detto questo, come cristiano mi attengo al principio del realismo: la realtà viene prima della teoria. Finché non sarà provata scientificamente la gravitazione neonewtoniana, essa rimane un’ipotesi che si può discutere, tanto più che non appare suffragata dalle più recenti scoperte sulle orbite celesti. Non si tratta qui di introdurre argomenti filosofico-metafisici (come pretendono peraltro spesso di fare i negatori dell’esistenza di Dio, quelli che non avrebbero bisogno di questa ipotesi e che da scienziati s’improvvisano teologi): come credente non ho alcuna difficoltà ad accettare che l’atto creativo di Dio sia stato l’abbrivio iniziale alla materia e le leggi che hanno portato alla creazione del sistema solare. Quello che non posso accettare come dato acquisito scientificamente sono teorie che al momento non rispondono ai requisiti scientifici. Non si tratta qui di sostenere l’intervento divino, ma di attenersi ai fatti. Scusate se lo dico, ma mi sembra questa una posizione più laica dei molti dogmatismi di chi pretende di asserire come un dato di fatto documentato e attestato che la luna non cade sulla terra semplicemente perché gira (anche se non si capisce perché debba proprio girare in quel senso e non nell’altro) o che la presenza dell’atmosfera sulla terra sia una questione di forza di gravità.

I lettori particolarmente interessanti potevano aggiungere dei commenti a questi testi. Varrebbe la pena riportarne alcuni, ma l’operazione di traduzione e adattamento prenderebbe troppo tempo.

18 pensieri su “Gravità e Gravitazionismo

  1. Mi sono sempre chiesto anch’io perchè mai l’antilope, quando si è trasformata in giraffa, ha cambiato colore del manto…

  2. Gentile Ivo Silvestro,

    sono il giornalista inglese del secolo scorso. La sua opera di riadattamento non l’ho trovata molto azzeccata (ma si sa, noi credenti siamo notoriamente tonti…). Sì, perché nel mio post ho dichiarato soltanto di non credere ancora sufficientemente provato l’evoluzionismo (e dunque che si tratti di una teoria ancora discussa) e soprattutto le conclusioni ideologiche del darwinismo (che nulla hanno a che fare con la scienza).

  3. Gentile Tornielli,
    non ho mai detto, né qui né altrove, che i credenti siano tutti quanti tonti (alcuni, ovviamente, lo sono, ma questo è un altro discorso).
    Il riadattamento ha alcune forzature, me ne rendo conto. Il mio giochino, perché tale considero questo testo: non una seria e meticolosa analisi e neppure una critica, ma un semplice gioco di adattamento che mi sono divertito a scrivere questa mattina in treno, il mio giochino, dicevo, non ha particolari pretese concettuali, se non quella di invitare a vedere tutto il discorso da un altro punto di vista.
    Mi spiego meglio: la differenza tra il fatto dell’evoluzione e la teoria dell’evoluzionismo. Per mostrare i limiti di questa distinzione (per certi versi valida, ma sulla quale non edificherei edifici concettuali troppo alti) ho preferito inventare l’orribile “gravitazionismo” e confrontarlo con “gravità”.

    Tutte le teorie scientifiche sono discusse, ma la mancanza di un accordo completo non vuol dire che non ci siano certezze in proposito, certezze che vanno aldilà del semplice “fatto dell’evoluzione”.

    Sulle conclusioni ideologiche del darwinismo, basta dire che una teoria scientifica ci dice come vanno le cose, non come è giusto che vadano: che vi sia una lotta per la sopravvivenza non significa che sia giusto così e che l’uomo deve lottare (oltretutto questa lotta, in natura, si può trasformare in cooperazione: infatti gli evoluzionisti parlano, se non erro, di differenziale riproduttivo, che è ben diverso dalla lotta per la sopravvivenza).

    Dimenticavo un’ultima cosa: nel mio divertissement lasciavo indeterminata la data (non volevo preoccuparmi di eventuali anacronismi sui miseri riferimenti scientifici inseriti), quindi non “il giornalista inglese del secolo scorso” ma “il giornalista inglese di qualche secolo fa”…

  4. Egregio Tornielli
    che noi credenti siamo (tutti) tonti ho il sospetto che siano quelli come Lei a pensarlo.
    Se così non fosse troverei difficile lo spiegarmi il perchè quelli come Lei ricorrano sempre agli stessi trucchetti retorici per mischiare le carte riguardo all’evoluzione.
    Troverei altresì difficile lo spiegarmi perchè quelli come Lei ritengano che sia facile, per un credente, dimenticarsi che la Chiesa da tempo, tramite pontefici, come Giovanni Paolo II nel 1996, o con documenti come questo (http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_con_cfaith_doc_20040723_communion-stewardship_it.html) nel 2004, ha accettato la teoria dell’Evoluzione, mentre oggi assistiamo a imbarazzanti performances (imbarazzanti per noi tonti) come quella del cardinal Martino alla presentazione del libro di R.Alberoni (a proposito, un vaticanista come Lei me lo sa spiegare perchè c’era il presidente del “Pontificio Consiglio della Giustizia e della pace” e non quello del “Consiglio per la cultura”? forse perchè Mons. Ravasi è solito lamentarsi, oltre che “dei paleontologi che si improvvisano teologi”, anche dei teologi che si improvvisano paleontologi? O biologhi?).

  5. Massimo: di creazionisti ne abbiamo anche noi, certo. Non credo però che Andrea Tornielli sia uno di loro.
    Fesserie come l’interpretazione letterale della Genesi, in Italia, non penso ci siano.

    C’è il discorso che “non è una teoria del tutto provata” (e quale teoria lo è completamente? e la differenza tra una teoria non completamente provata e una completamente non provata?) e che “per l’uomo c’è un salto ontologico”, oltre a varie cattive interpretazioni della teoria (l’evoluzione governata unicamente dal caso; idea di progresso).
    Siamo, secondo me, anni luce dal creazionismo, e mi sembra giusto evidenziarlo.

  6. ( Acc, doppio inserimento! Togli pure il primo: è quello sbagliato.
    Cmnq Ivo, il sito dà problemi. )

    Credo che alla base di queste “analisi etiche” di teorie scientifiche ci sia un fraintendimento, difficilmente scusabile, sulla parola “teoria”.

    La teoria qui non è una supposizione su certi fatti, ancora inverificata: questo è solo il significato del termine nell’italiano popolare.
    E’ una serie di spiegazioni in parte predittive( al futuro ), in parte esplicative( al passato ).
    Come tale, non può essere verificata ma giustificata ed non è nulla di strano che non sia un fatto: si basa su fatti.

    Leggere poi le storie su “non è scientifico perché non c’ha i requisiti” mi fa venire l’orticaria.
    Sentita mille, mille, mille volte…

    Ci manca solo il rituale argomento d’autorità: “Popper ha detto che ciò che non è falsificabile non è scientifico” o l’epica frase: “Non segue il metodo galileiano, perché voi, voi lo dite o no che Galileo ha inventato la scienza?”

    Ma chi l’ha detto che tutte le discipline scientifiche devono avere lo stesso metodo?
    Perché una disciplina che in parte considerevole è storica, dovrebbe avere gli stessi metodi di una da laboratorio?
    Se ragionassimo così, potremmo restare alla concezione antica: è scienza solo ciò che dà certezza, quindi solo le discipline deduttive sono valide.
    Ovvero: “Eh, ma la fisica e la biologia… la fisica non ha mica ancora dimostrato di essere logiche… non sono scientifiche! Bisogna aspettare, non è laico né cristiano sbilanciarsi.”
    Ma il metodo dipende dall’oggetto di ricerca e dai fini della ricerca stessa!

    Puzza, poi, che questi argomenti sulla mancanza di metodo scientifico siano usati- e da parti diversissime- solo quando fa comodo.

    Ho assistito ad almeno 4 convegni dove si parlava di modernità, laicità e buona laicità e similia…
    Nessuno ha osato alzare la mano dicendo che tutt’e quattro i termini restavano indefiniti; che comunque i rispettivi concetti non si capiva quale problema empirico servissero a spiegare; che infine la presunta “scienza politica” dei relatori vagava nella nebbia.

    ciao Ivo! Eno

  7. Anche con la G di gravitazione invece della E di evoluzione, ci sarebe qualcosa da dire.

    Preso cosi’ quello che si dice nell’articolo non e’ proprio sbagliato. La teoria gravitazionale e’ valida soltanto per due corpi, ogni tentativo fatto per allargarla a un sistema multicorpo e’ fallito. Per quel che ne so io.

    Poi vabbe’ e’ arrivata la Teoria Generale della relativita’, ma e’ cambiato il paradigma, come direbbe qualche postpopperiano.
    Sulla sua validita’ sperimentale lascio stare, tanto la discussione e’ vana: sia nel caso G che nel caso E. Abbiamo mandato le sonde oltre Plutone e creato topi con orecchie umane impiantate sulla schiena. A me sperimentalmente basta.

    Ogni teoria scentifica, con le sue conseguenti leggi, e’ appunto una teoria. Un modo di vedere certi fenomeni. Le leggi sperimentali predicono (con un’accuratezza che ne determina il valore) gli eventi all’interno del parco giochi delle ipotesi sperimentali.
    Il valore di una teoria dipende da quanto e’ grande il suo parco giochi e da quali giochi riesce a far funzionare al suo interno.

    Dio non c’entra nulla, anzi no, c’entra solo, quando a furia di giocare, cadi, ti fai male e allora vai a casa e preghi.

  8. eno: ma tu cosa ci vai a fare a simili convegni su laicità e modernità? 😉
    Oltre al discorso sui criteri troppo rigidi e inadeguati, c’è poi il tema delle influenza ideologiche. Siccome ci sarebbe di mezzo l’idea illuminista e razionalista di progresso (cosa in parte falsa), allora non vale, non è scienza. Curiosamente questo discorso non vale per il Big Bang, nonostante l’ideologia della creazione cristiana…

    sgrignapola: L’immagine del parco giochi delle ipotesi sperimentali è bellissima.
    Per quanto riguarda il caso della gravitazione con più di due corpi: se non sbaglio è un problema matematico, non si sa come risolvere in generale le equazioni di Newton con 3 corpi, ma non fisico, perché la soluzione di queste equazioni, quando la si trova o la si approssima, è coerente con l’osservazione.

  9. ( Ci vado perché mi invitano, perché le discussioni al buffet sono sempre interessanti, perché per mail mi aveva assicurato -mentendo- che non sarebbe stata l’ennesima storia sulla distinzione tra “laicità e laicismo” e perché un relatore su due merita davvero.
    Sentire un biologo discutere sul legame tra entità emergenti e proprietà emergenti è meglio che leggere Davidson, che mi annoia a morte. )

  10. ( Ci vado perché mi invitano, perché le discussioni al buffet sono sempre interessanti, perché per mail mi aveva assicurato -mentendo- che non sarebbe stata l’ennesima storia sulla distinzione tra “laicità e laicismo” e perché un relatore su due merita davvero.
    Sentire un biologo discutere sul legame tra entità emergenti e proprietà emergenti è meglio che leggere Davidson, che mi annoia a morte. 🙂 )

  11. Davvero, sgrignapola, la teoria della gravitazione di Newton e’ valida per due corpi? Con che precisione sono state effettuate le verifiche e le misure? E come si può essere sicuri di aver eliminato ogni influenza degli altri corpi che compongono il nostro universo e che certamente potrebbero influenzare i due corpi presi in considerazione per verificarla?
    No, secondo me ci sono dubbi anche nel caso di due corpi.
    E tali problemi si potrebbero sollevare anche per la relatività generale di Einstein, per cui il fenomeno della gravitazione, oggettivamente, resta un miracolo che non fa altro che provare la grandezza di Colui Che Ha Fatto Il Mondo.

  12. eno: Noioso Davidson? Avevo letto anni alcuni articoli, ed erano tutto (scontati, poco interessanti, eccetera) tranne che noiosi… Potevi dirlo subito che c’era un buffet, ai convegni! 😉

    hronir: Colui Che Ha Fatto Il Mondo? CCHFIM è terribile, come acronimo…

  13. Che fisicamente la gravitazione esiste ed possa essere descritta matematicamente e’ fuori di dubbio, non son sicuro che esista un modello newtoniano unico.

    Alcune soluzioni sono di tipo classico mentre altre di tipo numerico. Qui, secondo me entrano in gioco due fattori. Uno e’ la possibilita’ di descrivere il fenomeno fisico entro forme matematiche che risultino, piu’ semplici e leggibili del problema di partenza (il problema della forma e’ assolutamente interessante perche’ si coniuga proprio con la natura della teoria. Se ogni teoria e’ un vedere, ci sono cose che si possono vedere con forme diverse, e certe cose diventano “visibili” solo quando siamo in grado di attribuire loro una forma. Adesso mi fermo qui perche’ mi rendo conto che sto partendo per la tangente).
    Il secondo e’ quello di valutare se certi fenomeni fisici possano o meno essere descritti con certi mezzi matematici. Per esempio il movimento di alcuni corpi e’ perfettamente descrivibile attraverso le Lagrangiane, mentre il movimento di altri corpi richiede altri modelli matematici, per esempio numerici.
    E la differenza non e’ da poco. Un modello e’ esatto l’altro si basa su approssimazioni.
    Questo per ribadire che anche in scienze cosi’ di successo come quelle fisiche-gravitazionali, tutto si complica improvvisamente quando ci allontaniamo dalle ipotesi sperimentali.
    Non sto dicendo che ci sono dei dubbi riguardo alla gravitazione. Sto solo, scoprendo l’acqua calda, dicendo che le scienze sono condizionate dalle ipotesi sperimentali.

    Ma in fondo, per tornare al problema dell’evoluzione, ogni scienza ha differenti metodologie, alle quali corrispondono differenti –ocio al parolone- verita’. Quelle della fisica, non sono le stesse della paleontologia, per esempio.
    Anzi direi che il valore delle verita’ sia proprio condizionato dalla metodologia usata. Alcune volte queste verita’ combaciano e si completano a vicenda, come succede con la chimica e la fisica (per esempio leggevo qualche tempo fa che e’ stato provato attraverso la tomografia di alcune aree del cervello che gli effetti farmacologici di certe cure sono gli stessi della psicoterapia. Alcune aree del cervello sottoposte alle due cure quando paragonate si “illuminano” allo stesso modo; uau fichissimo!). La teoria dell’evoluzione e’ stata ampiamente confermata dalla genetica.
    Mi fermo qui – credo di essere andato fuori tema di bestia – ma voglio ribadire, perche’ forse non sono stato chiaro nel commento precedente: infilare in qualunque modo la religione dentro questo discorso per supplire all’ “ignoranza” della scienza e’ ridicolo.

  14. ( Un articolo, Thought and talk. L’unica cosa decente che abbia letto di lui.
    E sosteneva una tesi errata… :-!
    ciao! )

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