Fedeltà

closeQuesto articolo è stato pubblicato 11 anni 3 mesi 5 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Il treno viaggia veloce. Nonostante il rumore, due passeggeri discutono animatamente. Questo è il resoconto del loro dialogo. Purtroppo, alcune parole sono risultate incomprensibili.

Primo: Allora, carissimo, sei contento?

Secondo: Oggi è una bella giornata, non ho molto lavoro da fare, questa sera forse riesco ad andare al cinema… Sì sono contento.

Primo: Non fare finta di non capire, carissimo! Mi riferisco alle dichiarazioni di (…) su (…). Non mi vorrai dire che sei d’accordo con lui!

Secondo: Sai bene qual’è a mia opinione: il contrario di quanto dichiarato da (…). Ma ho scoperto da tempo che gli altri possono avere opinioni diverse dalle mie, e questo fatto, oramai, non mi procura più infelicità. Se non sbaglio, la psicoanalisi lo chiama principio di realtà, anche se io preferisco parlare di buon senso.

Primo: Ma tu hai votato per lui alle ultime elezioni!

Secondo: A dire il vero, ho votato per un partito che lo ha appoggiato: un alleato della coalizione, come si usa dire. Ma non capisco cosa abbia a che fare tutto questo con la mia felicità.

Primo: Non ti senti tradito, amareggiato, deluso? Non ti penti dell’errore commesso?

Secondo: Quale errore?

Primo: Aver sostenuto, con il voto, una persona che la pensa diversamente da te, che ha tradito i tuoi ideali!

Secondo: Non è certo (…) a tradire i miei ideali. È la realtà a tradirli. Gli ideali sono una guida, un faro con il quale orientarci. Ma la vita non è composta da ideali, bensì dai fatti. Persino Platone, dopo il governo ideale della Repubblica, ha scritto le più pragmatiche Leggi.

Primo: Va bene, lasciamo perdere gli ideali. Rimane il fatto che tu, carissimo, hai sostenuto qualcuno che non la pensa come te. Ti sei sbagliato, e se non lo riconosci sei un ipocrita!

Secondo: Tu sei sposato da un po’ di tempo, giusto?

Primo: Sì. Oramai sono quattro anni.

Secondo: E in questi anni tu e tua moglie avrete litigato qualche volta, giusto?

Primo: Anche più di qualche volta. Come in tutti i matrimoni, è frequente litigare.

Secondo: Però il matrimonio va avanti, continuate a vivere insieme, giusto?

Primo: Certamente! Si discute, si litiga ma alla separazione non ci si pensa proprio!

Secondo: Sono felice per voi. E come mai discutete e litigate, tu e tua moglie?

Primo: Perché siamo molto diversi. La pensiamo diversamente su molte cose. Ad esempio, per me la vacanza ideale è al mare a prendere il sole, per lei in montagna a fare lunghe passeggiate. Io non sopporto i film d’autore, che lei adora. A me interessano moltissimo i dibattiti politici, mentre lei non li sopporta. E così via. Tutto nella norma.

Secondo: Quindi è normale che due sposi, i quali condividono tutto, la pensino diversamente e litighino. Mentre un politico deve pensarla in tutto e per tutto come i suoi alleati e i suoi elettori, nonostante condivida con essi molto meno di quanto facciano moglie e marito. Curioso, molto curioso.

Per il resto del viaggio, i due rimangono in silenzio.

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