Estinzioni omosessuali

closeQuesto articolo è stato pubblicato 6 anni 5 mesi 8 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Mi sfugge quali conclusioni dovrei trarre dal fatto che gli omosessuali sono il 2% della popolazione ma costituiscono il 61% delle nuove infezioni da HIV. È una correlazione simpatica, alla quale se ne possono aggiungere molte altre, tipo “i cattolici sono il 17,3% della popolazione mondiale1 ma costituiscono il 50%2 dei morti per infarto durante la Messa pasquale”.
Non so quali conclusioni dovrei o potrei trarne, ma rimane comunque un fatto, almeno secondi i dati riportati nell’articolo citato.

Il primo commentatore di questa notizia su Facebook, forse pensando che se il 61% dei nuovi casi di HIV riguarda omosessuali allora il 61% degli omosessuali contrae l’HIV,3 ha pensato di sottolineare questo fatto con un liberatorio “yeah…estinzione…”.

Ecco, io spero che a estinguersi, anche senza esperienze dolorose come una malattia, siano i coglioni come questa persona.

  1. Fonte: Wikipedia. []
  2. Fonte: me lo sono inventato, ma mi pare credibile visto che circa la metà dei cristiani è cattolica. []
  3. Un po’ come credere che se il 90% dei neopatentati ha diciotto anni, allora i diciottenni sono il 90% della patentati. []

16 pensieri su “Estinzioni omosessuali

  1. L’estinzione (per morte degli appartenenti) riguarda le specie… e fino a prova contraria non le tendenze sessuali. Tra l’altro dovrebbe riguardare il fatto che si muoia prima di essere riuscito a riprodursi… e la cosa si complica, perché se si tratta di un meme allora per riprodursi la morte non sarebbe influente (i memi possono propagarsi anche senza che il “portatore” sia ancora in vita) se invece si tratta di geni allora la riproduzione omosessuale non appartiene alla genetica della nostra specie, almeno per quanto ne sappia….

    Un Sorriso

  2. Sull’inqualificabile sito dell’UCCR si dice, citando alcuni studi, che:

    1. A San Francisco si fa educazione sessuale nelle scuole sin dal 1997 e i preservativi sono gatuiti (ma non si dice niente sull’effettivo uso e consumo dei profilattici)
    2. Le malattie veneree sono in aumento a San Francisco
    3. Il 61% delle nuove infezioni di HIV riguardano gli omosessuali in TUTTI gli USA

    Si conclude che: “L’aumento generale di tutte le patologie a trasmissione sessuale, indicano con chiarezza che esse sono l’epifenomeno di un problema ben più ampio, […] una banalizzazione dell’amore e la relativizzazione dei valori come la fedeltà coniugale.”

    Trova il non sequitur.

  3. Esiste però un particolare inquietante: da sempre la sociobiologia (in particolare E.O.Wilson) prospetta l’ estinzione degli omosessuali.

    La teoria è semplice:

    1. si considera che la loro presenza sia giustificata come aiuto ad accudire la prole di fratelli e sorelle;

    2. si constata quanto queste pratiche siano in declino.

    Quindi…

    Certo, quanto a previsioni e teorizzazioni e previsioni la sociobiologia non puo’ certo essere considerata una disciplina molto affidabile…

  4. Sono del settore quindi posso parlarne per esperienza (quasi) diretta. Così, tanto per calarvi dalle questioni biologiche nella realtà concreta e quotidiana.
    Ebbene sì, vivendoci dentro risulterebbe chiaro a tutti che è del tutto possibile che esista una correlazione fra l’omosessualità e la diffusione di malattie infettive sessualmente trasmissibili; ma la causa, ovviamente, non è la preferenza sessuale in sé ma le abitudini e i comportamenti sessuali all’interno di quella certa comunità.
    Nell’ambiente omosessuale, soprattutto gay, il fatto che ormai le malattie come l’aids o l’epatite C non siano più mortali come lo erano fino a quindici, venti anni fa ha condotto ad una notevole rilassatezza dei costumi.
    Non a caso, quando di aids si moriva sicuramente, tra gli omosessuali ci fu un drastico calo dei casi di infezioni di tutti i tipi. Da quando l’aids non uccide più ma si cronicizza si è ricominciato più o meno tranquillamente a correre il rischio.
    E non c’è propaganda a favore dell’uso del preservativo che tenga: si sa ora e si è sempre saputo che utilizzandolo il rischio diminuisce di oltre il novanta per cento.
    Il fatto è che esiste ed è sempre esistita una notevole e diffusa insofferenza tra i gay verso l’uso del preservativo, anche prima dell’aids; se uniamo questo fatto alla facilità con la quale i gay possono incontrarsi per fare sesso (bar, discoteche e clubs con dark rooms, saune e soprattutto, da una quindicina di anni, internet con tutte le sue varie possibilità e applicazioni, il gioco è fatto.
    Saluti

  5. oh, è la primavolta che trovo una parola come “coglione” in un tuo post. Si vede che ti ha fatto proprio incazzare! 🙂

  6. @il più cattivo: sei troppo buono, nel cercare un senso nell’estinzione auspicata dall’idiota.

    @shostakovich: trova il non sequitur? MI sembra più facile il contrario, trovare le poche cose che nel ragionamento funzionano: si fa meno fatica…

    @broncobilly: A parte i dubbi in generale sulla sociobiologia, mi sembrano problematiche sia la 1 che la 2, soprattutto la 2. Dove sarebbe in declino la pratica di accudire i pargoli?

    @Filopaolo: come per il più cattivo, sei troppo buono nel dare seguito logico a questi discorsi…

    @knulp: Figurati che il tuo commento è finito in moderazione perché quella parola è segnata come tabù nelle impostazione del blog…

  7. @ Luigi:

    Mi devo essere espresso male. Parlando di esperienza “quasi” diretta volevo intendere che ho sempre incontrato e incontro molto spesso persone che vogliono scopare senza preservativo ma dico sempre no,grazie. Per questo motivo la mia esperienza personale mi autorizza solo fino ad un certo punto ad affermare la tesi che cerco di sostenere nel commento. Il senso della mia affermazione voleva essere questo.
    Non mi è passato nenache per un’attimo dal cervello l’idea di fare il santo, anzi, trombo come un riccio nelle saune da quando so che esistono e da quando c’è internet ogni tanto partecipo anche alle orge. Tanto per essere chiari.
    Saluti

  8. @Filopaolo: Non per fare il puritano, ma direi che la discussione sta assumendo toni un po’ eccessivi per il sottoscritto… insomma, la parte sulla sauna mi turba, non credo riuscirò più a indugiare in questa bella usanza scandinava! 😉

  9. Quello che a me turba, invece, è l’idea che il contrario di scopare come ricci e partecipare a orge sia essere santi.

  10. @ Ivo Silvestro: Non saprei dire, perché non frequento l’ambiente.
    Naturalmente, non intendevo rimproverare Filopaolo di aver fatto uso di un luogo comune. La mia perplessità sta nell’elemento culturale in sé: il santo – sia esso inteso come intermediaro tra uomo e divinità o come esemplare di bontà – si astiene dal sesso (l’estremo opposto dello scopare come ricci) o, comunque, non ha un buon rapporto con esso. La stessa caratteristica, insomma, che sta alla base dello status di molti serial killer.
    Se aggiungiamo, poi, che sia i santi che i serial killer sono persone che si prendono maledettamente sul serio, posso concludere affermando che “ho detto tutto”.

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