Centro di gravità

closeQuesto articolo è stato pubblicato 11 anni 2 mesi 19 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Il centro di gravità è il punto nel quale un oggetto può stare perfettamente in equilibrio o, a voler esser pignoli, la media pesata della posizione dei punti materiali di un corpo con peso pari alla massa di ciascun punto.
In ogni modo, il centro di gravità è il miglior punto di partenza per affrontare le cose: tutte le parti sono in equilibrio, si è al centro del sistema.

La geometria e la fisica hanno da tempo risolto il problema del centro di gravità: vi sono formule relativamente facili per trovare il baricentro. Purtroppo la chiarezza e la razionalità della geometria non sono esportabili, e così accade di chiedersi spesso quale sia il centro di gravità di una certa questione o, addirittura, della vita in generale.
C’è chi propone la libertà, alla quale tributare continui inni. Chi l’uguaglianza, perché tutti gli uomini sono uguali. Chi, giusto per esaurire la terna della rivoluzione francese, la fraternità. San Paolo, nella famosa lettera ai corinzi (1 Corinzi 13), sembra indicare come baricentro della vita cristiana la carità nel senso di agape, amore caritatevole. Spesso si afferma che al centro deve essere l’uomo. Il centro di gravità di Aristotele era la verità se è vero, come sostiene Ammonio, che egli affermò “Amicus Plato, sed magis amica veritas” (“Mi è amico Platone, ma mi è più amica la verità”).

Di fronte ad una simile moltitudine di centri di gravità non si può che essere disorientati.
La soluzione potrebbe essere proprio questo disorientamento: l’uomo e la vita non sono figure statiche come i triangoli della geometria. Vi è movimento, a volte ordinato, a volte disordinato. Il centro di gravità non è permanente, nonostante le ricerche di Battiato.

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