Cattolicesimo

closeQuesto articolo è stato pubblicato 6 anni 13 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

A volte mi capita di porre delle domande stupide. Lo faccio per fornire all’interlocutore l’occasione di dare risposte intelligenti.
Con domande stupide intendo ad esempio chiedere a qualcuno perché prende l’auto per fare cinquecento metri. È una domanda stupida perché sicuramente quel qualcuno ha un buon motivo per prendere l’auto per percorrere quei cinquecento metri, ad esempio perché sta traslocando o ha un piede rotto. Queste ultime sono appunto le risposte intelligenti che cerco.
A volte capita di non ottenere risposta, o di ottenerla non proprio educata. Penso che ciò accada metà delle volte perché prendendomi per uno stupido preferiscono non avere nulla a che fare con me. L’altra metà delle volte perché non c’è una risposta intelligente, e in questo caso non sono io l’unico stupido della situazione.

Questa premessa per dire che una rispondere alla domanda seguente farà apparire voi intelligenti e me stupido, mentre non rispondere – o rispondere in malo modo –lascerà il dubbio sulla stupidità di entrambi.

Ecco dunque la domanda stupida:

Se il cristianesimo è il fondamento della civiltà occidentale, perché i cristiani propongono la loro religione a popolazioni non occidentali?

33 pensieri su “Cattolicesimo

  1. Alla “filosofia col martello” qui si dà l’alternativa della “maieutica col cavaturaccioli”. Nello specifico, è come avvitare lo strumento logico nella zucca del cristiano per farlo venire alla luce del suo misfatto storico.

  2. Sono un po’ stupido, quindi ho assolutamente bisogno di specificare meglio la tua domanda. MI sembra, infatti ci siano delle premesse che hai lasciato sottointese:

    a) Se il cristianesimo è il fondamento della civiltà occidentale
    b) e dato che i cristiani occidentali pretendono rispetto per i fondamenti della loro civiltà
    c) e dato che i cristiani occidentali sono disposti a rispettare i fondamenti delle civiltà altrui;

    ALLORA

    perché i cristiani occidentali vanno in giro a rompere le scatole alle popolazioni non occidentali?

    Ecco, così posso darti la mia risposta stupidissima: “perché evidentemente l’assunto c) è falso come un soldo bucato”.

  3. Prevedo che la risposta scontata da parte dei cristiani sarà ‘Perché è dovere di ogni cristiano portare a tutti la Buona Novella’. Alla voce ‘Evangelizzazione’, Wikipedia dice ‘L’evangelizzazione è un termine della teologia cristiana e indica due distinte attività: l’annuncio del vangelo per la conversione dei non cristiani, e l’azione della comunità dei credenti per trasformare la società e renderla adeguata alle esigenze evangeliche.’ C’è quindi anche un tentativo di esportazione dell’occidentalità.

  4. Be’, la domanda parte da un assunto un po’ malandrino. “Il Cristianesimo e’ il fondamento della civilta’ occidentale” e’ una supposizione un po’ forte. La civilta’ occidentale si fonda sul Cristianesimo come su decine di altre dottrine che dal Cristianesimo non derivano, anzi lo discutono e a volte lo rinnegano. Cio’ detto, un credente non ha difficolta’ a risponderti, e ti dice che siccome il Cristianesimo e’ la verita’ rivelata, allora e’ dovere di tutti i Cristiani, che amano i loro fratelli anche se non credenti, redimerli dal peccato e portarli sulla strada della verita’. Che c’e’ di strano? Il fatto che la risposta non sia razionale? Ma la fede e’ razionale? E’ come chi fa cinquecento metri in macchina invece di andare a piedi, ti dice che gli e’ piu’ comodo e tanto basta. Che c’entra la razionalita’. Checcazzo rompi i coglioni? Mica tutti sono razionali come noi… 🙂

  5. I cristiani propongono la loro religione ai non occidentali ed agli occidentali (cioè a tutti), per lo stesso motivo che ha spinto un Odifreddi (che cristiano non è) a scrivere i suoi libri di maggior successo: ossia per comunicare agli altri una convinzione che hanno maturato in loro stessi e che ritengono tale da rendere la vita migliore e quindi meritevole di essere comunicata. Tutto qua, è una cosa umana e perfettamente logica, che anima non solo i cristiani, ma anche gli appartenenti di qualsiasi altra religione o irreligione che abbiano sviluppato un certo grado di consapevolezza a proposito del loro sistema di pensiero.

  6. Certo FG, che sono ben strani e presuntuosi questi cristiani che pensano, guarda un pò, di poter possedere la verità e si considerano per ciò degli eletti. A pensarci bene è proprio una cosa assurda! Fortuna che c’è gente, come te, che ragiona davvero e su ciò che così argomenta non si sbaglia, elevandosi dalla plebaglia che lo circonda. 😉

  7. Riformulo un po’ meglio la domanda stupida, sperando di non apparire ancora più stupido, alla luce di alcune delle osservazioni fatte: com’è che il cristianesimo si presente qui come fondamento – diciamo come uno dei fondamenti – dell’occidente e quindi come religione che non si può non esaltare, mentre in altre parti si presente come verità universale? Mi verrebbe da dire: o è universale o è occidentale, entrambe contemporaneamente come può?

  8. “per lo stesso motivo che ha spinto un Odifreddi (che cristiano non è) a scrivere i suoi libri di maggior successo: ossia per comunicare agli altri una convinzione che hanno maturato in loro stessi e che ritengono tale da rendere la vita migliore e quindi meritevole di essere comunicata”

    Questa affermazione poggia su di un presupposto errato: Odifreddi non comunica per “rendere la vita migliore” a chicchessia; comunica solo per dire, a chi lo vuol ascoltare, che la vita è quel che è, e che la religione è solo una forma consolatoria per non prendere coscienza d’una realtà di terribile solitudine che spaventa i più.
    I credenti son come tanti bambini che han paura del buio e ai quali serve la coperta di Linus d’una illusione per poter sopravvivere.

    Sul quesito posto da Ivo, in primis, convengo con FG sull’erroneità di quel “cristianesimo fondamento della civiltà occidentale”. E la filosofia greca? E il diritto romano? Due pilastri dell’Europa che con il cristianesimo nulla hanno a che fare.
    Inoltre, è nelle premesse stesse del cristianesimo tentare di espandersi ecumenicamente fagocitando ogni diversa cultura e civiltà. Il conflitto che vi fu tra i primi seguaci del cristianesimo (la chiesa di Gerusalemme, solo un’ennesima setta ebraica) e Saul, riguardava proprio questo aspetto. Grazie all’opera dei Flavi, Saul prevalse e potè così dedicarsi in tutta tranquillità alla conversione dei gentili, stabilendo le linee che avrebbero ispirato tutto il movimento nei secoli a venire.

  9. Signor Glipari, evidentemente nel suo sistema di pensiero esiste un’ulteriore premessa alquanto discutibile:

    d) Se propongo un elemento culturale nuovo ad un mio amico non rispetto la cultura in cui è nato.

    Converrà con me che sia alquanto privo di senso, intuitivamente. Poi certo, siamo noi a decidere cosa significa “rispetto”, cosa significa “proporre”, e cosa significano “cultura” o “civiltà”, quindi puoi dire quel che vuoi.

    Rispondendo alla domanda:
    Perché se a me piace la pasta e tu hai sempre e solo mangiato riso, sono felice di farti assaggiare la pasta pensando che potrebbe piacerti. Poi ovviamente non ti maltratterò se non sei d’accordo con me, ma questo è qualcosa che esula dalla domanda posta (e un discorso storico-culturale parecchio complesso e sfaccettato).
    Per il resto, la risposta di Enrico mi sembra buona.

  10. @ Lector. Tu dici che “Odifreddi non comunica per “rendere la vita migliore” a chicchessia”. Invece sì, lo fa anche per questo. E lo ha scritto più volte: in particolare insiste sul fatto che una vita vissuta all’insegna della scienza e senza ogni forma di religione è una vita migliore. Ora le parole che ha usato di volta in volta non saranno proprio queste ma il senso è quello.

    Quanto al quesito di Ivo, sinceramente non vedo alcun conflitto insanabile o contradditorietà tra universale ed occidentale. Faccio un esempio: la scienza così come viene globalmente intesa oggi, fondata sul metodo galileaiano, è indubbiamente un prodotto della civiltà occidentale (ed allo stesso tempo ne è un fondamento, considerando quanto siamo plasmati dal progesso scientifico-tecnologico), ma è anche altrettanto indubbiamente un linguaggio universale e comprensibile a tutti. Se una cosa è vera e valida lo è sia localmente che universalmente.

  11. L’universalità del cristianesimo è soltanto asserita, son bravi tutti così. Per i cattolici è persino autocertificata da un marchio di origine greca, ma è lo stesso se il Tonno Insuperabile pretendesse di essere il miglior prodotto in commercio solo perché i pubblicitari l’hanno chiamato così.

    Riguardo alla domanda di Ivo, credo di capire cosa intende: per un verso il cristianesimo è radice d’Europa, cosa nostra, cosa tipica (ma tipico quanto un cosiddetto “pomodorino di Pachino”, pianta originaria delle Americhe e cultivar originato da incroci realizzati in Israele. True story), fermento irrinunciabile eccetera; per un altro verso, esso si proclama universale e per tutti gli uomini di buona volontà. La contraddizione c’è, ma per lo più è retorica: l’uso schizofrenico che se ne fa a seconda dei contesti e delle suggestioni che vuole veicolare: difesa delle tradizioni da un lato, espansione ed affermazione (colonialismo culturale?) dall’altro.

  12. Tralasciando la questione dell’occidente, forse si dimentica che nel Vangelo Gesù non dice “fate i bravi e fregatevene di chi non crede”… per chi crede la testimonianza a tutto il mondo non è opzionale.

  13. Credo che si stiano mescolando due tesi differenti: il cristianesimo come parte dell’identità occidentale (o nazionale), e il cristianesimo come radice della civiltà occidentale. Nel primo caso la religione cristiana è uno dei tratti autoctoni, esistenti da tempo immemorabile, che vanno a comporre un’identità (o un’essenza) immutabile, cristallizzata, che ha valore principalmente proprio perché tradizionale e astorica e non perché sacra o vera, e che si potrebbe rompere solo a costo di una perdita pericolosa del Sè, di una sorta di disintegrazione psichica. In questo senso l’esportazione del cristianesimo ha effettivamente poco senso, in quanto anche i non occidentali hanno un’identità da preservare (ovviamente si ignora qui che il cristianesimo, come faceva notare Shostakovich, costituisce un tratto identitario occidentale allo stesso titolo del pomodoro pachino). È una tesi che per ovvie ragioni si sente soprattutto in bocca ad atei clericali, parte dell’estrema destra cattolica, etc.

    Nel secondo caso, la radice cristiana è la causa ultima di tratti culturali desiderabili come la scienza e il rispetto dei diritti umani, cui si può attribuire un valore morale e di verità indipendente dalla loro durata, e la cui acquisizione è perciò vantaggiosa anche per i non occidentali, a patto che sia preceduta dalla naturale precondizione: la conversione al cristianesimo (i sostenitori di questa posizione insisteranno in genere sugli scarsi successi dei paesi islamici in campo scientifico e sociale, mentre cercheranno di minimizzare come imitazioni superficiali i progressi dei paesi asiatici). Gli argomenti a favore di questa tesi non vanno quasi mai al di là di un mediocre post hoc, ergo propter hoc, ma non c’è dubbio che essa sia poco contraddittoria. Fa parte ormai del bagaglio propagandistico del tipico cattolico integralista.

  14. @Enrico:

    La scienza così come viene globalmente intesa oggi, fondata sul metodo galileaiano, è indubbiamente un prodotto della civiltà occidentale […] ma è anche altrettanto indubbiamente un linguaggio universale e comprensibile a tutti.

    Vero. Però io non vedo scienziati o scientisti dire “Dobbiamo dedicare spazio e risorse alla fisica e alla chimica perché sono parte della nostra identità occidentale” bensì “Dobbiamo dedicare spazio e risorse alla fisica e alla chimica perché funzionano”. Curiosamente, quelli che legano strettamente scienza e occidente – penso a Feyerabend – lo fanno per criticare la scienza e invitare noi occidentale ad abbracciare altri modelli di razionalità.
    Vedo invece molti devoti – credenti e atei – dire che il cristianesimo va seguito perché è parte dell’identità occidentale.

    @Giuseppe: ottima risposta.

  15. @ Giuseppe

    Nel secondo caso, la radice cristiana è la causa ultima di tratti culturali desiderabili come la scienza e il rispetto dei diritti umani, cui si può attribuire un valore morale e di verità indipendente dalla loro durata, e la cui acquisizione è perciò vantaggiosa anche per i non occidentali, a patto che sia preceduta dalla naturale precondizione: la conversione al cristianesimo

    E’ un argomento tattico interessante: diffondere nel mondo il cristianesimo non tanto per salvare/conquistare le anime dei paesi esotici, ma per fornirgli un sostrato allo sviluppo e all’affermazione dei valori-vantaggi della cultura occidentale. Peccato che il cristianesimo come fondamento necessario non sia affatto dimostrato. Non solo, si vuol far passare come il sillogismo secondo cui, poiché il mileu europeo è intriso di cristianesimo, allora il cristianesimo è fonte diretta dei valori liberali o della scienza occidentali. Un po’ come se uno dicesse che lo stalinismo ha positivamente ispirato, in seno all’URSS, la dissidenza antisovietica, visto che questa è nata proprio durante il regime.

  16. Noto che shostakovich ripropone gli stessi argomenti inconsistenti che avevo già letto qualche tempo fa sul blog di Berlicche (l’esempio sullo stalinismo è davvero ridicolo e significa che non ha davvero capito nulla – o meglio non vuole capirlo – di quello che è stato il contributo del cristianesimo ai diritti umani ed alla scienza).

    Il punto a mio parere è che chi è cristiano vorrebbe diffondere la propria visione a tutto il mondo semplicemente perchè la ritiene la migliore, così come accade per chi è ateo, agnostico o di altre religioni. Poi certo nel cristiano c’è anche un esplicito incarico a muoversi in questo senso derivante dalle parole del Vangelo, ma quello di propagandare le proprie convinzioni mi sembra una cosa molto umana e diffusa, non solo tra i cristiani. Poi è naturale che chi non ritiene vere le proposizioni del cristianesimo viva con fastidio questo zelo, ma davvero non vedo alcuna contraddizione tra localismo ed universalità. Tanto più che l’occidente attuale può dirsi solo in parte (ed in misura sempre minore) cristiano e la visione del mondo che i cristiani vogliono proporre alle culture non cristiane si discosta sempre più da quella occidentale (basti pensare il diverso pensiero del cristianesimo rispetto al mainstream occidentale rispetto alle tematiche di bioetica, di morale, di economia, di finanza ecc.). Tutto questo rende non solo inesistente la presunta contraddizione ma addirittura oziosa l’intera questione, perchè la religione che i cristiani propongono alle popolazioni non occidentali è essa stessa sempre meno occidentale.

  17. Shostakovich:

    esattamente! Sarebbe anche come se uno dicesse che, siccome il Diritto ci viene dai Romani, allora dovremmo sacrificare a Giove Ottimo Massimo e tenere acceso il fuoco di Vesta, per mantenerne vive le radici.

  18. @ Enrico

    Noto che shostakovich ripropone gli stessi argomenti inconsistenti che avevo già letto qualche tempo fa sul blog di Berlicche (l’esempio sullo stalinismo è davvero ridicolo e significa che non ha davvero capito nulla – o meglio non vuole capirlo – di quello che è stato il contributo del cristianesimo ai diritti umani ed alla scienza).

    Inconsistenti per quale ragione? Ricordo quella discussione, che i miei argomenti fossero inconsistenti non è affatto emerso nel blog di Berlicche, visto che, a un certo punto, la questione sulle famigerate radici dell’occidente è diventata, chissà come, quella sull’esistenza o meno di scuole filosofiche aristoteliche nell’impero bizantino.

    Come ti avevo già risposto allora – ma tu continui a ignorare o non capire – non nego un contributo cristiano, sia diretto che indiretto (per alcuni apologeti, il solo fatto che il tale scienziato o filosofo fosse un credente è da considerarsi un contributo del cristianesimo, cosa su cui ho delle perplessità) a quella che chiamiamo civiltà occidentale, perché la presenza del cristianesimo è stata innegabilmente pervasiva. Il paragone con lo stalinismo, e te lo spiego per l’ultima volta, significa questo: l’influenza del cristianesimo – e, in particolare, del cattolicesimo ammanigliato con l’Ancien Régime – è spesso consistita nel aver creato condizioni non desiderabili, che hanno portato alcuni pensatori ad elaborare ed affermare quei valori e istanze liberali in opposizione alla visione dottrinale del cattolicesimo circa la società e le libertà degli individui. Per rendersene conto, basterà leggersi i classici del papismo reazionario ottocentesco, da De Maistre fino al Sillabo di Pio IX. Allo stesso modo, il regime staliniano ha creato quelle condizioni indesiderabili che hanno portato alla dissidenza: il paragone è tutto qui, un sistema di pensiero totalitario realizza una situazione che alcuni ritengono ingiustificata e insostenibile, quindi teorizzano istanze opposte. I valori che sono vanto dell’occidente, pensa un po’, originano nelle istanze della modernità, modernità che, per oltre un secolo, è stata ritenuta dalla Chiesa di Roma qualcosa come la dottrina dell’Anticristo. E questo mi pare innegabile, anche alla luce dell’apparente inversione di tendenza che si è avuta col Conclio Vaticano II.

    Le fantomatiche radici cristiane dell’occidente, alle corte, consistono nella presenza del cristianesimo come fatto storico accidentale nella storia dell’Europa, così come sono stati presenti storicamente i Romani, i Greci, i Fenici, gli Arabi, i Normanni, i Visigoti ecc. Ma che la fonte dei valori moderni si esaurisca nel cristianesimo o tragga da questo gran parte delle suggestioni positive, per me è una falsità: ciò che ispira l’Europa moderna non è particolarmente cristiano, anzi, ritengo che sia proprio il contrario. La retorica contemporanea, vedi Pera & Ratzinger, a posteriori ha riletto e revisionato gli eventi significativi della cultura europea come il prodotto di un cristianesimo liberale, asserito come autentico, che agiva nella storia. Peccato che questo cristianesimo liberale sia esso stesso un prodotto della modernità, non può essere la causa essendo un effetto, perciò è frutto, non radice. Il contributo “di indirizzo” del cattolicesimo, ripeto, spesse volte non è stato quello di radice, ma di umore tossico che ha portato la pianta a mettere radici in terreni più nutritizi.

  19. Scusandomi per il tono evidentemente presuntuoso per cui Enrico mi bacchetta, torno solo su un punto che mi sembra veramente un’esagerazione: Paragonare l’istinto missionario che per secoli ha caratterizzato in maniera a mio avviso non positiva la cristianita’ occidentale al proporre un assaggio di un piatto di pasta ad uno che ha sempre mangiato riso mi sembra sinceramente fuori luogo. Tentare di convincere e’ diverso da proporre. Essere convinti del fatto che un piatto di pasta sia indubbiamente migliore di uno di riso cantonese ed irridere e catechizzare chi mangia il secondo e’ il problema. Pasta ajoio e riso al curry vanno comunque entrambi assaggiati (almeno secondo un ghiotto curioso come me)…

  20. Sho avevo capito il tuo paragone e proprio perchè l’avevo capito non lo ritengo corretto, nel senso che per l’idea che mi sono potuto fare il contributo del cristianesimo alla scienza ed allo sviluppo dell’idea dei diritti umani non è stato solo quello di aver innescato con la sua chiusura meccanismi positivi di reazione ma anche quella di aver diffuso a livello più generale un sistema di pensiero fertile per lo sviluppo successivo di questi concetti. Detto questo concordo con te che l’identificazione tra occidente e cristianesimo può essere fatta solo a costo di alcune forzature, che diventano sempre più evidenti nell’epoca a noi contemporanea.
    Quanto ad FG, direi che tentare di convincere gli altri è un qualcosa di tipico per chiunque ritenga di essere in possesso di una verità, indipendentemente da quale sia. Forse nella nostra epoca di relativismo questo ci può apparire strano ma lo storia ci insegna che in genere ha funzionato così, non solo tra i cristiani, con conseguenze a volte drammatiche ed a volte luminose.

  21. @ Sho Non posso dilungarmi perchè sono al lavoro e non ho tempo…per quanto riguarda per esempio il contributo della visione giudaica-cristiana allo sviluppo del metodo galileiano ed alla scienza come la intendiamo oggi, penso che un buon riassunto lo puoi trovare in questa presentazione: http://www.inters.org/tanzella-nitti/Pres_web/3_RuoloTeologia.pdf. Premetto subito che la presentazione è stata realizzata da un sacerdote, per quanto di solido background scientifico. Sono comunque sicuro che ne valuterai i contenuti senza farti condizionare dalla fonte: inoltre nella stessa sono contenute alcune interessanti indicazioni bibliografiche (relative a lavori di importanti storici della scienza come Koyre, Crombie, Torrance, Jaki ecc.) per approfondire il tema.

  22. @ Enrico

    Sono comunque sicuro che ne valuterai i contenuti senza farti condizionare dalla fonte

    Noto però che del vasto e variegato panorama della storia e filosofia della scienza, il tuo sacerdote ha selezionato solo quegli autori a lui più conformi (ci sono un sacco di preti, per dire). Ci sono, poi, diverse citazioni decontestualizzate, come quella del famoso finale del libro Dal Big Bang ai buchi neri, dove si parla della mente di Dio, senza chiedersi che cosa volesse intendere l’ateo Hawking con queste parole.

    Comunque, non mi convince. Per esempio, per quale ragione la concezione scientifica del mondo [concezione secondo l’autore] è compatibile solo con la creazione dal nulla? Si potrebbe fare ugualmente scienza anche con una concezione di universo statico ed eterno o con quella di un universo non creato dal nulla ma organizzato da un demiurgo. Le deduzioni di pag. 24 non dimostrano la necessità e l’esclusività della creazione dal nulla come presupposto dell’indagine scientifica. Mica posso prenderle per buone così.

    Mi domando, poi, perché l’autore liquidi il contributo della scienza antica, soprattutto greca, che non era monoliticamente aristotelica (mentre lo è stata assai di più quella medievale, si veda quante volte l’Aquinate lascia la parola al Filosofo senza obiettare nulla), e invece si dilunghi nell’esegesi stiracchiata di parecchi passi biblici vedendoci il nucleo degli assunti del pensiero scientifico moderno. Questa è una revisione a posteriori, come al solito, quando il pensiero scientifico iniziava a svilupparsi, chi aveva in mano l’interpretazione ortodossa della Bibbia non proponeva certo quella visione delle cose. E allora come poteva mai ispirare una visione del mondo scientifica, se l’ortodossia diceva tuttaltro? E’ l’ortodossia moderna che è interpretata in funzione della scienza, hic et nunc. Doveva esserlo ante, per avere un qualche valore. E non è stato così.

    Ecco, se tutti questi contributi teoretici giudeo-cristiani alla scienza moderna sono una costruzione moderna, dove stanno le radici?

    Comunque, qui si parlava anche di istanze liberali, diritti e libertà, non solo di scienza. Anzi, non so bene come si possa ritenere la scienza un prodotto esclusivamente occidentale. Ma sarebbe un discorso lungo. Che contributo giudaico-cristiano abbiamo per quelle istanze liberali, diritti ecc.? Bada bene, le revisioni a posteriori non mi interessano.

  23. non ho letto tutti i commenti e mi scuso.
    In Corea del Sud la maggior parte della popolazione credente è cristiana. Il cristianesimo è stato introdotto in Corea nel XVII secolo. Ora, la Corea del Sud non è un Paese dell’Europa Occidentale ma la sua cultura è “occidentale”? Cosa vuol dire “cultura occidentale”?
    Il cristianesimo è nato nel Vicino Oriente e fino alle conquiste islamiche era la religione dell’Impero Romano d’Oriente e di altri territori ora islamici. Secondo me molti per “cultura occidentale” intendono solo il cristianesimo dal medioevo in poi

  24. Siamo sicuri che quando parliamo di ‘cristianesimo’ intendiamo qualcosa di omogeneo? Siamo sicuri che le ‘radici cristiane’ dell’Europa siano cristiane nel senso che contengono solo quei tratti che sono comuni a tutte le confessioni cristiane, che sono diversissime fra loro? In Corea del Sud (dati 2005), il 46,5% della popolazione è non religiosa, il 22,8% è buddista, il 18,3% è cristiana protestante, il 10,9% è cattolica e il restante sono di ‘altre religioni’. C’è una leggera maggioranza di cristiani fra i soli credenti, ma questa maggioranza è cristiana nello stesso senso delle cosiddette ‘radici’ dell’Europa?

  25. Hai ragione, la domanda è veramente stupida. Sarebbe sensata se pensassimo che lo scopo del cristianesimo sia la costruzione della civiltà occidentale, che la civiltà occidentale sia il Bene Assoluto, che la diffusione del cristianesimo sia l’unica via per pervenire alla civiltà occidentale. A parte che il concetto di “civiltà occidentale” è uno di quei concetti – da te non molto amati, se ben ricordo – nei quali possiamo fare entrare tutto e il contrario di tutto.

    Evidentemente la civiltà occidentale – qualunque cosa intendiamo con questa espressione – ha le sue radici anche nel cristianesimo, e chi lo nega è ignorante, al pari di chi sostiene che la civiltà occidentale abbia le sue radici solo nel cristianesimo. Ma il cristianesimo può essere preso a fondamento di un sacco di cose, un po’ come il latte: il fatto che il latte sia a fondamento del burro non impedisce ad alcuni di usarlo per fare lo yogurt o il gorgonzola.

    Il nocciolo della questione è però un altro. Quando i cristiani propongono il cristianesimo, lo fanno perché lo ritengono vero, senza secondi fini. L’identificazione tra cristianesimo e civiltà occidentale di solito conviene a due categorie sociali: a quegli integralisti che vogliono esportare la democrazia a cannonate e a quegli altri integralisti che della democrazia non sanno cosa farsene. I cristiani li riconosci facilmente: sono quelli che rimangono nel mezzo e le prendono da entrambe le parti, così non hanno neanche il problema di porgere l’altra guancia.

  26. @ilpiuCattivo: Sì, basta scrivere di religione e tutti a commentare. Forse purtroppo.

    @Galliolus: domanda stupida che però qualche commento intelligente di risposta lo ha avuto.
    Scrivi che “quando i cristiani propongono il cristianesimo, lo fanno perché lo ritengono vero”. Forse non sono veri cristiani, ma ne sento parecchi dire che occorre difendere il cristianesimo (dalle festività all’insegnamento della religione a scuola al sostegno a chiese e parrocchie e oratori eccetera) perché è il fondamento della nostra civiltà!
    Più seriamente: la cosa intelligente che è emersa da questa domanda stupida è che civiltà occidentale e cristianesimo vogliono dire molte cose, e non sempre è chiaro a che cosa si riferisce chi pronuncia queste parole.

  27. Ogni multinazionale che si rispetti cerca di piazzare i propri prodotti esportandoli nel maggior numero di mercati possibili, senza però tralasciare il mercato “domestico”, che va adeguatamente puntellato (soprattutto nei periodi di crisi). Così i profitti sono garantiti e gli azionisti sono contenti.

    C’è bisogno che espliciti la metafora? 😉

    Sulla questione dell’identità cristiana, consiglio la lettura del paragrafo 6.6 di questo lavoro:
    http://www.lorenzopantieri.net/Scritti_files/Cattolicesimo.pdf

  28. L’errore di molti nel sonsiderare il Cristianesimo è nel confonderlo con la cultura,la filosofia od il potere.Il Cristianesimo è stato fondato da Gesù nel medio oriente e si è predicato in tutti i punti cardinali del mondo.Il primo Papa,San Pietro si è stabilito a Roma perchè era la capitale dell’impero più potente del mondo.Quando Gesù ha fondato la sua Chiesa ha ordinato agli apostoli di andare in tutto il mondo a diffondere la Buona Novella,come via per la salvezza eterna. Pure ha detto loro: Scacciate i demoni,togliete i peccati ecc…finendo con ” Io sarò con voi sino alla fine del mondo”.Quindi la Chiesa Cattolica (universale)è di carattere soprannaturale perchè Gesù è la seconda figura della Trinità (Dio).Lo dimostra il fatto che undici (pescatori ignoranti e timidi,più San Luca,che era medico e pittore San e San Paolo,il persecutore convertito,senza l’aiuto dello Spirito Santo (terza persona della trinità) non avrebbero potuto realizzare quello che è oggi il Cattolicesimo.

  29. Caro Aldo, ne hai dette di sciocchezze in poche righe! 😉

    La più grossa: la prova del carattere soprannaturale del cristianesimo è che non si spiegherebbe altrimenti la diffusione mondiale di una dottrina pubblicizzata da pochi ignoranti mediorientali.

    L’argomento dovrebbe valere per ogni religione. Per esempio, “la prova del carattere soprannaturale dell’Islam è che non si spiegherebbe altrimenti la diffusione mondiale di una dottrina pubblicizzata da un semplice mercante arabo”.

    Oppure: “la prova del carattere soprannaturale del buddismo è che non si spiegherebbe altrimenti la diffusione mondiale di una dottrina pubblicizzata in origine da un semplice monaco indiano”.

    Eccetera.

    Altre sciocchezze:
    1. identifichi (o confondi) cristianesimo e cattolicesimo: beh, non sono la stessa cosa;
    2. alcuni cristiani non credono alla Trinità;
    3. che Gesù sia la seconda Persona della Trinità è un’affermazione di fede: in altre parole, non c’è proprio nulla nulla nulla che possa provarlo;
    4. non ci sono prove che San Pietro sia effettivamente andato a Roma.

    Può bastare… 😉

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