Attacco a madre terra e alla natura

closeQuesto articolo è stato pubblicato 9 anni 20 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

È il frutto dell’aggressione di alcune grosse multinazionali che vogliono imporre un pensiero unico, antiambientalista, sostanzialmente di attacco a madre terra e alla natura; e noi non possiamo subirlo senza nessuna reazione.

Alfonso Pecoraro Scanio, Un Italia libera dagli OGM

È un articoletto, quasi un appunto, sul suo blog, non certo un discorso parlamentare o un disegno di legge: non ho problemi a perdonare la caduta di stile e la carenza argomentativa; non posso, tuttavia, non chiedermi: tutto quello che ha da dire contro gli OGM è che sono “un attacco a madre terra”? Madre terra.

Magari il termine lo prende da Lovelock e dalla sua Ipotesi Gaia, ma temo che il modello culturale siano i cartoni animati dei Puffi.

7 pensieri su “Attacco a madre terra e alla natura

  1. quando uno pensa che pecoraro è stato ministro, tutto sommato vedere i bondi e le carfagna non stupisce più di tanto

  2. Forse qui non è il luogo adatto per discuterne, ma visto che, sia pure in modo collaterale, tratti nuovamente l’argomento ogm…
    Ciò che vorrei sapere è come riuscire a far sì che nella maggioranza della popolazione le rozze argomentazioni alla Pecoraro Scanio (che pure hanno il merito di “frenare” la diffusione scellerata degli ogm per il semplice principio di precauzione) possano essere considerati come tali e possano essere sostituite dalle ragioni di una ricerca pura e libera svincolata dalle logiche monopolistiche e soverchianti il vero libero mercato. In sintesi: come sostituire, nell’immaginario collettivo, l’equazione ogm = Monsanto, con ogm = ricerca e conoscenza?

  3. Personalmente ritengo che certe azioni qualifichino da sole sè stesse e, soprattutto, chi le compie. Il caso di Pecoraro Scanio riferito qui mi conforta ancor di più nel ritenere valida la mia tesi.
    Non ne faccio una questione di diversità di pensiero politico (che pure c’è ed è molto netta), né fondo il mio giudizio su questo solo evento.

    Pecoraro Scanio è un individuo la cui spregevolezza etica e meschinità politica sono evidenti a chiunque abbia voglia di guardare alle cose con un minimo di oggettività.

    Noi abbiamo tollerato che codesto campione di varia umanità fosse:
    – Ministro delle Politiche Agricole nel 2000.
    – Ministro dell’Ambiente (2001) e della tutela del Territorio e del Mare nel 2006 fino al 2008. – Presidente della Federazione dei Verdi dal 2001 al luglio 2008.
    – Rappresentante alla Camera dei Deputati dei Verdi Italiani dal 1992.

    Sibi cuisque suum… 🙁

  4. Luca: potrebbe essere possibile solo se i media iniziassero ad essere più equilibrati e la smettessero di prendere per oro colato tutte le veline che i pecoraro scanio, Greenpeace, slowfoow, coop, capanna e compagnia gli passano.
    Quindi sono pessimista.
    Sono i media che debbono raccontare la scienza, non gli scienziati stessi (che spesso non sono minimamente in grado)

    Dario

    p.s. il “pricipio di precauzione” non ha valore scientifico, e sebbene ingannevolmente ragionevole è a volte addirittura dannoso, non contemplando un’analisi costi/benefici. E’ uno strumento politico e come tale non viene considerato dagli scienziati

  5. @ Dario:

    grazie per la risposta. Frequenterò il tuo pregevole blog per apprendere e comprendere.

  6. Più che altro sembra sfuggirgli il fatto che, sottesa al suo discorso, sta la stessa logica degli etici cattolici che tuonano contro tutto ciò che ritengono essere “contro dio” (e poiché deus sive natura, “contro natura”).

  7. @raser: Non esageriamo, dai!

    @Luca Massaro: Purtroppo, ho visto raramente delle buone ragioni sostituire delle cattive ragioni.

    @fcovone: Curiosamente, a me lui sta simpatico (prima che si metta a parlare, ovviamente).

    @Dario Bressanini: So bene che il discorso è vecchio, ma secondo me anche gli scienziati hanno delle responsabilità divulgative – almeno quella di favorire la diffusione della conoscenza.
    Poi è ovvio che il grosso del lavoro vada affidato ai divulgatori professionisti, adesso più che mai.

    @Tommy David: Sì, la trappola logica è la stessa in entrambi i casi, ma, a questo punto, mi viene il dubbio che per AlfPecSca l’omosessualità sia da non discriminare perché naturale…

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