Chiedere la fiducia

Ti fidi di internet?
Ti fidi di internet?

Mi sono imbattuto in un sondaggio secondo cui – pesco dei dati a caso – il 52,4% degli italiani si fida del TG1, il 49,2% di Report e il 53,9 di Striscia la Notizia e il 47,9 di internet.

A parte l’assurdità di mettere dentro un mezzo di comunicazione – internet, che poi sarebbe il web – con una trasmissione, la domanda “quanta fiducia nutre nei confronti di X” non misura l’effettiva fiducia che le persone nutrono nei confronti di X, ma un’entità astratta che chiamiamo ‘fiducia’ ma che non sempre è legata ad essa. Continua a leggere “Chiedere la fiducia”

Il saggio, il dito, la luna

Quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito

Questo proverbio cinese 1 è una delle risposte  ricorrenti quando si esprime perplessità verso le iniziative politiche dai toni un po’ accesi, tipo insultare gli avversari politici e invitare i propri sostenitori a farli – metaforicamente? – fuori.

Non fare lo stolto che guarda il dito, non prestare troppa attenzione ai termini usati, non badare alle forme propagandiste, considera la sostanza – dicono.
La mia risposta, per restare all’immagine del dito e dello stolto,  è che lo stolto rischia di sopravvivere più del saggio, se quel dito che indica la luna è anche appoggiato sul grilletto di una pistola.

Post scriptum

A quali politici mi riferisco? Grillo? Berlusconi? Lega Nord? Lega dei ticinesi?
Non fare lo stolto che guarda il dito, guarda la luna…

  1. Ammesso che sia davvero un proverbio cinese. Wikipedia lo cita come tale, per cui mi fido abbastanza da citarlo così nel testo, limitandomi a manifestare qualche dubbio qui in nota.[]

Kant e la figa

Fondazione della metafisica dei costumi
Metafisica dei costumi

In italiano si potrebbe pensare a un gioco di parole sul termine costume, visto che Grundlegung zur Metaphysik der Sitten è solitamente tradotto con Fondazione della metafisica dei costumi.

Però in inglese non c’è alcun gioco di parole possibile con Fundamental Principles of the Metaphysic of Morals, per cui l’unico motivo della presenza, sulla copertina dell’ebook in questione, di un esemplare femminile non molto coperto di Homo sapiens è convincere le persone a spendere 99 centesimi di dollaro per un’opera fuori diritti d’autore.

via Feminist Philosophers.

Il sentimento del popolo

“Chi giudica non può non ascoltare il sentimento di un Paese” leggo nel catenaccio 1 di un’intervista  di Fabio Regazzi, consigliere nazionale svizzero appartenente al partito popolare democratico, a LiberaTV.

Continua a leggere “Il sentimento del popolo”

  1. Dicesi catenaccio “sottotitolo in carattere tipografico più marcato del sommario, destinato a chiudere il titolo e a polarizzare l’attenzione del lettore” (Devoto-Oli 2007.[]

Ripensare il giornalismo a partire da qui

73f11895-5b2f-4196-b364-4d1cc0eb16dbQuesta mattina sono stati presentati i Concerti dell’Auditorio di Rete Due.
Un’ora di conferenza stampa, con tre intermezzi musicali e nessuno spazio per le domande (se non durante il rinfresco offerto alla conclusione della conferenza stampa).

Sul sito della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana è disponibile il video di tutta la conferenza stampa, oltre ovviamente a un testo di presentazione e a vario materiale fotografico.

Quale è il senso di scrivere un articolo che vada al di là delle tre righe qui sopra, link compresi?

In genere, la scienza

Per gli animali dovrebbe rispondere uno zoologo, per le piante una botanica, per i funghi un micologo, per gli unicellulari una protistologa e per batteri e virus una microbiologa.

Leggo questo passaggio didell’artiolo La biodiversità spiegata da un marziano di Ferdinando Boero per Internazionale e non riesco a non chiedermi perché il marziano dovrebbe rivolgersi esclusivamente a zoologi di sesso maschile, a botaniche di sesso femminile, micologi di sesso maschile e così via.
C’è forse qualcosa di intrinsecamente maschile in animali e funghi e di intrinsecamente femminile in piante e batteri?

Femminili erratici a parte, l’articolo mi pare interessante; non ho ben capito che cosa c’entri il telescopio Hubble, ma lascio la questione a chi è più esperto di me.

Festival della Scienza – giorni 3 e 4

Un articolo per due giorni perché ieri e oggi ho seguito eventi che ruotavano tutti intorno allo stesso tema: comunicare la scienza.
Da Comunicare la scienza con Silvia Bencivelli e Francesco Paolo De Ceglia a Comics&Science con Leo Ortolani, Roberto Natalini e Andrea Plazzi senza dimenticare, oggi, Gilberto Corbellini, Michele Luzzatto e quei pazzi di Dibattito Scienza.

Tre iniziative molto diverse, accomunate dall’idea che la scienza sia bella e le persone, per essere buoni cittadini 1 debbano conoscerla.
Tuttavia – sarà un problema legato al mio cattivo umore –, tutte mi sembrano fallire. Il mondo è pieno di gente che non capisce la scienza e che non vuole capirla. E qui “scienza” vale, per sineddoche, per tutte quelle attività intellettuali che richiedano un minimo di sforzo. E non c’è nulla da fare.

  1. Qualsiasi cosa questa espressione significhi.[]

Festival della Scienza – giorno 2

Ieri secondo giorno di Festival della Scienza a Genova, ma più che altro giornata di relax (e di spiaggia) con una sola conferenza.

Dal cielo stellato sopra di me, tema della prima conferenza su Hubble, al senso estetico in me illustrato dal neuroscienziato Giorgio Vallortigara.
Interessantissima lectio magistralis sul senso del bello negli animali. Scoprire che le api sono in grado di distinguere stili pittorici diversi è semplicemente sorprendente.
Un commento filosofico: Vallortigara è stato molto bravo nel maneggiare con la dovuta cautela i concetti filosofici coinvolti, senza commettere ingenuità o ingiustificati riduzionisti.

Festival della Scienza – giorno 1

Ieri tardo pomeriggio siamo arrivati a Genova per il Festival della Scienza.

Con al seguito un bimbo di tre anni – troppo grande per dormire ma troppo piccolo per seguire – sarà un Festival un po’ atipico, ma qualcosa si è ugualmente riusciti a godere.
Il tema di quest’anno è la bellezza, e il primo impatto è stato con la bellezza dell’universo vista attraverso il telescopio spaziale Hubble è raccontata con tanta passione da Massimo Robberto, uno dei responsabili di Hubble.

Questa sera si tenta il bello e le bestie con Giorgio Vallortigara.

Domande che fanno senso

Tra un appello alla gente affinché si ribelli ai politici ladri che si vogliono aumentare la pensione a un miliardo di euro al mese e la denuncia del complotto delle multinazionali per avvelenare la popolazione mondiale con le nanoparticelle geneticamente modificate contenute nei deodoranti il cui numero di serie è un numero primo divisibile per tre, mi è capitato di avere una discussione filosofica su Facebook. Lo so, frequento gente strana.
Comunque, a partire dall’ultimo articolo, si è parlato delle domande di senso, cioè quelle domande che iniziano con “Qual è il senso di” e finiscono con “l’universo” o “la vita” o “la complessità del cervello” eccetera. Continua a leggere “Domande che fanno senso”