Neologismi inaspettati

Vertro
Vertro

Un dubbio e due riflessioni.

Il dubbio: il “vertro” è il vetro verde o il vetro che viene buttato nel contenitore verde?
Prima riflessione: la sigla R.S.U. è così conosciuta da poter  essere impunemente riportata su dei cestini sul lungomare?
Seconda riflessione: altrove i contenitori bianchi sono per la carta e quelli gialli per la plastica; non sarebbe meglio avere uno standard che abbina colori e tipo di spazzatura?

Del perché un po’ mi vergogno di fare il giornalista

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E il problema non è che ci sia una persona convinta che la teoria della relatività di Einstein (non si precisa se quella generale o quella ristretta, ma non è questo il problema) non sia ancora stata dimostrata perché finora non si erano trovati gemelli da mandare nello spazio.
Il problema è che a questa persona – sicuramente un competente esperto in qualche altro campo dello scibile umano, chessò la politica internazionale o lo sport – venga affidato un articolo di scienza.

Che cosa è uno sport?

Il bridge non può essere considerato uno sport: a questa conclusione, stando a una notizia d’agenzia che ho letto poco fa è giunto un tribunale britannico:

LONDRA, 25 FEB – Anche se comporta un grande impegno e una memoria d’acciaio il bridge non può essere considerato uno sport. A stabilirlo è stato un tribunale britannico che ha così respinto l’appello lanciato dalla Federazione dei giocatori inglesi, la English Bridge Union, che pretendevano dal fisco di Sua Maestà gli sgravi previsti per le attività sportive. Le loro argomentazioni erano solide: il bridge viene riconosciuto dal Comitato olimpico internazionale, anche se non è incluso nel programma delle gare. Non solo, l’agenzia delle entrate britannica già definisce come sport le freccette e il biliardo. Ma questo non ha convinto i giudici, secondo cui il bridge è ‘solo’ un gioco perché non comporta abbastanza attività fisica. (ANSA)

Pare di capire che uno sport sia un’attività che richiede una certa quantità di attività fisica, altrimenti è semplicemente un gioco.
Una quantità anche bassa – sono sport sia le freccette sia il biliardo, e credo anche la Formula 1 dove l’attività fisica la svolge prevalentemente un motore a scoppio – ma comunque superiore a quella necessaria per mescolare un mazzo di carte.

Come differenza tra sport e gioco ci può stare, anche se mi rimetto all’opinione di filosofi più esperti in tema sportivo.
Tuttavia non capisco per quale motivo uno Stato dovrebbe favorire, con agevolazioni fiscali, le attività sportive e non quelle semplicemente ludiche. Non è una forma di paternalismo?

Ne vedrete delle belle omosessualisti

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Dove aprite bocca voi, la cultura muore. Rappresentate il degrado, la stoltezza dell’autodeterminazione dell’uomo che tende a sostituirsi a Dio. In un confronto etico culturale con chiunque di voi, anche un 13enne uscirebbe vincitore.
Vi dico che nessuno dei miei figli vedrà mai un vostro libro…e se le maestre ne adottassero anche solo uno, giuro sulla testa di mia madre che finirò in galera con il massimo della pena…se riescono a prendermi prima che io arrivi in Russia con la mia famiglia. Ne vedrete delle belle omosessualisti.

Dalla pagina Facebook dell’editore Lo Stampatello, il simpatico commento di una persona preoccupata dal fatto che i bambini possano considerare l’omosessualità una cosa normale.

La prospettiva di una emigrazione di massa di simili deficienti non può che rallegrarmi.

Un simbolo per l’Europa

Lisa Benson
Lisa Benson

Al di là dell’analisi politica sulla situazione in Ucraina, rappresentata da questa vignetta in maniera completamente passiva, è interessante notare come la Russia sia raffigurata con un orso mentre l’Unione europea con Angela Merkel che, se non sbaglio, non ricopre alcuna carica all’interno dell’Ue: il presidente è José Barroso e la Presidenza del Consiglio spetta alla Grecia.
Da notare la fascia nera al braccio della cancelliera tedesca.

Reductio ad Hitlerum

Ghostbusters
Ghostbusters

“Scegliete la forma del distruggitore” dice il dio sumero (o ittita?) Gozer ai quattro acchiappafantasmi nel per me fondamentale film del 1984 di Ivan Reitman.

Peter Venkman/Bill Murray spiega la frase un po’ criptica agli altri citando Adolf Hitler: “Se pensiamo ad Adolfo Hitler, Hitler appare e ci distrugge, chiaro?”.

Ieri ho sentito la versione originale del film e con sommo stupore ho sentito Bill Murray citare come esempio di malvagità non il Führer, ma J. Edgar Hoover, il primo direttore dell’FBI.

L’invenzione di Carl Barks

Persino la narrativa di fantasia può fornire precedenti in grado di invalidare un brevetto. Nel 2011, la società coreana Samsung ha contestato la validità dei brevetti sul design dell’iPad in quanto un computer simile sarebbe già comparso nel celebre film 2001. Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.
Nel 1965, l’Ufficio brevetti dei Paesi Bassi ha negato un brevetto su un metodo per riportare in superficie navi affondate riempiendole di palline galleggianti: secondo una versione che non può essere verificata perché i documenti sono ormai stati distrutti, il rifiuto dipese dal fatto che la stessa tecnica era stata descritta nel 1949 nella storia a fumetti intitolata L’eredità di Paperino di Carl Barks, un episodio della celebre serie pubblicata da Walt Disney.

da Andrea Capocci, Il brevetto, Ediesse 2013

Metafore circolatorie

Nei giorni scorsi è stato fermato un camion che viaggiava a 159 km/h in autostrada.

Immagino affascinato dall’analogia tra la circolazione stradale e la circolazione sanguigna, ho sentito un funzionario di polizia 1 paragonare il camion che viaggiava a elevata velocità a un aneurisma. Guardando la definizione di aneurisma, non riesco proprio a cogliere la base comune della metafora. Continua a leggere Metafore circolatorie

  1. Non ricordo e non riesco a ricuperare lo spezzone del notiziario, per cui non so esattamente chi è stato ad avventurarsi in questa metafora.[]

Dialoghi alla frontiera

Scena: treno alla stazione internazionale di Chiasso in procinto di partire per Milano.

Giovane e baldanzoso membro della Guardia di Finanza (di seguito: finanziere): Buongiorno.

Io pensante: Cazzo vuoi non vedi che sto leggendo?

Io parlante: Buongiorno.

Finanziere: Lei è diretto in Italia?

Io pensante: E quali altri possibilità ci sarebbero, per uno seduto su un treno fermo a Chiasso e che si spera entro pochi minuti ripartirà per Milano?

Io parlante: Sì.

Finanziere: Ed è residente in Italia?

Io pensate e parlante: No

Finanziere: Ce l’ha un documento?

Io pensante: Sono tentato di dire sì e rimettermi a leggere, perché mi hai chiesto se ho un documento, non di mostrarlo. Ma meglio non fare gli scemi.

Io parlante: Sì, lo prendo subito.

Finanziere: No, non si disturbi, non è necessario. Arrivederci.

Io pensante e parlante: …