Archivi categoria: Ricerche filosofiche

Le riflessioni più filosofiche, anche se con moderazione

Gli OGM non sono kasher

Quale è la vostra opinione sugli organismi geneticamente modificati?
Domanda diffusa e apparentemente lecita, in tempi di soia gm e di eteree fragole-pesce.

Scrivo apparentemente lecita perché in realtà, così come posta, è quantomeno incompleta. Proviamo una piccola variante: “quale è la vostra opinione sugli organismi non geneticamente modificati?”. La risposta non può che essere “dipende”. Un cactus può essere esteticamente appagante, ma decisamente scomodo come cuscino; sconsiglierei le vipere come animali da compagnia e sarei scettico su gite in compagnia di orsi e nuotate in compagnia di squali. Non ho invece particolari obiezioni su dei passeri che fanno il nido su un albero in giardino.
Tutte valutazioni particolari, caso per caso, e rivedibili: pare che non tutte le vipere siano velenose, e a essere sicuri che quella in giardino è una varietà innocua uno può anche decidere di lasciarla lì; viceversa magari i passeri portano con se qualche poco simpatico parassita ed è meglio dare loro lo sfratto.

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Guerra alle metafore

Quando affermi che il linguaggio influenza la percezione della realtà, rischi di di sollevare non poche perplessità. In effetti le esagerazioni – filosofiche e non solo – di questo concetto sono numerose e hanno screditato quella che credo sia una idea sostanzialmente corretta.
Non intendo dire che chiamare dita i segmenti terminali tanto delle mani quanto dei piedi – invece di usare due termini diversi, come finger e toe – comporti il fatto che un madrelingua italiano non veda alcuna differenza tra il dito di una mano e quello di un piede: questa è una di quelle esagerazioni di cui dicevo prima, ridicola perché riguarda un caso a noi vicino e familiare, ma basta rendere l’esempio un po’ più esotico e il ridicolo scompare, come nel caso dei cento e più nomi utilizzati dagli inuit per la neve.1 Continua la lettura di Guerra alle metafore

  1. Sembra che l’origine di questa leggende metropolitana stia nel fatto che la lingua degli inuit accorpi in una parola sola espressioni che in italiano e in altre lingue sono rese con più parole. []

Qual’è il fondamento dei diritti umani

Il titolo di questo post è preso da una mail inviata, immagino, al sottoscritto e ad altre persone con lo scopo di diffondere la particolare teoria dei diritti umani ivi presentata.

Ho letto solo le prime righe del lungo testo, quelle dove si solleva il problema del fondamento dei diritti umani, senza il quale, pare di capire, questi importanti diritti perderebbero tutta la loro forza.
A colpirmi non è stato tanto questo discorso – certo non nuovo – quanto l’erroraccio nel titolo. Il passaggio da quale a qual è un troncamento, non una elisione, quindi niente apostrofo o, come riporta il Devoto-Oli, «non ammette apostrofo». Continua la lettura di Qual’è il fondamento dei diritti umani

Problemi libertari

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Io ho un po’ di problemi con l’oratoria libertaria.
Capisco – o almeno credo di capire, perché non mi sono mai dedicato seriamente al tema – il ragionamento complessivo, lo Stato come imposizione e sopruso, l’intervento statale come intromissione e limitazione dell’autonomia individuale eccetera. Le mie difficoltà riguardano i discorsi con cui queste teorie vengono presentate, discorsi che mi sembrano sempre deboli e poco convincenti, addirittura meno convincenti della semplice enunciazione della tesi.

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Filosofia per bambini

Dopo le canzoni – da ‘Bambino piccino ti mando un bacino’ alle tre scimmiette che saltano sul letto passando per ‘La palla rotola, la palla gira’ e ‘Lo scriffo-fo ha due baffi-fi’ – e l’immancabile giro giro tondo,1 mentre la bionda creaturina mangiava un biscotto – o della plastilina rosa, non mi è chiaro – mi sono messo a cercare un po’ di sollievo per la mente.
In un libro per bambini: Pandi e i colori2 di Oda Taro. Continua la lettura di Filosofia per bambini

  1. In realtà il giro non è stato tondo, ma rosa: “Giro giro rosa/ gialla è la mimosa/ prato verde cielo blu/ tutti cascan giù”. []
  2. Link sponsorizzato []

Intrinsecamente conservatori

Copertina "Te lo dico con parole tue"Trovo, in un bel libro sulla divulgazione,1 il seguente passo:

Non fa notizia che tutti vadano a lavorare. Fa notizia che scioperino i metalmeccanici, i magistrati o – ancora di più, perché la cosa può riguardarci da vicino – i medici, i ferrovieri, i controllori di volo.
In sostanza il giornale è un diario delle trasgressioni: popoli che invece di vivere in pace si fanno la guerra; coppie celebri che, invece di essere unite dal successo e dal denaro, si separano; calciatori che, anziché essere pagati come bravi professionisti, percepiscono cifre astronomiche; crolli in borsa o inauditi guadagni; terremoti, alluvioni, delitti, truffe, droga, scandali politici e a sfondo sessuale. Ma anche – più raramente – azioni generose, record sportivi, scoperte scientifiche, sorprendenti novità tecnologiche, libri, dischi o film che stabiliscono primati di incassi.
[…] La violazione può esistere soltanto rispetto a una norma riconosciuta e solidamente tutelata. Il giornale, proprio nel registrare le trasgressioni, rafforza le regole trasgredite, i valori tradizionali, i diritti stabiliti.
Ieri in città hanno svaligiato dieci alloggi, ma te ne parlo perché non si deve rubare. Il terremoto in Cina ha fatto duemila morti, ma calamità naturali così distruttive sono eventi eccezionali, si dolito in Cina la vita scorre tranquilla. Un calciatore incassa milioni di euro all’anno, ma la norma è che si guadagna poco…
Da questo punto di vista, il giornale è intrinsecamente conservatore. Ogni giornale, anche il più rivoluzionario.

Piero Bianucci, Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire,2 Zanichelli Chiavi di lettura, 2008, pp. 15-16

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  1. Da notare l’avvertenza alla fine del sommario: «Questo libro può essere pericoloso perché insegna a spiegare meglio anche le cose sbagliate». []
  2. Link sponsorizzato []

Che cosa è il metodo scientifico

Di solito scrivo il titolo alla fine, e lo faccio un po’ per pigrizia (e il titolo è la parte più difficile), un po’ perché magari non so bene che cosa scriverò.
In questo caso, invece, lo so: scriverò – sto scrivendo – di metodo scientifico. Quindi il titolo non può non essere “che cosa è il metodo scientifico”… chiaro, immediato, sintetico. A dire il vero, il titolo potrebbe anche essere “che cosa è il metodo scientifico?”, con un bel punto interrogativo che, a un filosofo, si addice: in molti pensano che il compito del filosofo sia fare domande, non trovare risposte.
È più umile fare domande che dare risposte. Ora, tralasciando il fatto che dopo Socrate per noi filosofi è da supponenti anche fare domande, io che cosa è il metodo scientifico lo so. E quindi lo scrivo. Immagino che qualche uomo di scienza si metterà le mani nei capelli, pensando al letterato che, sentendosi superiore, si mette a dare lezioni a chi la scienza la conosce sul serio. Continua la lettura di Che cosa è il metodo scientifico

Meglio il referendum?

Corte suprema dell’Ohio (foto di afsart)

Due premesse prima di iniziare.
La prima riguarda la recente legge sul testamento biologico. È – da quel che sono riuscito a capire dalla stampa – una brutta legge, una legge che sarebbe meglio non entrasse mai in vigore e, una volta in vigore, sarebbe meglio abrogarla al più presto.

Abrogarla. Cancellarla dall’ordinamento giuridico. Ma come?
C’è chi propone un referendum. Chi invece ripone le proprie speranze nella Corte costituzionale.

Prima di proseguire, la seconda premessa.
Il quadro istituzionale italiano è secondo me pessimo. A iniziare dalla legge elettorale che, con l’impossibilità di scegliere i candidati ma solo le liste, è una brutta legge che rende poco rappresentative le camere, finendo con le difficoltà dei referendum, solo abrogativi e vincolati dal raggiungimento di un quorum.

Con un parlamento così, e viste le difficoltà di riuscire ad abrogare alcune norme della legge per via referendaria, anche io spero in una sentenza della Corte costituzionale. È senz’altro una via più percorribile, meno rischiosa. Continua la lettura di Meglio il referendum?

L’invenzione dell’omosessualità

Nel dicembre del 20091 Reset ha proposto una intervista a Joseph Massad della Columbia University e autore del saggio Desiring Arabs sul tema dell’omosessualità nel mondo arabo.

La tesi è, in soldoni, che l’omosessualità è una invenzione occidentale: nel mondo arabo non esistono “gay” ma semplicemente “uomini e donne che hanno rapporti con lo stesso sesso”.

Qual è allora in sintesi la differenza tra omosessualità “occidentale” e quella che lei chiama, nel suo libro, la pratica e il desiderio dello stesso sesso?

In definitiva, la prima è un’identità che rivendica una comunità socialmente riconosciuta insieme a diritti politici, mentre l’altra è una delle tante forme di intimità sessuale che va alla ricerca del piacere corporale.

La mia prima reazione è quella di una sofisticata e intellettuale (nel senso brutto) giustificazione della dichiarazione, rilasciata un annetto prima, di Mahmud Ahmadinejād: “Non esistono omosessuali in Iran”. Continua la lettura di L’invenzione dell’omosessualità

  1. Questo testo ha avuto un periodo di incubazione molto lungo []