Verità plausibili

Carlo Cellucci, La filosofia della matematica del NovecentoCarlo Cellucci, nel suo La filosofia della matematica del Novecento (Laterza, 2007), oltre a tracciare un impietoso ritratto delle riflessioni di Frege, Hilbert, Brouwer e delle altre correnti filosofiche del XX secolo, espone brevemente il programma di una filosofia della matematica futura e, soprattutto, matura.

L’idea forte di Cellucci è: la filosofia che si occupa di chiarire ciò che già sappiamo è irrilevante, per essere rilevante deve contribuire al progresso della conoscenza. Occorre quindi lasciar perdere il problema dei fondamenti, e concentrarsi sulla scoperta: la matematica non è dimostrazione di teoremi, ma soluzione di problemi. Continua a leggere Verità plausibili

Bestiario antidarwiniano

Telmo Pievani In difesa di DarwinNon sono un amante dei pamphlet: per quanto interessanti e ben scritti possano essere, possiedono solo la pars destruens limitandosi, quando va bene, ad un accenno di pars costruens. Si critica e si sbeffeggia l’avversario, ma si dice poco o nulla di se stessi; si descrivono le miserie dell’esercito avversario, tacendo i meriti e i demeriti dei propri commilitoni.
Quando si arriva all’ultima pagina, si rimane insoddisfatti, si vuole sapere di più.

In difesa di Darwin. Piccolo bestiario dell’antievoluzionismo all’italiana di Telmo Pievani (Einaudi 2007, 8 €) è un pamphlet e come tale si concentra sull’antievoluzionismo, lasciando da parte l’evoluzionismo. L’autore ha tuttavia un ottimo motivo per farlo: l’evoluzionismo è una teoria scientifica, e come tale ha bisogno di critiche scientifiche, non di critiche alla scienza. In nome di una banale, ma non scontata, autonomia disciplinare, che siano i biologi a parlare della sintesi neodarwiniana, mentre teologi e filosofi discutano delle implicazioni filosofiche dell’evoluzionismo oppure, volendo, dei suoi limiti concettuali. Una filosofia e una teologia dell’evoluzione non possono che essere delle riflessioni che partono dal fatto, ed eventualmente dalla teoria scientifica, dell’evoluzione. Continua a leggere Bestiario antidarwiniano

CentoChiodi e cento fesserie

L’argomento del film Cento chiodi non è il cristianesimo.
Molte delle recensioni lette finora, nel loro paragonare il film di Ermanno Olmi a L’ultima tentazione di Cristo di Scorsese o a Jesus Christ Superstar, sono emerite fesserie.

Olmi, nel suo ultimo film, ha voluto riflettere sul ruolo dei libri, sulla idolatria dei libri. Continua a leggere CentoChiodi e cento fesserie

Fisiologia o patologia dell’Europa?

Recensione fenomenologica: invece di descrivere il contenuto del libro, si vuole provare a descrivere la particolare, personale e limitata lettura del libro. Un esperimento forse interessante, forse banale, forse noioso. Sicuramente lungo, perché è possibile riassumere i contenuti di un libro, non le sensazioni che questo libro ha generato.

L’acquisto

Libreria XXX. Con i libri trovati sinora (Vincenzo Vitiello ed Emanuele Severino, Ricordati di santificare le feste e Eugenio Lecaldano, Un’etica senza Dio) la spesa totale è di 27 euro. Se voglio usufruire dello sconto di 30 euro devo trovare qualche altro libro da acquistare, interessante e non troppo costoso. Esclusi, a malincuore, alcuni corposi saggi in edizione rilegata: attenderanno un momento più propizio. L’occhio cade su un libercolo dalla orribile copertina viola: Relativismo, nichilismo, individualismo. Il sottotitolo è decisamente intrigante: Fisiologia o patologia dell’Europa? L’autore è Dario Antiseri, l’editore Rubbettino. Quarta di copertina: solo sette euro, il prezzo è perfetto. Cerchiamo di capire se è anche interessante:

Se nell’individualismo si insiste a vedere la resa al basso istinto dell’egoismo e della rapina, il relativismo e il nichilismo sarebbero addirittura il cancro dell’Occidente. Le accuse, dunque, sono delle più gravi. Ma sono esse anche sostenibili e ben fondate?

Sì, sembra interessante.

Alcuni minuti dopo, mentre aspetto il tram, inizio a sfogliare l’imprevisto acquisto. Continua a leggere Fisiologia o patologia dell’Europa?

Matematica divina

Kurt Gödel; La prova matematica dell’esistenza di Dio; Bollati Boringhieri, 2006

Da Anselmo a Gödel

Il primo atto di questa lunga storia si situa intorno al 1077: in quegli anni il monaco benedettino Anselmo di Canterbury scrisse il Proslogion, “colloquio”, nel quale, per la prima volta, viene avanzata una dimostrazione a priori dell’esistenza di Dio.
Nel precedente Monologion, “soliloquio”, Anselmo aveva proposto alcune argomentazioni a posteriori, ossia condotte a partire dall’esperienza; in quello che invece diventerà noto come argomento ontologico, invece, non vi sono presupposti esterni: tutto si basa sul semplice ragionamento.

Nel 1781, dopo sette secoli di discussioni che coinvolgono, per limitarsi ai principali, Gaunilone, Tommaso, Duns Scoto, Descartes e Leibniz, Kant sembra chiudere definitivamente la questione, scrivendo, con la Critica della ragion pura, l’atto conclusivo della storia dell’argomento ontologico.

Tuttavia già Hegel riapre la questione: le vicende della dimostrazione a priori dell’esistenza di Dio continuano. Continua a leggere Matematica divina

Come l’uomo inventò la morte

The Buried SoulTimothy Taylor, Come l’uomo inventò la morte; Newton-Compton, 2006

La morte è un evento naturale, forse è l‘evento naturale, quello a partire dal quale si può definire l’uomo come animale mortale, non nel senso banale che può morire, bensì che pensa alla morte.
Cosa significa dunque parlare di invenzione della morte? Il titolo italiano del libro di Taylor, che è il sottotitolo dell’edizione originale: The Buried Soul: How Humans Invented Death, contiene dunque un piccolo paradosso: l’uomo non può inventare la morte, sia perché questa è un evento naturale, sia perché senza la morte l’uomo non potrebbe definirsi tale.

Il testo dell’archeologo inglese è una lunga ed interessante disamina dei riti funerari umani, di come l’uomo affrontò, e affronta tuttora, il problema dei defunti.
Il tema centrale dell’analisi è l’anima: la morte biologica del corpo non coincide con la morte della persona, la gestione del corpo del defunto, pertanto, non è e non può essere un semplice problema igienico. Questo, ovviamente, non vale solamente per popolazioni cantiche o primitive: anche gli elaborati riti funebri dell’evoluto e laico occidente manifestano gli stessi schemi fondamentali. Continua a leggere Come l’uomo inventò la morte

Narrare la Storia

Sid Jacobson ed Ernie Colón; 9/11 Il rapporto illustrato della commissione americana sugli attacchi terroristici dell’11 settembre; Alet edizioni, Padova, 2006

Premessa: dei libri

Sid Jacobson, Ernie Colón, 9/11 CoverAlcuni servizi online con iscrizione obbligatoria permettono di ritrovare la propria password di accesso grazie ad una domanda segreta impostata durante registrazione: ad esempio “quale è il nome da nubile di tua madre?” o “quale è il tuo libro preferito?”.
A quest’ultima domanda una persona ha risposto, dopo un attimo di esitazione, “La Bibbia”. Percependo lo stupore dei presenti, ha così giustificato la sua risposta: “Non è ovviamente vero, ma almeno sono sicuro di ricordare la risposta.”

Per quale motivo la Bibbia non può essere il libro preferito di una persona?
Molto probabilmente perché non è un semplice libro, non è un testo qualsiasi che racconta una storia qualsiasi: è il libro, il testo che narra la storia, la nostra storia, il libro che ci racconta chi siamo. La formula “Parola del Signore”, spesso usata per accompagnare la lettura della Bibbia, vuole proprio sottolineare l’eccezionalità di questo libro. Continua a leggere Narrare la Storia

Severino, l’embrione e l’occidente

Emanuele Severino, Sull’embrione, Rizzoli, 2005.

Il primo dicembre del 2004 il Corriere della Sera pubblicò un articolo di Emanuele Severino intitolato La potenza e l’embrione: un intenso distillato di filosofia risultato indigesto a molti lettori, nonostante la bravura espositiva dell’autore.
Il corriere pubblicò altri interventi di Severino in risposta ad alcune critiche ed obiezioni. Gli articoli di Severino sono adesso pubblicati, insieme ad altri testi, in Sull’embrione (Rizzoli 2006), un agile libretto di un centinaio di pagine circa. Continua a leggere Severino, l’embrione e l’occidente

Cronaca teologica

Helen Joy Davidman era una scrittrice ebrea, comunista e atea, almeno lo era fino alla fine degli anni ’40, quando avvenne la conversione al cristianesimo. Si sposò due volte: la prima con lo scrittore William Lindsay Gresham, la seconda con Clive Staples (C. S.) Lewis. Morì di cancro nel 1960, all’età di 45 anni.

Tutte le morti lasciano un vuoto, un vuoto che si riempie di dolore e che è impossibile da descrivere. Il secondo marito, C. S. Lewis, tenta questa impresa impossibile: prende un quaderno trovato per casa e inizia a scrivere, ad annotare, a tenere un diario del proprio dolore. Il risultato, pubblicato con lo pseudonimo di N.W. Clerk, è A Grief Observed, in italiano Diario di un dolore. Continua a leggere Cronaca teologica

Sequenze e conseguenze

Franco Battiato, Musikanten, Italia, 2005

“Se nella vostra storia descrivete un fucile, questo poi deve sparare”: questo è il principio dell’essenzialità narrativa, nella formulazione di Anton Cechov: ogni elemento della narrazione, una scena, una ha necessariamente un ruolo, non può non averlo. Il fucile, come insegna Hitchcock, può anche non sparare, ma di sicuro verrà impugnato da qualcuno con l’intenzione di fare fuoco.
Il principio di Cechov ha senso unicamente all’interno di una narrazione: nella vita reale si possono incontrare decine o centinaia di fucili senza per questo assistere, ogni volta, a delle sparatorie. Un fedele resoconto della vita di una persona risulterebbe saturo di eventi inutili ed inessenziali: incontri casuali, smarrimenti di oggetti, acquisti vari, letture amene e così via. Continua a leggere Sequenze e conseguenze