Politica concorrenziale

In una perfetta situazione di libero mercato, è da evitare la formazione di monopoli.
Un monopolio è infatti nemico della concorrenza, e quindi del mercato, ma è anche nemico della libertà. Se al mondo esistesse un solo fabbricante di caramelle, e questo decidesse di non produrre più caramelle al rabarbaro, tutti gli amanti di questa leccornia ne rimarrebbero privi. O li si lascia senza i prelibati dolci, o si obbliga il monopolista a produrli: in entrambi i casi, una pericolosa limitazione della libertà. Continua a leggere “Politica concorrenziale”

Raccontare se stessi

Raccontare la propria vita, scrivere una autobiografia, spiegare se stessi.
Può sembrare facile, ma in realtà è un compito difficile. Lo scopo dovrebbe essere raccontarsi agli altri, in modo che gli altri ci conoscano.

La prima difficoltà è appunto quella della conoscenza: conosciamo gli altri, li frequentiamo, ma non frequentiamo noi stessi, noi siamo noi stessi. Conoscere se stessi non è difficile, è semplicemente impossibile. E forse è anche pericoloso: per riprendere André Gide, il bruco che cercasse di conoscere se stesso non diventerebbe mai una farfalla. Continua a leggere “Raccontare se stessi”

Legittima giustizia

Piccolo contributo al dibattito sulla legittima difesa.

Nel 1931 Fritz Lang dirige il film M (il titolo italiano aggiunge alla inquietante lettera solitaria l’inutile precisazione Il mostro di Dusseldorf).
È la storia di uno psicopatico le cui vittime sono innocenti bambini. Ma soprattutto è la storia delle indagini ufficiali da parte della polizia e di quelle non ufficiale da parte della malavita organizzata, i cui affari sono disturbati dalla incrementata attività della polizia. Continua a leggere “Legittima giustizia”

Libera informazione

Libertà. Bellissima parola, stupendo concetto.
Essere liberi significa essere autonomi, avere la possibilità e la capacità di scegliere.

Un stato democratico deve essere libero, deve garantire la libertà ai propri cittadini. Libertà è anche libertà di informazione.
Il contrario della libertà d’informazione è la censura: il rendere volutamente non accessibili alcune informazioni. Continua a leggere “Libera informazione”

Il rito di vivere

Il termine rito è solitamente usato in riferimento a una cerimonia religiosa (il rito della comunione, il rito del battesimo e così via) o comunque ad un evento sacro, legato al divino: il rito serve essenzialmente per propiziarsi gli dei evitando così le sciagure. In questo senso, il rito per eccellenza è il sacrificio, sia esso cruento o meno.
Ma con rito di intende spesso semplicemente alludere ad una consuetudine o prassi abituale e avvertita come inderogabile, senza riferimenti al sacro: ad esempio, il discorso del Presidente della Repubblica a Capodanno è indubbiamente un rito.
La differenza tra questi due significati sembra essere il contesto: il rito sacro allude ad un significato che supera l’azione umana, il rito laico, se così si può definire, termina invece in se stesso, non sembra indicare altro. Continua a leggere “Il rito di vivere”

La ricerca della parola

Nel 1937 arrivò nelle sale il film Biancaneve e i sette nani, tratto dall’omonima fiaba dei fratelli Grimm. Walt Disney modificò leggermente la trama, e soprattutto diede un nome ai sette nani, di fatto creandoli come personaggi autonomi: Dotto (Doc), Gongolo (Happy), Eolo (Sneezy), Cucciolo (Dopey), Brontolo (Grumpy), Mammolo (Bashful) e Pisolo (Sleepy).

Il nano più curioso è Cucciolo, il cui nome originale significa addormentato, poco sveglio. È il nano più giovane e non parla.
Si narra che il motivo del suo silenzio sia l’insoddisfazione di Disney per i doppiatori: non si riusciva a trovarne uno adatto e perciò decise di renderlo muto.

La spiegazione narrativa è invece di una poesia notevole: non ha mai provato a parlare. Continua a leggere “La ricerca della parola”

Non riproducibile

Il modo migliore per ammirare un dipinto è recarsi al museo che lo espone. Tuttavia, se il quadro in questione è esposto dall’altra parte del globo, un buon libro d’arte può egregiamente sopperire.
Indubbiamente si tratta di un surrogato: una riproduzione è necessariamente imperfetta per dimensioni, colori, luminosità e soprattutto contesto.
Tutte variazioni, tuttavia, che possono anche essere considerate marginali. Il contesto originale del quadro è infatti irrimediabilmente perduto: i musei sono un’invenzione relativamente recente della storia, le esposizioni vengono organizzate in base ad un criterio sempre diverso, e ogni museo ha le sue peculiarità (il Guggenheim di New York non è la stessa cosa del Mart di Rovereto, anche se le opere esposte fossero le stesse). Le dimensioni, forzando un po’ il discorso, dipendono dal contesto: ammirare da una certa distanza un quadro grande non è molto diverso che osservare da vicino un quadro di dimensioni più modeste. I colori infine non sono eterni: la loro lucentezza e intensità è purtroppo destinata a scemare con il tempo, o a venire modificata da restauri, eppure non ci sentiamo ingannati se un quadro o un affresco ha perso un po’ di colore. Continua a leggere “Non riproducibile”

Il segreto

Pacta servanda sunt. Gli impegni vanno rispettati: questo principio vale, banalmente, per gli individui come per le entità collettive quali società, associazioni e nazioni.

Un accordo, ad esempio una promessa, tra due persone è vincolante: non mantenere la parola data è biasimevole e, nel caso dei contratti, sanzionabile.
Un accordo internazionale tra stati, anche in assenza di un’autorità superiore in grado di sanzionare, è vincolante. Una sorta di imperativo politico, da affiancare agli imperativi categorici di kantiana memoria. Continua a leggere “Il segreto”

Contro la contro-informazione

Una breve dimostrazione sulla non esistenza della contro-informazione.

L’informazione è rappresentata dalle testate giornalistiche tradizionali (carta stampata, radio, televisione, siti internet). La contro-informazione è invece tutto il resto: è l’informazione alternativa, non ufficiale, indipendente, magari clandestina, e per tutto questo più vera e autentica, secondo i suoi estimatori.

Continua a leggere “Contro la contro-informazione”

L’armata dei filosofi

Nel 1845 Karl Marx osservava che, fino a quel momento, i filosofi si erano limitati ad interpretare il mondo in modi diversi, mentre il vero problema consiste nel cambiarlo (Tesi su Feuerbach, XI).
Gianni Vattimo osserva che, dopo Gadamer, occorre superare la contrapposizione tra interpretare e cambiare il mondo, dal momento che interpretare è già un cambiare il mondo. Continua a leggere “L’armata dei filosofi”