Sostanza, contenuto e forma

«Ciò che conta, la sostanza, è la materia, non la forma: più importante del come è il che cosa; l’aspetto è una questione secondaria.»

Chi formula simili pensieri non ha tutti i torti, ma, purtroppo per lui, neppure tutte le ragioni: la sostanza non è tutta nel che cosa, ma anche nel come. L’apparenza, l’aspetto non sono per nulla una questione secondaria, ma meritano la stessa attenzione del contenuto, della materia. Trascurare la presentazione significa uccidere, lasciar morire anche il contenuto.
La vita di un pensiero, di un concetto consiste nel suo essere pensato, meditato, collegato con altri pensieri, studiato, discusso. Tutto questo è possibile unicamente se il concetto ha una sua veste grafica che ben gli si adatta.
Noi uomini pensiamo graficamente, dove con graficamente non si intende necessariamente una rappresentazione nello spazio bidimensionale di un foglio. Una presentazione grafica scadente ostacola la comprensione, impedisce il dibattito e quindi uccide il concetto.
Un esempio facile ed evidente: la matematica. Sarebbe concepibile lo sviluppo di questo disciplina, il sorgere di concetti come funzione, integrale e limite senza una notazione matematica evoluta come la nostra?

Annuncio di morte in diretta

Un tempo i mass media, i mezzi di comunicazione di massa, si limitavano a diffondere notizie.
Il loro ruolo, la loro importanza, consisteva nell’annunciare un evento, nel far sapere che cosa è successo e, se possibile, anche il perché è successo e le conseguenze di quel che è successo. In altre parole, giornalisti erano narratori di un passato così vicino da essere ancora presente.
Questo una volta. Prima della radio, prima della onnipresenza televisiva (un televisore in ogni casa e in ogni bar, sempre pronto ad essere acceso, ad ogni ora del giorno e della notte), prima di internet, dei cellulari con fotocamera incorporata. Continua a leggere Annuncio di morte in diretta

Certezze

Invidio chi si può permettere una certezza. Non è una cosa da poco: le certezze, nel senso di un sapere talmente indubitabile che l’idea stessa di una obiezione ci ripugna, sono dei beni rari e preziosi, almeno quelle non banali.
Perché di certezze banali è pieno il mondo: la terra è una sfera, il fuoco illumina e scalda, io ho due mani: tutte certezze indubitabili e accessibili a chiunque. Ci siamo talmente abituati che neppure le nominiamo, le riserviamo giusto ai matti e ai bambini. Continua a leggere Certezze

Chiaro e semplice

Josef Albers dedica uno dei suoi esercizi per imparare a vedere (Interazione del colore, edito dal Saggiatore) alla critica dell’affermazione che «più la forma di una lettera è semplice, più è semplice la sua lettura», affermazione che, secondo Albers, è purtroppo divenuta un dogma del nascente costruttivismo (l’edizione originale del testo è del 1963) e di alcuni tipografi modernisti, che prediligono ai caretteri con le grazie, i sottili tratti ornamentali che sporgoni dalle aste, quelli privi (i cosiddetti bastoni). Continua a leggere Chiaro e semplice

Democrazia e maggioranza

Secondo l’opinione di alcuni, la democrazia altro non è che il potere del popolo. In altre parole, ciò che vuole o desidera la maggioranza è, per definizione, democraticamente giusto.
Un terribile pregiudizio, che, di fatto, uccide la democrazia. Lo mostra un semplice esempio: se più della metà degli abitanti di una nazione volessero la soppressione della libertà di espressione oppure l’esclusione dei diritti civili per alcuni cittadini, questi atti sarebbero per questo democratici?
La democrazia, in realtà, è l’esistenza di tutta una serie di valori e pratiche atte a tutelare la libertà dell’individuo. Anche, e forse soprattutto, dall’opinione della maggioranza.
Il discorso dovrebbe essere così ovvio e trasparente da non meritare neppure una fonte di supporto. Se tuttavia qualcuno non fosse del tutto convinto che l’opinione della maggioranza non sia il fondamento della democrazia, può leggere On Liberty di John Stuart Mill.

Cos’è il nulla?

Un giorno, mentre si discuteva del nulla in filosofia e in fisica, dove di solito prende il nome di vuoto, un mio amico osservò che quando abbiamo a che fare con un concetto, di solito noi tutti formiamo delle immagini mentali, delle raffigurazioni che ci aiutano a gestire meglio quel concetto. Aggiungendo che, nel caso del nulla, la sua raffigurazione era il colore grigio scuro. Continua a leggere Cos’è il nulla?