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Che cosa è il metodo scientifico

Di solito scrivo il titolo alla fine, e lo faccio un po’ per pigrizia (e il titolo è la parte più difficile), un po’ perché magari non so bene che cosa scriverò.
In questo caso, invece, lo so: scriverò – sto scrivendo – di metodo scientifico. Quindi il titolo non può non essere “che cosa è il metodo scientifico”… chiaro, immediato, sintetico. A dire il vero, il titolo potrebbe anche essere “che cosa è il metodo scientifico?”, con un bel punto interrogativo che, a un filosofo, si addice: in molti pensano che il compito del filosofo sia fare domande, non trovare risposte.
È più umile fare domande che dare risposte. Ora, tralasciando il fatto che dopo Socrate per noi filosofi è da supponenti anche fare domande, io che cosa è il metodo scientifico lo so. E quindi lo scrivo. Immagino che qualche uomo di scienza si metterà le mani nei capelli, pensando al letterato che, sentendosi superiore, si mette a dare lezioni a chi la scienza la conosce sul serio. Continua la lettura di Che cosa è il metodo scientifico

Strane virgolette

Wikipedia oscura le proprie pagine perché una legge attualmente in discussione rischia di rendere impossibile l’esistenza dell’enciclopedia libera.
I dettagli li si può leggere un po’ ovunque, da Wikipedia a giornali e blog.

Ne parla, ovviamente, anche l’Ansa, che esordisce così:

ROMA – Wikipedia si autosospende per protesta contro il ddl intercettazioni. Il sito di enciclopedia libera da stasera in qualunque pagina si apre con il comunicato in cui spiega le ragioni del dissenso: ”Con le norme del ddl intercettazioni non esisteremo più. Sarebbe un’inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza”.

Nel leggere l’agenzia,1 ho trovato strano quel “propria libertà e indipendenza”: essendo il discorso in prima persona (“[noi] non esisteremo più”) sarebbe meglio “nostra libertà e indipendenza”. E allora sono andato a cercare l’originale nel comunicato di Wikipedia. E non vi è alcuna traccia di quel “Con le norme del ddl intercettazioni non esisteremo più”.
L’Ansa, in poche parole, attribuisce a Wikipedia delle affermazioni testuali (perché le virgolette significano proprio questo: ha detto o scritto esattamente così) in realtà inesistenti.

Io trovo tutto ciò abbastanza inquietante.

  1. In realtà nel leggere un articolo di giornale che ha ripreso paro paro la notizia dell’Ansa. []

Il relativo capro espiatorio

Di Wikipedia, l’enciclopedia liberamente scritta e modificata dagli utenti, si possono dire molte cose: si può entusiasticamente lodare l’affermazione dell’intelligenza collettiva oppure definirla una «sputacchiera on-line».
Wikipedia ha i suoi limiti e i suoi punti di forza: affidarsi alla libera partecipazione per la stesura delle voci è un rischio, soprattutto per alcuni temi controversi, nei quali rischiano di prevalere le passioni, o poco noti, nei quali le imprecisioni rischiano di prosperare indisturbate molto a lungo; nel complesso, tuttavia, funziona abbastanza bene: chi sa scrive contribuisce con nuovi articoli o con correzioni marginali, chi non sa non scrive nulla e chi crede di sapere, prima o poi, viene corretto da uno che sa.

Francesco Ognibene, sulle pagine di Avvenire, scopre un altro limite di Wikipedia: il relativismo.

Internet equipara ogni informazione a qualsiasi altra, abbattendo alla radice ogni pretesa di verità. Anzi, chi vuole affermare un punto fermo su materie controverse è come se si autoescludesse da un “collettivo digitale” allergico ai princìpi indiscutibili (tranne quelli wiki, s’intende). La cultura “aperta” che ispira la rete come un’ideologia intangibile è a ben guardare l’altra faccia del relativismo, al quale fornisce una legittimazione globale proprio grazie alla straordinaria penetrazione del Web.

Il relativismo viene spesso evocato a sproposito, per ignoranza o opportunismo viene confuso con lo scetticismo o con il fallibilismo. Continua la lettura di Il relativo capro espiatorio

Cosa è questo? Riflessioni sulle definizioni

L’inventore della definizione fu, con ogni probabilità, Socrate.
Fu lui il primo a chiedere “Cosa è questo?” aspettandosi, o meglio pretendendo, dall’interlocutore una risposta precisa e esaustiva, non dei semplici esempi che suggerissero o indicassero il significato di quella parola (usando una terminologia posteriore, possiamo dire che Socrate chiedeva una risposta intensionale e non estensionale).

La definizione nasce dunque come problema filosofico più di duemila anni fa.
Oggi sono i dizionari ad occuparsi delle definizioni, a raccoglierle e catalogarle. Continua la lettura di Cosa è questo? Riflessioni sulle definizioni

Intelligenza globale

L’intelligenza di un gruppo è di solito inferiore alla somma delle singole intelligenze dei suoi membri. Misteriosi meccanismi sociali fanno sì che una persona non contribuisca con il suo meglio, ma con il suo peggio.
Fortunatamente esistono delle eccezioni. Tra di esse spicca la wikipedia, un’opera complessa ed elaborata come solo un’enciclopedia può essere, interamente scritta dai suoi lettori: chiunque può scrivere nuovi voci e, soprattutto, correggere quelle già presenti. Continua la lettura di Intelligenza globale