Contro il relativismo

Nello scompartimento di un treno, due persone sono sedute una di fronte all’altra.

Giovannitra sé e sé, leggendo il giornale: Tutta colpa del relativismo!

Ludovico: Mi scusi, posso chiederle quale terribile evento sarebbe causato dal relativismo?

Giovannisorpreso: Come scusi?

Ludovico: Ho sentito la sua esclamazione, probabilmente legata a qualche notizia riportata dal giornale, e le chiedevo quale increscioso fatto lei riconduceva al relativismo. Continua a leggere “Contro il relativismo”

La Verità e le verità

«Questo è un tempo triste per chi non possiede la verità e crede nel dialogo e nella libertà», così si esprimeva recentemente Gustavo Zagrebelsky. E io aggiungerei che è un tempo triste anche per molti cattolici che certo non pensano di possedere la verità ma, pur mettendo la loro fede in Dio e in Gesù Cristo che lo ha narrato, sanno che la verità eccede sempre i credenti: questi la ricercano con una conoscenza sempre limitata, relativa, provvisoria, in attesa che si manifesti pienamente con la Venuta del Signore.

Enzo Bianchi (fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose), La differenza cristiana, Einaudi 2006

Il declino dell’occidente

Al Caffé filosofico, un tempo ritrovo affollato, Simplicio beve una tazza di té e legge alcune carte quando arriva Benedetto, suo caro amico.

Benedetto: Buongiorno, caro Simplicio. Ti dedichi alle sudate carte, vedo.
Simplicio: Definirle sudate è forse eccessivo, ma sono comunque faticose. Sono gli indici di una rivista, Il tramonto dell’Occidente. Il direttore ha deciso che tutto l’archivio deve essere reso accessibile su web entro un anno. Il tempo non è molto, e devo ancora identificare categorie e parole chiave per la catalogazione degli articoli.

Benedetto: Il tramonto dell’Occidente? Che titolo curioso. Continua a leggere “Il declino dell’occidente”

Dire la verità

Comunicare significa condividere informazioni, legare o costruire insieme conoscenze.
Questa bellissima attività, alla quale l’uomo dedica una buona parte della propria esistenza, avviene esclusivamente attraverso il linguaggio. È tuttavia un errore concludere che il linguaggio serva principalmente o esclusivamente per comunicare, sono molti i fenomeni linguistici poco o per nulla comunicativi: per dirla in poche parole, dal momento che non solo i matti parlano da soli, il linguaggio non serve solo a comunicare.

Se la sua funzione essenziale non è comunicare, a cosa serve il linguaggio?
Una prima e poco soddisfacente risposta è: non serve a nulla, non ha uno scopo preciso. Si tratta semplicemente di un accidente, è il frutto del caso o dell’evoluzione: le ciliegie sono rosse, i cani scodinzolano e l’uomo parla. Continua a leggere “Dire la verità”

Polifemo

Uom gigantesco abita qui, che lunge
Pasturava le pecore solingo.
In disparte costui vivea da tutti,
E cose inique nella mente cruda
Covava: orrendo mostro, né sembiante
Punto alla stirpe che di pan si nutre,
Ma più presto al cucuzzolo selvoso
D’una montagna smisurata, dove
Non gli s’alzi da presso altro cacume.

Così Omero, nel IX libro dell’Odissea (traduzione di Ippolito Pindemonte), introduce la figura del ciclope Polifemo: un gigantesco e orrendo uomo che dedica la sua solitaria vita alla pastorizia ignorando completamente l’arte della coltivazione del grano, dal quale si ricava il pane. Continua a leggere “Polifemo”

False verità

Un interessante sito raccoglie i blooper, gli errori cinematografici presenti nella versione definitiva del film.
Anacronismi, spostamenti illogici, impossibili cambi d’abito abbondano nelle pellicole, e dopo aver letto le schede di alcuni film particolarmente ricchi di errori ci si chiede come possano essere sfuggiti, tenendo conto del numero indubbiamente alto di persone che lavorano in fase di ripresa e, soprattutto, di postproduzione! Possibile che un semplice appassionato grazie ad un banale televisore riesca a cogliere particolari sfuggiti a regista e montatore? Possibile che a scenografi e consulenti non si accorgano di usare, durante la seconda guerra mondiale, aerei costruiti vent’anni dopo, mentre un appassionato di modellismo li scopre al primo colpo? Continua a leggere “False verità”

Tutta la verità

Che cosa è la verità?
La prima risposta, quella immediata e ingenua, è la corrispondenza con la realtà. Così recitano infatti quelle meravigliose opere non filosofiche che sono i dizionari: “rispondenza piena e assoluta con la realtà effettiva” (Devoto-Oli), “l’essere vero, caratteristica di ciò che è conforme alla realtà” (De Mauro).
Ovviamente il problema filosofico è solo spostato: cosa è la realtà? Come accertare quale è la realtà effettiva? Lo spostamento non è da poco: è la differenza tra l’affermare “Giulio Cesare non è morto cadendo da cavallo perché in realtà è stato assassinato” e “Giulio Cesare non è morto cadendo da cavallo perché così non è scritto nei libri di storia”. Continua a leggere “Tutta la verità”

Luce e ombra

L’oscurità nasconde: non sappiamo cosa c’è all’interno di una stanza buia. Qualsiasi cosa si trovi al suo interno, non viene vista, non è possibile conoscerla. Ma basta accendere la luce, illuminare il locale, perché tutto risulti chiaro e comprensibile.
Questo semplice evento è forse la migliore illustrazione della potente e diffusa metafora della luce come conoscenza contrapposta all’oscurità come ignoranza.

Platone è forse il primo ad utilizzare questa potente immagine evocativa: nel mito della caverna (Repubblica, libro VII), la fonte della conoscenza è appunto la luce, la brillante e purtroppo lontana luce del fuoco. Senza questa luce, che è l’idea del bene, gli uomini incatenati vivrebbero nell’oscurità completa, non vedrebbero e non conoscerebbero nulla; grazie ad essa vedono e conoscono, anche se, per colpa delle catene, la loro vista è limitata alle ombre, insoddisfacente via di mezzo tra la luce diretta e l’oscurità totale. Continua a leggere “Luce e ombra”

Il segreto

Pacta servanda sunt. Gli impegni vanno rispettati: questo principio vale, banalmente, per gli individui come per le entità collettive quali società, associazioni e nazioni.

Un accordo, ad esempio una promessa, tra due persone è vincolante: non mantenere la parola data è biasimevole e, nel caso dei contratti, sanzionabile.
Un accordo internazionale tra stati, anche in assenza di un’autorità superiore in grado di sanzionare, è vincolante. Una sorta di imperativo politico, da affiancare agli imperativi categorici di kantiana memoria. Continua a leggere “Il segreto”

Reale e razionale: dialogo senza lieto fine

Quando due filosofi discutono di reale e di razionale, non si sa mai come può andare a finire. Se i due filosofi in questione sono Tegatistene e Brasmenide la sorpresa finale è assicurata (anche se non è ancora finita). Continua a leggere “Reale e razionale: dialogo senza lieto fine”