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Traduzioni di genere

È morta la produttrice cinematografica Tiziana Soudani – quella di Pane e tulipani di Silvio Soldini, per capirci.

Tra le varie “manifestazioni di cordoglio”, anche quella delle Giornate cinematografiche di Soletta che qualche anno fa aveva dato a Soudani il Prix d’honneur. Circostanza ricordata così in tedesco e francese:

Die Tessinerin wurde an den 52. Solothurner Filmtagen als erste Filmproduzentin überhaupt mit dem «Prix d’honneur» geehrt.
Aux 52es Journées de Soleure, la Tessinoise avait été la première productrice de cinéma à recevoir le «Prix d’honneur».

C’è una certa ambiguità, in quel “erste Filmprodutenin/première productrice”: intenderà che prima non erano mai stati premiati, in generale, produttori – oppure che non erano mai state premiate donne produttrici ma qualche produttore uomo sì?
Ma capisco le perplessità verso il “maschile inclusivo” (anche se non sono sicuro di come funzioni in francese e tedesco), e comunque l’elenco dei premiati precedenti fuga ogni dubbio: prima di Tiziana Soudani non ci sono produttori o produttrici.

Ma il comunicato di cordoglio è stato tradotto anche in italiano, in un pdf visto che il sito è solo in francese e tedesco. E la frase, da ambigua, diventa semplicemente falsa:

La produttrice ticinese è stata la prima donna in assoluto a ricevere il «Prix d’honneur» alle 52e Giornate di Soletta.

Il premio, in passato, è andato alla giornalista Françoise Deriaz, alla distributrice Ilona Stamm ed altre donne ancora.

Ora, capisco il lasciarsi ingannare dall’ambiguità del femminile, ma come si è arrivati da “prima produttrice” a “prima donna in assoluto”?

Reductio ad Hitlerum

Ghostbusters
Ghostbusters

“Scegliete la forma del distruggitore” dice il dio sumero (o ittita?) Gozer ai quattro acchiappafantasmi nel per me fondamentale film del 1984 di Ivan Reitman.

Peter Venkman/Bill Murray spiega la frase un po’ criptica agli altri citando Adolf Hitler: “Se pensiamo ad Adolfo Hitler, Hitler appare e ci distrugge, chiaro?”.

Ieri ho sentito la versione originale del film e con sommo stupore ho sentito Bill Murray citare come esempio di malvagità non il Führer, ma J. Edgar Hoover, il primo direttore dell’FBI.

Lost in translation 3

John Anderton si rende conto che qualcuno ha cercato di incastrarlo, e vuole giustamente sapere chi ha ordito il diabolico piano. L’unico che può rispondere alla sua domanda è Leo Crow, il quale gli risponde… già, cosa risponde Leo Crow a John Anderton, il poliziotto della pre-crimine interpretato da Tom Cruise nel film di fantascienza Minority Report (USA 2002, regia di Steven Spielberg)? Continua la lettura di Lost in translation 3

Traduzioni, tradizioni e tradimenti

Tom e Jerry non hanno bisogno di presentazioni: chi non conosce i popolari protagonisti dell’omonima serie di cartoni animati?
Quello che forse non tutti si ricordano è che in alcuni episodi della serie, risalenti agli anni ’50, Tom si accende una sigaretta per fare colpo su una gatta: un gesto perfettamente normale quando sono stati realizzati gli episodi, un po’ meno adesso, tanto che uno spettatore preoccupato ha protestato presso l’Ofcom, l’ente britannico che vigila sui programmi tv. Il risultato è che la Turner, proprietaria dei diritti, ha acconsentito a tagliare le scene in cui il fumo viene presentato come accettabile o persino positivo. Continua la lettura di Traduzioni, tradizioni e tradimenti

Lost in translation 2

Il cuculo è un uccello particolare: non ha un proprio nido e depone quindi l’uovo all’interno del nido degli altri uccelli. Il piccolo del cuculo, una volta nato, si sbarazza dei fratellastri e riesce ad ingannare i genitori adottivi che lo nutrono amorevolmente.
In inglese, cuculo (cuckoo) indica anche una persona pazza, e questo spiega perché Ken Kesey, nel 1962, intitolò il romanzo ispirato alla sua esperienza, come operatore, in un ospedale psichiatrico Qualcuno volò sul nido del cuculo (in inglese One Flew Over the Cuckoo’s Nest). Continua la lettura di Lost in translation 2

Lost in translation

Tim Harfod è un giornalista economico, editorialista del Financial Times e autore del fortunato libro The Undercover Economist (L’economista mascherato), una esposizione dei principi economici pregevole per la sua chiarezza e semplicità.
Il quinto capitolo è dedicato al problema dell’informazione asimmetrica: cosa succede quando uno dei due soggetti coinvolti in una transizione ha a disposizione informazioni che l’altro, invece, ignora. È il caso, ad esempio, delle vendite di auto usate (il venditore conosce il valore effettivo dell’auto, il probabile acquirente no) e delle assicurazioni. Continua la lettura di Lost in translation