Archivi tag: Scrittura

Il declino dell’occidente

Al Caffé filosofico, un tempo ritrovo affollato, Simplicio beve una tazza di té e legge alcune carte quando arriva Benedetto, suo caro amico.

Benedetto: Buongiorno, caro Simplicio. Ti dedichi alle sudate carte, vedo.
Simplicio: Definirle sudate è forse eccessivo, ma sono comunque faticose. Sono gli indici di una rivista, Il tramonto dell’Occidente. Il direttore ha deciso che tutto l’archivio deve essere reso accessibile su web entro un anno. Il tempo non è molto, e devo ancora identificare categorie e parole chiave per la catalogazione degli articoli.

Benedetto: Il tramonto dell’Occidente? Che titolo curioso. Continua la lettura di Il declino dell’occidente

Dire la verità

Comunicare significa condividere informazioni, legare o costruire insieme conoscenze.
Questa bellissima attività, alla quale l’uomo dedica una buona parte della propria esistenza, avviene esclusivamente attraverso il linguaggio. È tuttavia un errore concludere che il linguaggio serva principalmente o esclusivamente per comunicare, sono molti i fenomeni linguistici poco o per nulla comunicativi: per dirla in poche parole, dal momento che non solo i matti parlano da soli, il linguaggio non serve solo a comunicare.

Se la sua funzione essenziale non è comunicare, a cosa serve il linguaggio?
Una prima e poco soddisfacente risposta è: non serve a nulla, non ha uno scopo preciso. Si tratta semplicemente di un accidente, è il frutto del caso o dell’evoluzione: le ciliegie sono rosse, i cani scodinzolano e l’uomo parla. Continua la lettura di Dire la verità

Lettere sulla sabbia

In una comunicazione, così insegnano i manuali, è possibile identificare alcune componenti, generalmente l’emittente, il ricevente, il codice, il canale e, infine, il contenuto.
Emittente e ricevente non sono concetti problematici: il primo è la fonte del messaggio, l’autore, lo scrittore mentre il secondo è il destinatario, il lettore, l’ascoltatore. Con codice si intende un insieme di simboli e di regole per la loro manipolazione, ad esempio l’alfabeto latino e la grammatica italiana: anche qui nulla di complicato, almeno apparentemente. Il canale è invece il mezzo fisico grazie al quale ha luogo la comunicazione: l’aria, nel caso due persone si parlino, carta e inchiostro nel caso di scrivano, bit nel caso si spediscano email. Il contenuto è, infine, l’oggetto della comunicazione. Continua la lettura di Lettere sulla sabbia

Civiltà della carta

Difficile dire con esattezza che cosa, della nostra strana civiltà occidentale di inizio millennio, colpirà un eventuale storico di una altrettanto eventuale civiltà futura.
Forse il futuro studioso del proprio passato, ossia il nostro presente, sarà stupito dalla quantità di informazioni che avrà a sua disposizione. Se i suoi colleghi storici hanno il problema di cercare informazioni, lo studioso di questo scorcio di inizio millennio avrà il problema di selezionare. Continua la lettura di Civiltà della carta

Raccontare se stessi

Raccontare la propria vita, scrivere una autobiografia, spiegare se stessi.
Può sembrare facile, ma in realtà è un compito difficile. Lo scopo dovrebbe essere raccontarsi agli altri, in modo che gli altri ci conoscano.

La prima difficoltà è appunto quella della conoscenza: conosciamo gli altri, li frequentiamo, ma non frequentiamo noi stessi, noi siamo noi stessi. Conoscere se stessi non è difficile, è semplicemente impossibile. E forse è anche pericoloso: per riprendere André Gide, il bruco che cercasse di conoscere se stesso non diventerebbe mai una farfalla. Continua la lettura di Raccontare se stessi

Dove bisogna leggere?

Riprendiamo l’analisi del saggio di Ferraris Dove sei? Ontologia del telefonino.

Se la prima obiezione al testualismo debole di Ferraris riguardava la mancanza di iscrizioni, la seconda prende in esame il caso opposto: più iscrizioni concomitanti e in contrasto tra loro.
Riprendendo uno degli esempi di Ferraris: che cos’è la squadra di calcio della Fiorentina? Continua la lettura di Dove bisogna leggere?

Dov’è scritto?

Primo appunto al testualismo debole di Ferraris: non sempre vengono effettuate iscrizioni su carta o su memoria magnetica. Molte promesse e pagamenti avvengono oralmente, magari in assenza di testimoni. Dov’è l’iscrizione in questi casi?
Per Ferraris la promessa è registrata nelle cellule cerebrali dei soggetti coinvolti. La mente è una tabula, un libro in grado di accogliere iscrizioni e di conservarle per un po’ (p. 106). Quella della tabula non è solo una metafora, bensì un trascendentale. In altre parole: non è tanto il linguaggio che permette di descrivere la mente come tabula, quanto l’essere tabula della mente che permette il linguaggio e la conoscenza (p. 123). Più che una scrittura vera e propria, è una archiscrittura. Continua la lettura di Dov’è scritto?

Testualismo debole

Ci son più cose in cielo e in terra che non sogni la tua filosofia: questo è forse il più efficace riassunto della seconda parte del saggio di Ferraris Dove sei? Ontologia del telefonino.
La filosofia è più povera del reale perché fatica a riconoscere l’esistenza e lo statuto degli oggetti sociali come promesse, obblighi, pagamenti eccetera: oggetti particolari, che non hanno una consistenza fisica precisa come sassi e automobili, ma che non sono neppure eterei come i sogni e, soprattutto, non dipendono dalla volontà. Continua la lettura di Testualismo debole

Scrivere per scrivere

Una delle tesi sviluppate da Ferraris in Dove sei? riguarda il rapporto tra scrittura e comunicazione.
Indubbiamente la scrittura serve a comunicare: una lettera, uno sms, un appunto lasciato al partner sul frigorifero sono indubbiamente tutte comunicazioni scritte. E tutte comunicazioni che potrebbero più o meno agevolmente avvenire oralmente: una telefonata, un messaggio sulla segreteria telefonica. Continua la lettura di Scrivere per scrivere

Relativamente parlando

L’uomo tende per sua natura alla conoscenza. L’uomo è alla ricerca della verità.
Queste due affermazioni, liberamente tratte dalla Metafisica di Aristotele ma presenti, esplicitamente o implicitamente, in praticamente tutti i testi di filosofia, indicano una tensione, una situazione instabile. Continua la lettura di Relativamente parlando