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Aperitivi filosofici

Un piccolo esperimento mentale: prendere i due termini della contrapposizione mente – corpo e provare a cortocircuitarli, immaginando le opere filosofiche come delle pietanze più o meno prelibate.
Dal metaforico cibo per la mente al letterale cibo per il palato: non è difficile vedere in un’opera di Nietzsche un piatto molto speziato e nella Critica della Ragion Pura di Kant un lungo e impegnativo banchetto ricco di portate. Un’opera filosofica banale e superficiale sarà uno scontato piatto di pasta in bianco, che per quanto buono possa essere non lascia alcun ricordo, altri libri ancora saranno piatti disgustosi, come una bistecca stopposa o una minestra rancida.

Questo esperimento mentale può risultare utile per comprendere alcuni testi filosofici divulgativi: Il maiale che vuole essere mangiato di Julian Baggini, Il caso Wassermann e altri incidenti metafisici di Roberto Casati e Il lancio del nano di Armando Massarenti. Continua la lettura di Aperitivi filosofici

Il vuoto della democrazia

La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare.

Charles Bukowski, attribuito

Il cinismo di Bukowski è impressionante, tuttavia coglie un aspetto molto importante della democrazia: il voto.

Iniziamo con lo sgombrare il campo da un equivoco: il voto è condizione necessaria ma non sufficiente della democrazia. In altre parole, se non si organizzano votazioni possiamo tranquillamente affermare che non c’è democrazia, ma la presenza di votazioni non è sufficiente a farci dormire sonni tranquilli. Continua la lettura di Il vuoto della democrazia

Eclissi

Eclissi lunare (foto di Luc Viatour)

Credevo che l’aspetto interessante dell’eclisse fosse il lento scivolare dell’ombra della terra sulla luna, la possibilità di seguire la traccia nel cielo di un fascio di luce nera proiettato da un faro negativo. Questa attesa si è certo realizzata: puntuale il cono d’ombra della terra ha dapprima smorzato e poi spento del tutto lo splendore della luna. Ma a questo punto, durante la fase di eclisse totale, ho avuto – si perdoni il leggero paradosso – un’illuminazione.
Per la prima volta ho visto la luna per quello che è veramente, e qui lo voglio scrivere. La luna è un sasso tenebroso piuttosto cospicuo che se ne sta a una certa distanza sopra la mia testa e stranamente non mi cade addosso. Naturalmente conoscevo le leggi che la tengono ben salda in orbita, ma i miei occhi, non abituati a vedere pietre sospese nel cielo, non volevano sentire ragioni. Come del resto era sfuggita ai miei occhi l’idea, peraltro a me perfettamente nota, che la luna sia un grosso sasso scuro: si solito la luce diafana della superficie lunare regala l’illusione di una lanterna delicata e leggera.

Roberto Casati, La scoperta dell’ombra, Milano, A. Mondadori, 2000, pagg. 4-5

Sabato 3 marzo sarà visibile una eclissi lunare totale. L’ingresso nel cono d’ombra avverrà alle 21:30, mentre l’eclissi vera e propria inizierà alle 22:43.

(Foto di Luc Viatour)

L’essere del nulla: dai pacs ai dico

Una riflessione filosofica sulla recente legge italiana sulle unioni civili.

Premessa prima: un abbozzo di ontologia sociale

L’ontologia è quella disciplina filosofica che si occupa di descrivere come esiste ciò che esiste, lasciando da parte la questione su come conosciamo ciò che esiste, domanda riservata alla gnoseologia.
Dal momento che, oltre a oggetti materiali come sassi e case, esistono cose come i governi e i contratti di affitto, occorre studiare anche l’esistenza di questi strani oggetti sociali: di questo si occupa l’ontologia sociale.

Ebbene, come esiste un oggetto sociale, ad esempio un contratto di affitto? È ovvio che la sua esistenza è in un certo qual modo separata da quella dell’edificio: i danni alla costruzione provocati, ad esempio, da un incendio non equivalgono a danni al contratto, e anche in caso di completa distruzione dell’immobile il contratto, semplicemente, è da considerare rescisso, non distrutto.
Secondo Maurizio Ferraris l’esistenza degli oggetti sociali è determinata dall’esistenza di registrazioni: è il testualismo debole, gli oggetti sociali esistono all’interno di un testo. Semplificando, il contratto di affitto esiste perché esistono i notai. Continua la lettura di L’essere del nulla: dai pacs ai dico

L’ombra della luce

Se la luce è lo strumento della visione, l’ombra sarà il suo grande antagonista. Ci si nasconde nell’ombra perché nell’oscurità lo sguardo non penetra. Ma è anche vero che la vista non può fare a meno dell’ombra: l’informazione contenuta nell’ombra è un ausilio fondamentale per la visione. L’evoluzione ha tenuto conto di un mondo pieno di ombre e ha selezionato i sistemi biologici adattandoli alle differenze di oscurità.

Roberto Casati, La scoperta dell’ombra, Milano, A. Mondadori, 2000, pag. 8

Proviamo a riscrivere l’ultima frase:

Il buon Dio, nella sua infinita provvidenza, ha tenuto conto di un mondo pieno di ombre e ha creato i sistemi biologici adattandoli alle differenze di oscurità.

Oppure, più semplicemente:

Il mondo è pieno di ombre e i sistemi biologici sono sensibili alle differenze di oscurità.

Cosa cambia tra le tre versioni? Per il discorso del libro di Casati, che descrive come conosciamo le ombre e come conosciamo attraverso le ombre, praticamente nulla: per questi discorsi non ha importanza sapere se la causa di un fenomeno è il buon Dio oppure l’evoluzione, ma importa che il fenomeno ci sia e, soprattutto, che si sia in grado di descriverlo correttamente.