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Sempre la solita barzelletta

Barzelletta del 1654, riportata in Tutta un’altra storia di Giovanni Dall’Orto:

Un confessore diceva a un buggerone [sodomita attivo]: “Oh, questo è peccato contra natura”. “Oibò padre”, disse l’altro, “m’è naturalissimo a me”.

Ora, anche tenendo conto che è una barzelletta – e che quindi gioca su un assurdo –, è interessante che, quattro secoli dopo, si sia ancora qui a discutere della naturalità dell’orientamento sessuale di una persona.
Segno, mi pare, che la questione, messa nei termini di “secondo natura” e “contro natura”,  sia mal posta: un vicolo cieco, un modo per non andare avanti ma rimanere sul posto. Il che forse è quello che alcuni vogliono: far arenare il dibattito, senza neanche la consolazione del mezzo sorriso che la barzelletta può strappare.

Ridicoli meccanismi

In questa interessante conferenza, il matematico Steven Strogatz spiega perché le cose, in natura, tendono a sincronizzarsi:

(Per i sottotitoli, al momento disponibili solo in inglese, è necessario vedere il filmato direttamente sul sito).

Tra i vari esempi, due in particolare mi hanno colpito. Continua la lettura di Ridicoli meccanismi

Lo sberleffo sprecato

Mario Iannaccone, che è un collaboratore del CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, scrive su Avvenire una feroce critica agli atei sghignazzanti, ad esempio Odifreddi e Giorello.
La tesi è molto semplice:

Chi difende le ragioni di un mondo senza Dio va rispettato, e letto, anche perché è necessario alla fede. Ma gli argomenti dell’ateismo possono arricchire la vita culturale soltanto se sorretti da un’alta tensione intellettuale. La freddura, lo sghignazzo così come l’invettiva che confonde fanatismo con religione sono indegni di intellettuali che hanno responsabilità nei confronti dell’opinione pubblica che li vede apparire, spesso suo malgrado, su ogni schermo e pagine di giornale.

Per Iannaccone la risata è indegna: gli intellettuali, e in generale chi ha delle “responsabilità nei confronti dell’opinione pubblica”, non dovrebbero ridere, o almeno non dovrebbe far ridere.
Le risate non sono degne di attenzione. Se una persona fa una battuta, usa l’ironia, non ascoltatelo: quello che dice non è interessante.

Non ho semplicemente voglia di commentare quanto una simile concezione del comico sia meschina e, questa sì, davvero indegna di un intellettuale o presunto tale.

Barzellette

Questo libro cambierà la vostra vitaLillo e Greg hanno appena pubblicato Questo libro cambierà la vostra vita – 365 idee per un’autodistruzione consapevole (Rizzoli 2007). Come scrive Sergio Valzina, direttore di Radio 2 e Radio 3 (hanno lo stesso direttore?), l’affiatato duo comico frequenta «una regione nella quale si incontrano pochi italiani, quella del nonsense». Continua la lettura di Barzellette

Risate sottosopra

Nel 1940 uscì nelle sale Il grande dittatore di Charlie Chaplin.
Il film è una grandiosa dimostrazione del potere del comico: la retorica fascista di Mussolini e Hitler viene smascherata con estrema abilità, mostrandone la inconsistenza.
Adenoid Hynkel che sbraita parole senza senso terrorizzando i microfoni ridicolizza i discorsi di Adolf Hitler, insinuando il sospetto che anche i suoi discorsi siano privi di senso e, soprattutto, che chi si lascia incantare dalle sue parole sia stupido quanto un microfono. Continua la lettura di Risate sottosopra

Una risata vi diverità

Il 26 febbraio 2005 si è svolto alla libreria Feltrinelli di Napoli un interessante incontro con Daniele Luttazzi su Woody Allen e sulla differenza tra comico, umoristico e spiritoso.

Se per voi questi tre termini sono sinonimi, allora conviene ascoltare quanto ha raccontato Luttazzi: la registrazione (purtroppo di non ottima qualità) è disponibile sul blog del popolare comicoo.