Archivi tag: Riduzionismo

Di pistoni e di neuroni

Marco Ferrari si dichiara perplesso a due affermazioni in contrasto.

La prima viene dal recente saggio di Vittorio Girotto, Telmo Pievani e Giorgio Vallortigara Nati per credere (Codice edizioni):

Noi personalmente, autori di questo libretto, riteniamo che l’idea che la vita mentale sia qualcosa di diverso dall’attività materiale del cervello sia sbagliata.

La seconda affermazione, invece, proviene da un breve articolo di Giorgio Israel:

Difatti, se egli ha ragione di dire che è corretto cercare spiegazioni razionali e non rifugiarsi nelle superstizioni, è difficile sostenere che la fisica, la chimica e la biologia bastino: anche la mente umana ha la sua parte ed è avventato dare per scontato che tutto si riduca a una faccenda di atomi o di reazioni chimiche.

A chi credere? si chiede, giustamente, Marco Ferrari. Continua la lettura di Di pistoni e di neuroni

Emergenze riduzioniste

Massimo Pigliucci, a proposito di un testo di Stuart Kauffman, illustra due distinzioni molto interessanti, distinzioni che è bene tenere ben presenti nei dibattiti su riduzionismo, emergenza,1 materialismo e via discorrendo. Continua la lettura di Emergenze riduzioniste

  1. Emergenza nel senso di qualcosa di nuovo che emerge da un livello più semplice. []

Provaci ancora, Christoph

Il cardinale di Vienna Christoph Schönborn, durante una conferenza (segnalata e analizzata in dettaglio da Marco Ferrari), ha proposto una interessante confutazione del materialismo:

Soltanto gli esseri umani esercitano responsabilità e sono chiamati a render conto del loro operato (al più tardi nel giudizio universale). La quotidianità è una confutazione costante del materialismo. In economia ad esempio sono chiamato a rispondere del mio operato. Le api e le formiche fanno delle cose inverosimili, ma il loro comportamento è guidato dall’istinto, per cui non sono responsabili dei loro errori. Soltanto gli esseri liberi sono responsabili dei loro errori. Benché la vita quotidiana confuti continuamente la visione materialistica, anche persone molto intelligenti incappano in quest’errore.

Così come viene descritta da Schönborn, la vita quotidiana, più che il materialismo, confuta il determinismo, che può certamente essere determinismo materialista, ma anche divino: se Dio è onnisciente e onnipotente, che ne è della libertà e della responsabilità degli uomini?
La vita quotidiana confuta, oltre al materialismo, anche l’esistenza di Dio? Continua la lettura di Provaci ancora, Christoph

Mente, corpo, iperuranio

Un riduzionista vuole ridurre la mente al cervello, crede che sia possibile spiegare i fenomeno mentali (e immagino anche quelli sociali) solo a partire dagli eventi cerebrali.

Il contrario di questa posizione è ancora un riduzionismo:

[C]onsidero contraddittorio ridurre il pensiero – la realtà psichica – a cosa non più riducibile a elementi materiali.

L’autore di questa affermazione è Malvino. Per essere uno che voleva liberarsi della filosofia, se la cava davvero bene:

Diciamo, piuttosto, che gli elementi materiali permangono, sono attivi, attuano il controllo: nessun pensiero permane se si inceneriscono gli elementi materiali, a meno di non voler immaginare che in questo caso il pensiero salga verso l’Iperuranio. Ma vi rammento che l’Iperuranio non c’è più, se c’è mai stato.

Sottoscrivo pienamente.

Illimitati fuochi

Lunga discussione sull’anima e la sua immortalità: Azioneparallela, Malvino, Far finta di essere sani, di nuovo Azioneparallela, Lo Straniero di Elea, di nuovo Far finta di essere sani e di nuovo Malvino.

Due le questioni sul tavolo: l’anima è immortale? esiste l’anima?
Rapsodico contributo alla discussione.

Eternità dell’anima

Tesi.
L’anima è eterna, qualunque cosa essa sia.

Dimostrazione.
Limite Un essere vivente possiede l’anima, un essere non più vivente no.
La morte è il momento di passaggio dalla vita alla non vita, dal corpo al cadavere, dalla presenza all’assenza dell’anima. Indichiamo con D questo momento e chiediamoci: in D l’anima esiste? Vi sono unicamente due possibili risposte: o l’anima è presente, oppure non lo è.
Se in D l’anima è presente, allora D non è il momento del passaggio dalla vita alla morte. Prendiamo un momento successivo a D, che indicheremo con M, nel quale l’anima è assente, e indichiamo con V il momento D.
Se in D l’anima non è presente, allora D non è il momento del passaggio dalla vita alla morte. Prendiamo un momento precedente a D, che indicheremo con V, nel quale l’anima è presente, e indichiamo con M il momento D.
Comunque siano andate le cose, il momento D non era il momento cercato. Il momento D corretto, che possiamo indicare con D1 è situato nell’intervallo VM. Identifichiamo questo momento con un qualsiasi calcolo aritmetico, ad esempio (V+M)/2, e chiediamoci: in D1 l’anima esite?
Ripetendo il ragionamento di prima, si possono identificare due momenti V1 e M1, dai quali si otterrà un momento D2, dal quale si identificheranno due momenti V2 e M2 e così via all’infinito.

Si è così dimostrato che l’anima è, in quanto illimitata, eterna.

Esistenza dell’anima

Flogisto (materiale infiammabile)Prima dei meritevoli lavori di Lavoisier, la combustione veniva spiegata tramite il flogisto, una misteriosa sostanza presente nei materiali infiammabili e assente in quelli non infiammabili.
Il legno e il carbone sono ricchi di flogisto, mentre la cenere ne è priva; il fuoco è il passaggio del flogisto dall’interno all’esterno di un corpo.
Oggi sappiamo che il flogisto non esiste: la cenere ha la stessa massa del legno di origine, quindi vi è stata semplicemente una trasformazione della materia, non è fuoriuscita alcuna sostanza misteriosa. In natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.

L’anima può essere come il flogisto, un qualcosa di misterioso del quale postuliamo l’esistenza perché ancora stiamo aspettando un Lavoisier dei neuroni?
Molto probabilmente sì.

Però la teoria del flogisto è corretta.
Lavoisier ha infatti dimostrato che il flogisto non è una sostanza, non che esso non esista o che il carbone equivalga alla cenere. Se prendiamo “flogisto” come sinonimo di “materiale infiammabile”, scopriamo che sono in molti a sostenere la sua esistenza, lasciando perdere le trasformazioni della materia di Lavoisier.
Sulle cisterne che contengono benzina è raffigurata una fiamma (in latino flogisto), non lo schema di una reazione chimica, che nessuno capirebbe.

L’anima esiste, infatti io sono vivo e raziocinante, un abete è vivo ma privo di ragione, un pezzo di quarzo non è neppure vivo.
Molto probabilmente qualcuno, un giorno, riuscirà a spiegare i complicati processi che distinguono un uomo da un abete e questi ultimi da un minerale. Dubito tuttavia che le sue scoperte serviranno per decidere se intavolare una discussione filosofica con un abete o una persona.

Uomini di buona espressione

Sul sito Psicocafè è possibile leggere un bellissimo articolo sulle ricerche di Paul Ekman sulle espressioni umane: Le microespressioni, la verità e la menzogna.

Queste, in breve, le scoperte di Ekman, rimandando all’articolo di Giulietta De Santis per ulteriori dettagli.
Le espressioni umane sono universali: tutte le persone studiate da Ekman comprendono e usano le stesse espressioni facciali.
Anche i mentitori più abili tradiscono i propri sentimenti: è infatti sempre possibile identificare le microespressioni: dei cambiamenti involontari dell’espressione che durano anche meno di mezzo secondo. Continua la lettura di Uomini di buona espressione

Uomini e macchine

Giorgio Israel al meeting di CLGiorgio Israel è professore ordinario presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Roma “La Sapienza” non chè direttore del Centro di Ricerche in Metodologia della Scienza nella stessa università.
Sul suo blog ha pubblicato l’intervento tenuto al Meeting di Comunione e Liberazione, nel quale paragona senza tanti problemi le biotecnologie non alla eugenetica nazista, che evidentemente gli pareva troppo poco, ma addirittura allo sterminio di massa praticato da Hitler:

Perché si dice tanto spesso che le biotecnologie contemporanee hanno un carattere disumano e addirittura si evoca il nazismo in relazione ad esse? Non è forse esagerato accostare pratiche che hanno come scopo dichiarato la felicità dell’uomo con le pratiche dello sterminio di massa? È vero, c’è un tratto di collegamento tra queste due pratiche.

Leo Strauss, negli anni ’50, ha introdotto il termine reductio ad Hitlerum per indicare i ragionamenti della forma “Hitler ha sostenuto e appoggiato X, quindi X è sbagliato e cattivo”. L’argomento è fallace per il semplice fatto che Hitler è cattivo perché ha fatto cose cattive, non il contrario, e anche perché, nella sua vita, il dittatore nazista ha fatto molte cose innocenti, come dipingere e possedere cani.
Israel, da buon matematico quale è, non si limita ovviamente ad accostare biotecnologie e sterminio nazista, ma argomenta le, secondo lui pericolose, similitudini. Continua la lettura di Uomini e macchine

Sul riduzionismo

Cosa è il riduzionismo?
In generale, è il ridurre, ossia il ricondurre, un evento ad altri eventi ritenuti primitivi o fondamentali.
In questa accezione generale, essere riduzionisti non significa praticamente nulla: è necessario specificare quali eventi si cerca di ridurre, ed eventualmente perché.

Per i filosofi della mente, essere riduzionisti significa voler ridurre gli eventi mentali ad altri eventi che mentali non sono, ad esempio scariche elettriche tra neuroni. Banalizzando, per un riduzionista un pensiero non è altro che un evento cerebrale.
Per un antiriduzionista, o irriducibilista, questa identificazione non è possibile: gli eventi psichici non possono esaurirsi in eventi fisici, in quanto sono qualcosa di radicalmente diverso. Sempre banalizzando, per un antiriduzionista il pensiero è qualcosa di più di un evento cerebrale, o comunque qualcosa di diverso. Continua la lettura di Sul riduzionismo