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Etica del voto (o del perché Beppe Grillo è un pericolo populista)

Come ha notato .mau., l’espressione “voto utile” si è diffusa un po’ in tutti gli schieramenti politici. Chi invece non è interessato a far votare le persone o è interessato a non farle votare – insomma, anarchici e libertari – parla spesso di “voto inutile”: votazioni ed elezioni non servirebbero a nulla, tanto sono infime le probabilità che la mia decisione influenzi il risultato finale. E anche se influenzasse l’esito delle elezioni, le differenze tra i vari partiti e schieramenti sono talmente evanescenti che cambierebbe veramente poco. Continua la lettura di Etica del voto (o del perché Beppe Grillo è un pericolo populista)

Metaindignazione

C’è polemica, nelle terre ticinesi, per una copertina del quindicinale satirico Il Diavolo giudicata sessista. Le volgarità del quindicinale vengono associate alle volgarità del settimanale della Lega dei Ticinesi Il mattino della domenica.
Il dibattito, tra un’intervista e un editoriale, oltre ad affrontare il solito problema della definizione di satira ricalca il seguente schema; “Se ti scandalizzi per il primo allora devi scandalizzarti anche per il secondo”; “Non è vero, il contesto è diverso, sei tu che ti scandalizzi per il secondo e non per il primo”; “Il contesto non conta, devi indignarti”; e così via.1 Che è lo stesso schema che mi sembra di vedere, questa volta nelle terre italiche, per quanto riguarda le battute sessiste di Berlusconi e quelle di alcuni comici.

Insomma, a indignare non è la volgarità, ma il fatto che altri non si indignino. Una metaindignazione che mi lascia il sospetto che delle volgarità non gliene freghi niente a nessuno.

  1. Il contesto, comunque, conta; potrebbe non essere dirimente nel caso specifico, ma conta. []

La Svizzera sapeva

Agosto 1942, il Consiglio federale svizzero decise, tramite un decreto, di eseguire un maggior numero di rinvii di profughi civili stranieri: in altre parole, di chiudere le frontiere a chi cercava rifugio in Svizzera, anche se in pericolo di morte.
Particolarmente significativa la testimonianza di Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz che nel dicembre del 43 tentò di passare il confine:

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La reputazione non è una cosa che un individuo possiede

Leggo su LibertariaNation:

[Secondo me e secondo Rothbard] la reputazione non è una cosa che un individuo possiede perché è un pensiero che tutti gli altri si formano sull’individuo in questione. Non puoi entrare nella testa delle persone e costringerle a pensare bene di te. Tu non possiedi la tua reputazione, sono le tue azioni che formano una reputazione di te da parte degli altri.[…] Quindi chiedere danni a terzi per un danno di reputazione lo trovo assurdo.

Non capisco se qui si assume la veridicità delle cose dette o se il ragionamento vale anche nel caso uno affermi il falso.1 In ogni caso, mi sembra un approccio interessante: onore e reputazione sono cose “possedute” dagli altri, non dal diretto interessato. Continua la lettura di La reputazione non è una cosa che un individuo possiede

  1. In quest’ultimo caso: Rothbard e l’autore del post su LibertariaNation trascorrono il proprio tempo libero a torturare creature innocenti come passerotti, criceti ed economisti keynesiani. Nessuno dei due può lamentarsi, perché non possiedono la propria reputazione danneggiata da queste falsità (essendo morto da una ventina d’anni, credo ci siano anche altri motivi per cui Rothbard non si lamenterà). []

Sventurata la terra che ha bisogno di emozioni

«La vera politica invece è come il vero amore: spesso si nasconde». Le parole sono importanti. La vera politica, il vero amore, perché nella vita c’è il vero e c’è il falso, l’autentico e il sofisticato, il puro è l’impuro. La vera politica e il vero amore si nascondono, trovarle richiede impegno, ma il valore della ricompensa vale l’impresa.

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Centoquaranta caratteri, o del perché nella vita ci vogliono dei limiti

Twitter impone, per i suoi tweet, la lunghezza massima di 140 caratteri; Facebook, invece, non ha limiti.
Benché spesso sia difficile restare sotto i 140 caratteri, credo che il limite imposto da Twitter costringa a una maggior cura del testo – e delle idee, per quanto ciò non sia necessariamente vero – rispetto a Facebook. Continua la lettura di Centoquaranta caratteri, o del perché nella vita ci vogliono dei limiti

Cattiva divulgazione scientifica

Sto cercando di raccapezzarmi un po’ sulla condanna ai membri della Commissione grandi rischi per il terremoto dell’Aquila.
Se ho capito bene – ed è un grosso se –, la condanna non riguarda il non aver previsto il terremoto, ma l’errata comunicazione dei rischi. Insomma, di fatto è una condanna per cattiva divulgazione scientifica.

La cattiva divulgazione in generale e quella scientifica in particolare è un male, penso che si sia tutti d’accordo su questo. Non credo tuttavia che sei anni di carcere siano un sistema efficace per evitare il ripetersi di simili errori.

Aggiornamento

Di seguito alcuni articoli che ho letto e che ho trovato interessanti:

Bloccare il treno per protestare contro l’autostrada

No-Tav a Lugano

Azione contro il TAV e il raddoppio del Gottardo a Lugano.

Oggi una cinquantina di attivisti NoTav hanno bloccato per circa dieci minuti due treni internazionali provenienti da Milano in direzione Zurigo.
Un’azione dimostrativa per unire le lotte contro le grandi opere, in solidarietà con i prigionieri no-tav e la ValSusa.

Fonte: indymedia

Apprezzo Tav al maschile (trattandosi di treno ad alta velocità, il femminile  non si capisce da dove salti fuori); un po’ meno i NoTav della prima riga che diventano no-tav nella seconda.
Quello che proprio non capisco è perché bloccare due treni Milano-Zurigo1 per protestare contro la costruzione della Torino-Lione e il raddoppio della galleria autostradale del Gottardo.

Essendo completamente ignorante in fatto di proteste, rimango a disposizione per eventuali spiegazioni.

  1. La foto mostra un ICN, che non mi sembra faccia servizio in Italia: verosimilmente il treno è partito da Chiasso o da Lugano []

A proposito di un editoriale

Non leggo abitualmente Linkiesta. Tuttavia spesso qualcuno segnala un articolo apparso su questa testata, e così mi capita abbastanza regolarmente di leggere un loro testo o almeno qualche brano citato da chi ha fatto la segnalazione.

Giusto ieri qualcuno, non ricordo chi, ha segnalato un articolo, che poi ho scoperto essere un editoriale firmato da Jacopo Tondelli, il direttore responsabile. Continua la lettura di A proposito di un editoriale