Stranamente su questa teoria son d’accordo col Papa

Sua santità Benedetto XVI, durante l’Incontro con le autorità e il corpo diplomatico di Vienna (7 settembre 2007) ha dichiarato:

Una grande preoccupazione costituisce per me anche il dibattito sul cosiddetto “attivo aiuto a morire”. C’è da temere che un giorno possa essere esercitata una pressione non dichiarata o anche esplicita sulle persone gravemente malate o anziane, perché chiedano la morte o se la diano da sé.

Come cantava Giorgio Gaber (Il corrotto), «stranamente su questa teoria son d’accordo col Papa». La preoccupazione di Joseph Ratzinger è condivisibile: chi crede nella libertà, ossia nella autodeterminazione delle persone, deve prestare particolare attenzione alle pressioni che, se particolarmente invasive, possono di fatto costituire una limitazione della libertà individuale. Continua a leggere Stranamente su questa teoria son d’accordo col Papa

Una artificiosa barriera

La ricerca scientifica va giustamente incoraggiata e promossa sempre che non avvenga a scapito di altri esseri umani la cui dignità è intangibile fin dai primi stadi dell’esistenza.

Così Benedetto XVI nel suo saluto a un congresso romano sulle cellule staminali adulte. Ne parla, ovviamente su Avvenire, Carlo Bellieni, che così riassume il ruolo del netto limite tracciato dal Papa:

Il limite alla ricerca infatti non è un’artificiosa barriera ma l’argine che il fiume costruisce per poter marciare sereno e portare lontano le sue acque.

La metafora usata da Bellieni è bella, ma non se ne capisce l’utilità. Il limite tracciato da Benedetto XVI è la dignità umana: anche se fosse un artificioso argine che rallenta l’avanzare della conoscenza scientifica, sarebbe comunque giusto costruire questo argine.
Questo precisare che i limiti non costituiscono un vero ostacolo, ma anzi possono diventare una preziosa opportunità, è inutile. È come se dicessero: non sparare alle persone perché le uccidiamo, e comunque sparando alle persone si rischia di diventare sordi per il rumore…

Nota marginale vagamente più seria: va bene la dignità, ma come stabilire quando questa dignità viene violata? È il soggetto presunto violato a poterlo stabilire?

Un pensiero particolare

Aioros propone il dialogo ideale tra Benedetto XVI e Lula:

Papa: – E la famiglia?
Lula: – Bene, grazie.

In effetti, a Joseph Ratzinger interessano anche le famiglie concrete e particolari oppure solo quella universale e naturale fondamento della società?

(Su un tema simile, anche Yoshi)

Limite di ragionevolezza

Nel 1941 Albert Einstein partecipò ad un convegno su scienza, filosofia e religione nel loro rapporto con la democrazia. Secondo il grande scienziato, scienza e religione hanno campi (realms) nettamente distinti, tuttavia esistono forti relazioni e, soprattutto, reciproche dipendenze: la religione deve imparare dalla scienza, ma la scienza non vi sarebbe se gli scienziati non fossero mossi da una sorta di sentimento religioso.
Nel corso della sua relazione, il cui testo è stato successivamente pubblicato in Ideas and Opinions ed è disponibile su Internet Sacred Text Archive, Einstein riassunse il suo pensiero con una immagine:

La scienza senza religione è zoppa e la religione senza scienza è cieca.

Questa affermazione ricalca una celebre frase di Kant nella quale, però, non vi erano scienza e religione bensì sensibilità e intelletto, e quest’ultima era vuota, non semplicemente zoppa.
La posizione di Kant sul rapporto tra religione e scienza era infatti ben diversa da quella di Einstein: la religione viene di fatto “ridotta” alla moralità razionalmente indagata.
Se prendiamo Einstein e Kant come due estremi della riflessione sui rapporti tra fede e ragione, non ci sono dubbi: Joseph Ratzinger è sicuramente più vicino al primo che al secondo.

Non mi risultano pubblici apprezzamenti della posizione di Einstein, però Benedetto XVI ha in più occasioni criticato la concezione kantiana della religione, ad esempio nel Discorso ai Membri della Curia e della Prelatura Romana per la presentazione degli auguri natalizi del 2005, quando cita esplicitamente Kant come momento di totale rottura del rapporto tra Chiesa ed età moderna (per un paragone: il processo a Galileo, conclusosi con l’abiura, è stato semplicemente “un inizio molto problematico”).

Dal momento che Ratzinger viene spesso chiamato “il papa teologo”, studiare più da vicino le sue idee non può che essere interessante. Continua a leggere Limite di ragionevolezza

Una realtà che supera ogni comprensione umana

Inizio con una confessione: non ho letto la Esortazione Apostolica Post-sinodale Sacramentum Caritatis del Santo Padre Benedetto XVI all’episcopato, al clero alle persone consacrate e ai fedeli laici sull’eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della chiesa, per il semplice motivo che il testo sembra essere ancora più lungo e noioso del titolo. Questa non è una critica, per quanto si potrebbe obiettare che una esortazione, per sua natura, dovrebbe esortare, ossia convincere delle persone, e un testo di 196291 battute (le ha contate il sempre attento Malvino) non è proprio il massimo per convincere le persone.

Non ho letto tutto il testo, sono andato direttamente alle parti più citate e interessanti. Il Papa desidera che venga «valorizzato il canto gregoriano» (§42), riconferma, anche se con alcune cautele, «la prassi della chiesa di non ammettere ai Sacramenti i divorziati risposati» (§29), raccomanda che «per meglio esprimere l’unità e l’universalità della Chiesa […] è bene che [le] celebrazioni siano in lingua latina», escludendo ovviamente l’omelia, le letture e la preghiera dei fedeli (§62). Il tutto, come ripetuto più volte, nello spirito del Concilio Vaticano II. Continua a leggere Una realtà che supera ogni comprensione umana

L’essere del nulla: dai pacs ai dico

Una riflessione filosofica sulla recente legge italiana sulle unioni civili.

Premessa prima: un abbozzo di ontologia sociale

L’ontologia è quella disciplina filosofica che si occupa di descrivere come esiste ciò che esiste, lasciando da parte la questione su come conosciamo ciò che esiste, domanda riservata alla gnoseologia.
Dal momento che, oltre a oggetti materiali come sassi e case, esistono cose come i governi e i contratti di affitto, occorre studiare anche l’esistenza di questi strani oggetti sociali: di questo si occupa l’ontologia sociale.

Ebbene, come esiste un oggetto sociale, ad esempio un contratto di affitto? È ovvio che la sua esistenza è in un certo qual modo separata da quella dell’edificio: i danni alla costruzione provocati, ad esempio, da un incendio non equivalgono a danni al contratto, e anche in caso di completa distruzione dell’immobile il contratto, semplicemente, è da considerare rescisso, non distrutto.
Secondo Maurizio Ferraris l’esistenza degli oggetti sociali è determinata dall’esistenza di registrazioni: è il testualismo debole, gli oggetti sociali esistono all’interno di un testo. Semplificando, il contratto di affitto esiste perché esistono i notai. Continua a leggere L’essere del nulla: dai pacs ai dico

Après l’orage, l’éclaircie

Dopo la tempesta, la schiarita

Mustapha Chérif, filosofo algerino, ha così riassunto la visita del Papa in Turchia. (e io ho forse finalmente capito perché Benedetto XVI vi è andato, anche grazie anche a Marco).

Due i passaggi notevoli del testo di Chérif:

Le dialogue et la sagesse sont des chemins salutaires.

La vision de l’Islam au sujet du monde est totale. L’Islam est religion et monde, excluant toute forme de confusion et de totalitarisme. Le Pape a toujours critiqué les dérives déshumanisantes du laïcisme, produits de la séparation outrancière et de la marginalisation des valeurs spirituelles. l’Islam, n’ayant pas d’Eglise, soucieux de liberté responsable de chacun, et tenant à préserver la religion de toutes les formes d’exploitations, confie à l’Etat le soin de gérer les espaces et les questions communes, comme secteur public.