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Ho comprato due libri

L’altro giorno ero in libreria. E ho trovato due libri interessanti.

Il primo è pubblicato da Mondadori. E riporta sul retro, giusto sopra il codice ISBN, un logo “e book disponibile”.
È disponibile, ma se lo voglio lo devo pagare a parte. A prezzo pieno. L’edizione di carta costa 32 euro, quella digitale la metà; in totale 48 euro, ma onestamente chi se li prende tutti e due? Insomma, quel logo suona un po’ come un “esci dalla libreria e prenditi il libro online”.

L’editore del secondo libro è invece UTET. E sulla copertina c’è un bollino “e-book compreso nel prezzo”. Sono andato sul loro sito, mi sono registrato, ho selezionato il libro che ho comprato, ho inserito alcune parole per dimostrare di essere in possesso di quel libro (tipo “l’ultima parola della seconda riga di pagina 93”) e scaricato l’ebook, senza alcun lucchetto digitale, nel formato per Kindle.

Ora, forse la UTET sbaglia: per quanto non ci siano i costi di stampa e distribuzione, la creazione e la gestione di un documento digitale hanno un costo. Il sistema inoltre non è a prova di furbo: basta prendere il libro in prestito in biblioteca, scaricare l’ebook da cellulare mentre si è in libreria oppure, se si è fortunati, cercare la pagina nell’anteprima su Amazon o Google Books.
L’idea mi pare comunque valida: hai il libro cartaceo? Se me lo dimostri, puoi avere l’ebook a condizioni di favore – gratis, come fa per ora UTET, ma andrebbe bene anche a uno o due euro.

Mondadori, invece, fa solo venir voglia di scaricare illegalmente il loro ebook.

Il novello Principe

Per un altro verso, se è vero che in uno Stato democratico il pubblico vede il potere più che in uno Stato autocratico, è altrettanto vero che l’uso degli elaboratori elettronici, che si va estendendo e sempre piú si estenderà, per la memorizzazione delle schede personali di tutti i cittadini, permette e sempre piú permetterà ai detentori del potere di vedere il pubblico assai meglio che negli Stati del passato. Ciò che il novello Principe può venire a sapere dei propri soggetti è incomparabilmente superiore a ciò che poteva sapere dei suoi sudditi anche il monarca piú assoluto del passato.

Norberto Bobbio, 1981 (voce ‘Pubblico/privato’ nell’Enciclopedia Einaudi, ora in Stato, governo, società: Frammenti di un dizionario politico)

Certo, quello che Bobbio non poteva proprio prevedere era che i “novelli principi” non sarebbero stati governi di Stati sovrani, ma delle aziende private di nome Facebook e Google, e che le schede sarebbero state riempite di dati personali dai cittadini stessi; però l’idea che il passaggio citato sia stato scritto nel 1981 – quando i computer più avanzati erano fatti così – è comunque notevole.

Contronatura

Il concetto di software Open source non è dei più semplici da spiegare ai non addetti ai lavori: la maggior parte delle persone (giustamente) non ha la minima idea di come funzioni lo sviluppo del software e ignora che cosa siano il codice sorgente o una licenza GPL. I vantaggi del software Open source potrebbero inoltre continuare a sfuggire, anche una volta capita la differenza tra software libero e proprietario.

Questa circostanza deve aver posto qualche problema all’ufficio marketing (ammesso che ne esista uno) di Mozilla, i produttori di Firefox. Il fatto di essere Open source è sicuramente uno dei vantaggi di Firefox, ma come spiegarlo ai potenziali utilizzatori? La gratuità del software non basta (anche Internet Explorer è gratis), ed ecco quindi l’uovo di colombo:

Firefox: 100% software naturale

Se Firefox è naturale, Internet explorer e Safari sono contro natura?

Chi è l’autore

Source: WikipediaHo installato Zemanta, una estensione di Firefox che, grazie a misteriose procedure tecnologiche per me indistinguibili dalla magia, tra poco mi suggerirà come proseguire questo testo.
In pratica, basta iniziare a scrivere e, una volta raggiunta la soglia delle 300 battute (spazi esclusi), Zemanta analizzerà quanto scritto e mi proporrà alcuni articoli da citare, o da cui trarre ispirazione, oltre a qualche immagine da inserire.

A questo punto ci si potrebbe chiedere: chi è l’autore di questo testo? Il tizio che ha iniziato a scrivere l’articolo o il sistema automatico che l’ha aiutato a completarlo?
Ci si potrebbe porre una simile domanda, ma sarebbe una fesseria: vuoi per problemi di lingua (io scrivo in italiano, Zemanta suggerisce in inglese), vuoi perché il software è in versione alfa, non suggerisce niente di realmente interessante o pertinente, come potete giudicare dai link e dagli argomenti inseriti abbastanza a casaccio, per non parlare dell’immagine qui a lato.
Però Zemanta fa la sua scena, e me lo tengo installato.

Può anche funzionare da alibi: le cose interessanti e pertinenti le ho scritto io, le banalità e le castronerie le ha suggerite Zemanta.

 

 

Non conoscere la magia

Una tecnologia, per essere largamente diffusa, deve essere leggera, di facile utilizzo. Meglio ancora se è trasparente, ossia se l’utente non si accorge nemmeno di utilizzarla.
Una tecnologia pesante, ossia di difficile utilizzo, non potrà mai avere larga diffusione: rimarrà un affare per tecnici, per gente che studiato il funzionamento di quella tecnologia.
Il mondo dell’informatica fornisce ottimi esempi di questo principio. Collegare una stampante ad un computer e configurare quest’ultimo affinché riesca a gestirla era, fino a una decina di anni fa, una operazione abbastanza complicata, una tecnologia pesante; da alcuni anni è diventata una operazione relativamente semplice, tecnologia leggera; attualmente, perlomeno in alcuni casi, è sufficiente collegare la stampante al computer e si è subito in grado di stampare: tecnologia trasparente. Continua la lettura di Non conoscere la magia

L’utente esigente

Il computer, inteso come personal computer, dovrebbe essere un elettrodomestico come tanti altri: il suo luogo è quello dei frigoriferi e dei forni a microonde. Ovviamente il discorso non vale per l’utente professionale, che utilizza il computer per lavoro.
Per usare il frigorifero non è necessario studiare il manuale, non ci sono corsi per congelare i cibi, e similmente le lezioni che considerano i forni a microonde insegnano, in generale, a cucinare. Le persone utilizzano tranquillamente i forni, i frigoriferi, gli aspirapolvere, le lavatrici e così via senza grossi sforzi di apprendimento, senza difficoltà particolari. Continua la lettura di L’utente esigente

L’eternità. Informaticamente parlando

Il tempo è quel curioso fenomeno che trasforma ciò che c’è in ciò che non c’è più e ciò che non c’è ancora in ciò che c’è. Come con tutti i fenomeni naturali, l’uomo tenta di dominare e controllare anche lo scorrere del tempo; in particolare, cercando di prevedere, ed eventualmente modificare, quello che deve ancora essere e di decidere cosa fra ciò che è, deve continuare ad essere così come è anche in futuro.
È il secondo aspetto quello sul quale ci concentreremo in questa breve e parziale analisi della sfida dell’uomo con il tempo. Continua la lettura di L’eternità. Informaticamente parlando