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Uno strano segno

Filo spinato
Nell’estate del 2007 feci un bellissimo viaggio verso est: Polonia settentrionale, Lituania, Lettonia, Estonia e un pezzettino di Finlandia.

Nella mappa della guida turistica della Polonia era riportato molte, moltissime volte uno strano segno, simile a quello riportato qui in alto. Non capivo bene che cosa indicasse, ma non ci misi molto a capirlo e a visitare il vicino campo di Stutthof.
Sapere certe cose è un conto, vederle con i propri occhi, toccarle con le proprie mani, camminarci con i propri piedi… è un’altra cosa.

Un problema di identità

La difesa della razzaIl 6 ottobre 1938 il Gran Consiglio del Fascismo vota la Dichiarazione sulla razza.

Un aspetto interessante di questa dichiarazione è l’appartenenza alla razza ebraica:

Il Gran Consiglio del Fascismo, circa l’appartenenza o meno alla razza ebraica, stabilisce quanto segue:

  • è di razza ebraica colui che nasce da genitori entrambi ebrei;
  • è considerato di razza ebraica colui che nasce da padre ebreo e da madre di nazionalità straniera;
  • è considerato di razza ebraica colui che, pur essendo nato da un matrimonio misto, professa la religione ebraica;
  • non è considerato di razza ebraica colui che è nato da un matrimonio misto, qualora professi altra religione all’infuori della ebraica, alla data del 1° ottobre XVI.

La definizione fa acqua da tutte le parti: il figlio di padre ebreo e madre tedesca è ebreo, mentre il figlio di padre ebreo e madre italiana no, purché si sia ricordato di andare a messa il 1º ottobre. Non è chiaro cosa sia il figlio di madre ebrea e padre tedesco.

Sarà vero che, come recita il primo punto del Manifesto della razza, «le razze umane esistono», però si tratta di una esistenza decisamente curiosa, se basta una messa per cambiare le cose.

Conviene ricordare anche queste curiose torsioni logiche, perché una logica così bizantina, che oggi può quasi far sorridere, è stata alla base di orrori indicibili.

Storia

27 gennaio. Giornata della memoria.
Piccola citazione dedicata per chi è convinto che il presente è presente, il passato è passato e, soprattutto, gli errori non possono ripetersi.

Nessuna epoca può arrogarsi il diritto di erigersi a giudice delle epoche e delle generazioni che la precedono. In quanto giudici dovreste stare più in alto di chi giudicate; mentre siete solo venuti dopo. Gli ospiti che arrivano ultimi a tavola si devono accontentare degli ultimi posti, e voi volete avere i primi! Compite almeno qualche opera elevata e sublime. Forse vi si farà accomodare, anche se siete arrivati per ultimi.

Friedrich Nietzsche; Sull’utilità e il danno della storia per la vita (traduzione mia).

La giornata della memoria. Ma quale memoria?

Il 27 gennaio è, da alcuni anni a questa parte, la giornata della memoria. Una giornata dedicata al ricordo, all’inquietante e insopportabile ricordo dell’Olocausto.
Perché una giornata del ricordo? Quale tipo di ricordo si vuole celebrare con una giornata come questa? Continua la lettura di La giornata della memoria. Ma quale memoria?