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Una occasione sprecata

Il 10 settembre inizierà la fine del mondo: la terra verrà lentamente fagocitata da un buco nero creato dagli arroganti scienziati del CERN.

Quello che mi da veramente fastidio, di questa distruzione, è appunto la lentezza: se ho capito bene, il buco nero distruggerà la terra  in non meno di 20 anni.
Domenica 21 settembre sarò a Modena per il Festival di Filosofia.

Per colpa della pigrizia del buco nero, perderò l’occasione di diventare nulla per mano della tecnica ascoltando Emanuele Severino, che terrà la sua lezione magistrale alle 16:30. Un vero peccato.

Fermare il tempo

Sono il felice possessore di un orologio chiamato Tempi Moderni, i cui grossi ingranaggi citano Charlie Chaplin nel bel mezzo della libreria.

L’altro giorno uno dei libri è caduto bloccando il movimento delle ruote dentate.
Siccome nulla accade per caso, il volume che ha fermato il tempo è  il Poema sulla natura di Parmenide:

Parmenide

Resta solo un discorso della via:
che “è”. Su questa via ci sono segni indicatori
assai numerosi: che l’essere è ingenerato e imperituro,
infatti è un intero nel suo insieme, immobile e senza fine.
Né una volta era, Nè sarà, perché  ora insieme tutto quanto,
uno, continuo. Quale origine, infatti, cercherai di esso?

Severino ne sarebbe contento.

Relativamente alla pena di morte

Apprendo da formamentis di un notevole dibattito tra Emanuele Severino e Marco Pannella sulla pena di morte, in generale, e sull’esecuzione di Saddam Hussein in particolare.

Emanuele Severino è un filosofo e, da buon filosofo, «parla sempre di un altrove». Eppure nel dibattito, per quanto è lecito giudicare da un resoconto, sempre essere immensamente più pragmatico di Pannella. Se è lecito riassumere un riassunto, direi che quando Pannella parla di giustizia, Severino ribatte che la giustizia non esiste, esiste soltanto il giudizio della storia, e non è detto che questo giudizio si rivelerà, alla fine, contrario all’esecuzione del dittatore.
Chi parla qui di un altrove, Pannella o Severino? In altre parole, decisamente più filosofiche, il mondo è cosmo o caos?

Una delle migliori analisi sull’esecuzione di Saddam la propone Cantor: «un fallimento dell’Occidente sul cammino verso la diffusione delle democrazie, della libertà e della pacificazione del pianeta».
Il mondo è quindi caos. Pannella ci parla dunque di qualcosa che non esiste e non può esistere. Più che un relativista, come pare si sia definito, Pannella è un idealista. E Severino, ma non è una sorpresa curiosamente, un nichilista.

Tecnica e religione

La religione nell’era della tecnica: è questo il tema di una interessante puntata della trasmissione Fiumi dell’eden, con intervista ad Emanuele Severino ed Umberto Galimberti.
Entrambi gli autori sono convinti che la relazione tra tecnica e religione non possa che essere conflittuale, e che alla lunga il vincitore del conflitto non potrà che essere la tecnica, anche se al momento la religione, o meglio la religiosità, sembra avere una certa reviviscenza.
La religione è dunque destinata all’eclissi?
Può essere. Intanto nasce Googlism, o la Chiesa di Google (The Church of Google), con tanto di Sacre Scritture, gli irrinunciabili dieci comandamenti e, ovviamente, la dimostrazione che Dio esiste e si chiama Google.
È chiaramente uno scherzo. Però uno scherzo sul quale riflettere.

Ringrazio Fulvia Leopardi per la scoperta della Church of Google.

Severino, l’embrione e l’occidente

Emanuele Severino, Sull’embrione, Rizzoli, 2005.

Il primo dicembre del 2004 il Corriere della Sera pubblicò un articolo di Emanuele Severino intitolato La potenza e l’embrione: un intenso distillato di filosofia risultato indigesto a molti lettori, nonostante la bravura espositiva dell’autore.
Il corriere pubblicò altri interventi di Severino in risposta ad alcune critiche ed obiezioni. Gli articoli di Severino sono adesso pubblicati, insieme ad altri testi, in Sull’embrione (Rizzoli 2006), un agile libretto di un centinaio di pagine circa. Continua la lettura di Severino, l’embrione e l’occidente