Va bene, mi avete trovato

«Supponga che lei si sia sbagliato riguardo all’esistenza di Dio. Supponga che l’intera storia sia vera e che lei giunga ai cancelli del paradiso per venire ammesso da san Pietro. Avengo negato l’esistenza di Dio per tutta la vita, che cosa direbbe a… Lui?». Questa domanda venne posta a Bertrand Russell durante una cena della Voltaire Society1. Il filosofo rispose: «Bene, andrei da Lui e gli direi: ‘non ci hai dato sufficiente evidenza!’». Continua a leggere →

  1. Così riporta John Searle in Mente, linguaggio, società, Raffaello Cortina editore, 2000, p. 41. []

Quanto vale Dio?

Vaaal propone un interessante argomento a favore non dell’esistenza di Dio, ma del credere nella sua esistenza. Un ragionamento che ricorda molto la famosa scommessa di Pascal:

Ritengo possa essere corretto giudicare l’evento “Credere nell’esistenza di Dio” tramite due parametri

Cred. Es. Dio: p(Ev)*Val(Ev)

e cioè la probabilità che Dio esista rapportata al valore che l’esistenza di Dio assume per noi stessi (Ev sta per Evento: esistenza di Dio). E’ ovvio che stiamo giudicando, in questo caso, non l’esistenza effettiva di Dio, ma stiamo valutando se noi dovremmo credere che esista.

C’è del marcio, in questo ragionamento.1 Continua a leggere →

  1. Che Vaaal non si offenda: ho recentemente visto l’Amleto a teatro, e certe espressioni rimangono. []