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Pietra angolare

Posa della prima pietra del quartier generale delle Nazioni Unite

Nella foto, Trygve Lie, segretario generale dell’ONU, e Wallace K. Harrison, architetto, durante la posa della prima pietra del quartier generale dell’ONU a New York.
All’interno della pietra, oltre allo Statuto delle Nazioni Unite, vi è anche una copia della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, dichiarazione approvata esattamente sessanta anni fa.

Il testo della proposta di dichiarazione ONU contro la discriminazione degli omosessuali

Ecco il testo della proposta francese di dichiarazione ONU contro la discriminazione degli omosessuali:

1. Noi riaffermiamo il principio dell’universalità dei diritti umani, come proclamato sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo il cui 60esimo anniversario è stato celebrato quest’anno, in cui Articolo 1 afferma che “tutti gli esseri umani sono nati liberi e uguali in dignità e diritti”;

2. Noi riaffermiamo che ognuno ha diritto a godere dei diritti umani senza distinzione di alcun tipo, come di razza, colore, sesso, lingua e religione, politica o altro tipo d’opinione, origine nazionale o sociale, proprietà, nascita o altra condizione, come specificato sull’Articolo 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e sull’Articolo 2 dell’Accordo Internazionale sui Diritti Civili, Politici, Economici, Sociali e Culturali, così come nell’articolo 26 dell’Accordo Internazionale sui Diritti Civili e Politici;

3. Noi riaffermiamo il principio di non-discriminazione, il quale richiede che i diritti umani siano applicati in modo eguale a ciascun essere umano senza distinzione di orientamento sessuale e identità di genere;

4. Noi siamo profondamente preoccupati dalle violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere;

5. Siamo anche disturbati dal fatto che violenza, angherie, discriminazione, esclusione, stigmatizzazione e pregiudizio siano diretti contro persone in tutti i paesi del mondo a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere, e che queste pratiche minino l’integrità e la dignità delle persone soggette a questi abusi;

6. Noi condanniamo le violazioni dei diritti umani basati sull’orientamento sessuale o l’identità di genere dovunque esse avvengano, in particolare il ricorso alla pena di morte, a esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, alla pratica della tortura o altri trattamenti e punizioni crudeli, inumani e degradanti, all’arresto o detenzione arbitrarie e alla privazione di diritti economici, sociali e culturali, tra cui il diritto alla salute;

7. Noi ricordiamo la dichiarazione presentata da cinquantaquattro paesi nel 2006, prima del Consiglio sui Diritti Umani, che chiedeva al Presidente del Consiglio di discutere di queste violazioni in un’appropriata futura sessione del Consiglio;

8. Noi raccomandiamo che sia posta attenzione a questi temi mediante procedure speciali e trattati del Consiglio per i Diritti Umani e incoraggiamo a continuare a integrare considerazioni sulle violazioni dei diritti umani basate sull’orientamento sessuale o l’identità di genere, nell’ambito dei loro rilevanti mandati;

9. Noi accogliamo l’adozione della Risoluzione AG/RES. 2435 (XXXVIII-O/08) su “Diritti Umani, Orientamento Sessuale e Identità di Genere” da parte dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani durante la sua 38esima sessione tenutasi il 3 giugno 2008;

10. Noi invitiamo tutti gli Stati e gli organismi internazionali rilevanti a impegnarsi a promuovere e proteggere i diritti umani per ogni persona, senza distinzione di orientamento sessuale e identità di genere;

11. Noi incoraggiamo gli Stati a prendere tutte le misure necessarie, in particolare legislative o amministrative, per assicurare che l’orientamento sessuale o l’identità di genere non siano in nessun caso alla base di pene criminali, in particolare esecuzioni, arresti o detenzione;

12. Noi incoraggiamo gli Stati a garantire che le violazioni dei Diritti Umani basate sull’orientamento sessuale o l’identità di genere siano soggette a indagine e i perpretanti siano ritenuti responsabili e assicurati alla giustizia;

13. Noi incoraggiamo gli Stati ad assicurare adeguata protezione ai difensori dei diritti umani e a rimuovere gli ostacoli che impediscono loro di svolgere il proprio lavoro su temi di diritti umani, orientamento sessuale e identità di genere.

Traduzione in italiano di Renzo e Lucia del testo in inglese pubblicato da Bioetica e da Perdukistan.

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Diritti universali?

Tra pochi giorni ricorrerà il sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, approvata il 10 dicembre 1948 con 48 voti favorevoli, nessuno contrario e ben 8 astenuti.

Ad astenersi furono i paesi del blocco sovietico, il Sudafrica e l’Arabia Saudita.
Curioso come una dichiarazione universale venga approvata soltanto da una parte, per quanto larga, delle nazioni.
Evidentemente questa dichiarazione venne percepita come espressione di una realtà storica particolare e non immediatamente adattabile alle altre nazioni. Con motivazioni diverse, i paesi comunisti, il Sudafrica dell’apartheid e l’Arabia Saudita islamica (alla quale si aggiunsero successivamente altri paesi musulmani arrivando, negli anni ottanta, alla Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo) non sentivano propria la dichiarazione del 1948. Continua la lettura di Diritti universali?