Conoscenza e memoria

Secondo Platone, apprendere altro non è che ricordare ciò che la nostra anima immortale aveva conosciuto quando abitava il mondo delle idee.
Questa, in estrema sintesi, l’anamnesi platonica: una tesi molto suggestiva, che ha ovviamente senso unicamente se si accetta l’esistenza di un’anima immortale e di molti altri aspetti della filosofia platonica.
In ogni caso, non si può negare che vi sia un profondo legame tra apprendimento, conoscenza e memoria: si conosce qualcosa solo se la si ricorda, ciò che si è dimenticato è come se non lo si fosse mai appreso. Continua a leggere Conoscenza e memoria

Naturalmente artificiale, artificialmente naturale.

Rocce di basaltoL’occhio ama giocare con le nubi e con le loro forme. Soffermando lo sguardo qualche secondo, è possibile scoprire strani e familiari aspetti: una nave, uno stivale, l’Irlanda, un angelo, il volto di un amico o di un parente. L’autore di queste eteree sculture è ovviamente lo sguardo, che appunto gioca con le masse di vapore acqueo: sappiamo bene che non vi è alcun demiurgo celeste che si diverte a scolpire le nuvole. L’unico lavoro è quello compiuto dalla nostra immaginazione: è infatti sufficiente distrarsi un attimo, o fissare il cielo da un altro punto di vista, e tutto svanisce: le nuvole sono forme stupide, casuali, talmente vuote di contenuto da essere in grado di accogliere qualsiasi aspetto. Continua a leggere Naturalmente artificiale, artificialmente naturale.

Metaforicamente parlando

Le metafore sono pericolose, e come tali andrebbero maneggiate con cautela.
Paragonando entità diverse indicando, o creando, parallelismi e simmetrie è rischioso perché la mente umana ha limitate capacità di concentrazione, e può quindi capitare che i giochi di rimandi propri delle metafore offuschino l’oggetto di studio invece di aiutare a chiarirlo. Continua a leggere Metaforicamente parlando

Sull’inutilità di ogni dimostrazione dell’esistenza di Dio

Una dimostrazione è un ragionamento corretto che, partendo da alcune premesse considerate valide, ha come conclusione la verità di una determinata tesi che è stata, a questo punto, confermata. Una volta che una tesi è stata dimostrata, essa è da considerarsi vera, una solida conoscenza acquisita che può essere utilizzata come valida premessa di ulteriori dimostrazioni.
Da questa breve definizione risulta evidente che vi sono due condizioni necessarie affinché una dimostrazione abbia valore: la correttezza, ossia non deve contenere errori di ragionamento, e la validità, ossia le premesse iniziali devono essere vere. Vi è tuttavia un terzo requisito, meno evidente ma non per questo meno necessario degli altri due: la tesi deve riguardare una conoscenza oggettiva e razionale. Continua a leggere Sull’inutilità di ogni dimostrazione dell’esistenza di Dio

Fisica e metafisica

Il mondo è uno solo, così come uno solo è l’uomo che lo abita. Di fronte a questa singolarità di uomo e mondo, vi è l’incredibile pluralità delle relazioni che nascono e si sviluppano: il mondo è uno, ma molti sono i modi di abitarlo.
Scienza e filosofia sono due grandi famiglie di queste relazioni tra uomo e mondo. A prima vista, la scienza si occupa del reale, mentre la filosofia non si sa bene cosa studi, ma sicuramente non il reale: forse l’immaginario, forse il pensiero. Continua a leggere Fisica e metafisica

Sostanza, contenuto e forma

«Ciò che conta, la sostanza, è la materia, non la forma: più importante del come è il che cosa; l’aspetto è una questione secondaria.»

Chi formula simili pensieri non ha tutti i torti, ma, purtroppo per lui, neppure tutte le ragioni: la sostanza non è tutta nel che cosa, ma anche nel come. L’apparenza, l’aspetto non sono per nulla una questione secondaria, ma meritano la stessa attenzione del contenuto, della materia. Trascurare la presentazione significa uccidere, lasciar morire anche il contenuto.
La vita di un pensiero, di un concetto consiste nel suo essere pensato, meditato, collegato con altri pensieri, studiato, discusso. Tutto questo è possibile unicamente se il concetto ha una sua veste grafica che ben gli si adatta.
Noi uomini pensiamo graficamente, dove con graficamente non si intende necessariamente una rappresentazione nello spazio bidimensionale di un foglio. Una presentazione grafica scadente ostacola la comprensione, impedisce il dibattito e quindi uccide il concetto.
Un esempio facile ed evidente: la matematica. Sarebbe concepibile lo sviluppo di questo disciplina, il sorgere di concetti come funzione, integrale e limite senza una notazione matematica evoluta come la nostra?

Regole, regolarità, continuità

L’uomo ha bisogno di regole.
Questa affermazione non è da intendersi in senso politico o sociale, non vuole, e neppure può, implicare alcun giudizio sull’anarchia o su altri regimi politici. Essa è semplicemente una constatazione concettuale.
L’uomo ha bisogno di regole: nella nostra vita di tutti i giorni, non possiamo prescindere dalle regole, non è possibile non avere aspettative su ciò che accadrà e dividere gli eventi in conformi e non conformi alle regole, in corretti e non corretti. Continua a leggere Regole, regolarità, continuità