Il punto di vista del monolite

Premessa

Quanto qui scritto viene, ovviamente, dalla (ripetuta) visione del film di Kubrick e dalla (non ripetuta) lettura dell’omonimo romanzo di Arthur C. Clarke (senza dimenticare il suo racconto breve La sentinella e gli altri romanzi con cui Clarke ha deciso di proseguire la saga di 2001).
Fin dove mi è stato possibile, ho cercato di attenermi al film, utilizzando il romanzo unicamente come guida e fonte di suggerimenti per l’interpretazione del film. Continua a leggere “Il punto di vista del monolite”

Prima dell’inizio

Le prime immagini che, dopo il logo della MGM, appaiono sullo schermo sono quelle della famosa alba spaziale: accompagnato dalle note di Così parlò Zarathustra di Richard Strauss, il sole sorge dietro la terra.

Eppure questo non è l’inizio di 2001: Odissea nello spazio. Il film di Kubrick non inizia con l’alba spaziale: prima di tutto questo ci sono circa tre minuti di buio.

Non è un caso che abbia scritto circa tre minuti: potrei essere più preciso, e dire che il logo della Metro-Goldwyn-Mayer appare a 2 minuti e 49 secondi, ma non sarebbe corretto, perché questa affermazione posso farla adesso, che ho acquistato il DVD di 2001 e ho la possibilità di vedere lo schermo nero come inizio del film, perché prima del film c’è il menù interattivo con il suo bel pulsante “inizio del film”. Continua a leggere “Prima dell’inizio”

L’uomo non separi ciò che Dio ha unito

Il matrimonio è, insieme alle multe e ai tassi di interesse, un oggetto sociale: un oggetto che esiste ma che, per esistere, ha bisogno di tracce e di uomini che le sappiano leggere. Una multa esiste: basta non pagarla per accorgersene, però basta riuscire a cancellare tutte le copie e le registrazioni di questa multa perché essa cessi di esistere.

L’ultimo esempio è ovviamente inverosimile: è difficile cancellare tutte le tracce, e in ogni caso rimarranno quelle tracce molto particolari che sono la memoria dei protagonisti. Maurizio Ferraris è infatti costretto a ricorrere a una fantasiosa società di smemorati: il matrimonio è realmente avvenuto se tutti, sposi compresi, si dimenticano completamente della cerimonia e non vi sono firme o altro sui registri? Continua a leggere “L’uomo non separi ciò che Dio ha unito”

Al cinema

Cassiera: Buonasera, desidera?

Lui: Vorrei due biglietti per Io sono leggenda.

Guastafeste: No, non lo faccia!

Lui: Come scusi?

Leisottovoce, rivolta a Lui: Cosa fai? Gli dai retta? Paga i biglietti ed entriamo!

Richard Matheson, Io sono leggendaGuastafeste: No, non andate a vedere quel film! Uscite da questo cinema e andate a cercare una libreria: lì troverete Io sono leggenda di Richard Matheson.

Luiincuriosito: Il romanzo dal quale hanno tratto il film?

Guastafesteinfervorato: Tratto? Non sia ridicolo! Hanno preso le prime venti-trenta pagine del romanzo, il resto l’hanno usato al posto della carta igienica.

Lui: Rimane completamente fedeli all’originale è difficile.

Guastafestepaonazzo in viso: Ma qui non si tratta di raffinate questioni filologiche: il problema non è l’ambientazione metropolitana o l’origine dell’epidemia, per quanto neppure questi siano aspetti proprio secondari. Qui si parla dello spirito del romanzo di Matheson! Continua a leggere “Al cinema”

Lost in translation 3

John Anderton si rende conto che qualcuno ha cercato di incastrarlo, e vuole giustamente sapere chi ha ordito il diabolico piano. L’unico che può rispondere alla sua domanda è Leo Crow, il quale gli risponde… già, cosa risponde Leo Crow a John Anderton, il poliziotto della pre-crimine interpretato da Tom Cruise nel film di fantascienza Minority Report (USA 2002, regia di Steven Spielberg)? Continua a leggere “Lost in translation 3”

Adotta un film!

L'estate di mio fratelloI cinema, da un po’ di tempo, si chiamano tutti “multisala”. Deve essere perché hanno tante sale. I film, però, sono pochi e sempre gli stessi.
Molte pellicole rimangano così orfane. E gli orfani si possono adottare:

SelfCinema: se la distribuzione non porta i film agli spettatori, gli spettatori diventano distribuzione.

Acquistando in prevendita il biglietto sarà possibile, garantendo agli esercenti l’incasso minimo, distribuire nelle sale un film altrimenti escluso dalla distribuzione.

Si inizia con l’interessante L’estate di mio fratello di Pietro Reggiani.

Uomini senza volto

Friedrich Schiller, il poeta e drammaturgo tedesco nato nel 1759 e morto nel 1805, è soprattutto noto per essere l’autore dell’ode An die Freude: si tratta dell’Inno alla gioia, il quarto movimento della nona sinfonia di Beethoven che è diventato, nel 1985, inno dell’Unione Europea.

Perché tributare una ode alla gioia? Secondo Schiller (e Beethoven, che ha modificato il testo)

Friedrich SchillerIl tuo fascino affraterna
ciò che il mondo separò;
Tutti gli uomini diventano fratelli
Là dove le tue dolci ali riposano.

Deine Zauber binden wieder
Was die Mode streng geteilt;
Alle Menschen werden Brüder,
Wo dein sanfter Flügel weilt.

La gioia ha quindi il potere di avvicinare gli uomini, di renderci tutti fratelli.
Il mondo (anche se die Mode in tedesco significa la moda) separa gli uomini, trasforma l’altro in un nemico o, peggio, in una cosa, un ostacolo del quale occorre disfarsi. Continua a leggere “Uomini senza volto”

Il più grande filosofo di tutti i tempi

Il filosofo è colui che ama la verità, che vuole essere vicino alla verità.
Ma cosa è la verità? Una possibile definizione di verità riguarda la genuinità: vero è ciò che non è alterato, mediato, trasformato, interpretato.

Il 26 febbraio 1970 uscì nelle sale il film Il ragazzo selvaggio (L’Enfant sauvage) di François Truffaut. Il film è il seguito ideale de I quattrocento colpi (Les Quatre Cents Coups, 1959); entrambi i film trattano l’importante tema dell’infanzia e dell’educazione, e contengono una non banale analisi, decisamente critica, della società. Continua a leggere “Il più grande filosofo di tutti i tempi”

Proporzionalmente corretto

Il biologo Michael C. LaBarbera ha scritto un divertente ed interessante articolo sulla biologia dei mostri degli vecchi film di fantascienza: The Biology of B-Movie Monsters prende in considerazione, tra gli altri, King Kong, le formiche giganti di Them! (Assalto alla terra, 1954, di Gordon Douglas) e gli uomini microscopici di film come Fantastic Voyage (Viaggio allucinante, 1966, di Richard Fleischer) o Dr. Cyclops (1940, di Ernest B. Schoedsack).

Questi mostri sono semplicemente creature fuori dimensione: che mantengono, in proporzione, le peculiarità originarie. Così se una normale formica è in grado di trasportare venti o trenta volte il proprio peso, il che si riduce comunque a pochi grammi, una formica alta cinque o sei metri sarà in grado di fare lo stesso, soltanto che in questo caso si tratterà di parecchie tonnellate. Continua a leggere “Proporzionalmente corretto”

L’immagine e la parola

Piccola città di provincia, non dirò quale in nome dell’omertà e del quieto vivere, con l’immancabile cinema multisala di provincia e, soprattutto, l’immancabile volantino, che prende il nome di flyer si suppone per differenziarsi dal vicino supermercato.
Il volantino, e scusate se mi ostino a scrivere in italiano, pubblicizza i film estivi e le immancabili anteprime. Vediamo con quali parole. Continua a leggere “L’immagine e la parola”