Pensare ad un libro è cosa radicalmente diversa da prenderlo in mano e iniziare a sfogliarlo. Nel primo caso si ha a che fare con un pensiero, una idea, nel secondo con un oggetto materiale, fisico.
È la differenza cartesiana tra res extensa e res cogitans, tra le cose estese nello spazio e nel tempo e le cose pensate e pensanti.
Per Cartesio vi è una etereogeneità assoluta tra i due generi di esistenze: un abisso separa i pensieri e le cose. Il problema è comprendere come questo abisso venga colmato, perché indubbiamente viene colmato: gli uomini sono anima ma anche corpo (più complicata la questione per gli animali, i quali potrebbero, sostiene Cartesio, essere solo corpo privo di anima e intelletto). Continua a leggere →
Pensieri inutili
