È stupro?

Su Practical Ethics un interessante caso: una donna di 29 anni, in stato minimamente cosciente (minimally conscious state) in seguito a delle lesioni cerebrali, viene affidata al marito il quale ha (almeno) un rapporto sessuale con lei.
Il fratello della donna lo denuncia per stupro.

È stupro?
Sì, perché lei non era consenziente e il matrimonio non vale (più) come presunzione di consenso.
Ma non era neppure dissenziente, e potrebbe, nello stato di minima coscienza nel quale si trova, aver manifestato segni di approvazione.
Irrilevante: anche un minorenne può manifestare segni di approvazione, ma è comunque stupro perché quei segni non sono consenso, concetto che presuppone delle capacità razionali che i minorenni non hanno (non sono persone nel senso giuridico del termine).
Ma allora, se non ci sarebbero le capacità razionali per il consenso, non ci sarebbero neppure per il rifiuto, quindi non è stupro.

Impianti cinematografici

Prima o poi arriverà nelle sale Repo Men, film di fantascienza con Jude Law.
Tutto quello che so del film l’ho letto su Fantascienza.com:

Il film, il cui primo titolo ufficioso era Repossession Mambo, è ambientato nel prossimo futuro e racconta di un mondo in cui gli esseri umani sono riusciti a sconfiggere malattie e vecchiaia attraverso l’innesto di organi interni artificiali. L’unico produttore degli organi, un’azienda denominata L’Unione, concede benevolmente i propri organi a credito, con una piccola clausola contrattuale: in caso di mancato pagamento, l’azienda ha il diritto di rientrare in possesso degli organi impiantati. Con qualunque mezzo e anche a discapito della vita dei clienti, nel caso l’impianto riguardi il cuore.

Sono sicuro che il film sarà all’altezza di altre produzioni fantascientifiche eticamente impegnate come Gattaca (sempre con Jude Law) o The Island: buona recitazione, qualche scena d’azione carina, sceneggiature inverosimili, riflessioni morali decisamente superficiali, più che altro finalizzate a giustificare le già citate scene d’azione. Continua a leggere Impianti cinematografici

Sperimentare cloni

Qualche giorno fa, mentre ero vicino alle casse di un supermercato ad aspettare che mio padre arrivasse con dei biscotti, sono stato attratto dalla copertina di una rivista per i consumatori (non ricordo il nome esatto: qualcosa del tipo “scelgo io”, “consumo meglio”, “scelgo meglio”…).
Il titolo che mi aveva attratto riguardava il vaccino per l’influenza di tipo A. 1 La rivista, seguendo le raccomandazioni di non ricordo quale giornale pediatrico, sconsigliava alle donne in stato di gravidanza di vaccinarsi, e questo nonostante i rischi di affrontare l’influenza durante la gestazione. Perché? Perché il vaccino contiene coadiuvanti non testati durante la gravidanza. Continua a leggere Sperimentare cloni

  1. Influenza che la rivista continua a chiamare “suina”. Tra l’altro: se, dopo volatili e maiali, la prossima influenza arriverà dalle mucche, si avrà un delizioso vaccino per la vaccina.[]

Solitudine

Assuntina Morresi, su Avvenire, racconta la tragica storia di Kerrie Wooltorton.
La ragazza ha tentato più volte il suicidio e c’è finalmente riuscita rifiutando le cure mediche – rifiuto che i medici hanno rifiutato sia per la presenza delle living will (il testamento biologico) sia perché la ragazza, che è arrivata cosciente in ospedale, si è dimostrata molto determinata e sicura di se.

Il riassunto di Assuntina Morresi è impeccabile: si tratta di una storia di autodeterminazione e solitudine – anche se, a leggere alcuni resoconti della stampa inglese, aveva vicino a se parenti e amici, ma la solitudine non è solo questione di quante persone hai intorno.
Il problema è che l’autrice sembra convinta che si tratti di una storia di autodeterminazione e quindi di solitudine, come se l’unico modo per stare vicino a una persona fosse non rispettare la sua volontà.
Nel finale dell’articolo, sembra quasi che una possibile soluzione al tragico evento possa essere ridurre il potere giuridico del living will, dando ai medici la possibilità di ignorare le volontà del malato – il che avrebbe probabilmente salvato la vita a Kerrie, ma certo non l’avrebbe fatta sentire meno sola.

Il desiderio di suicidarsi della ragazza nasce dall’impossibilità di avere figli. 1
Forse, e sottolineo forse, sarebbe stato di maggiore aiuto Julian Baggini che, sul Guardian, difende la dignità di una vita senza figli.

  1. Morresi parla di una malformazione, il Sun entra nel dettaglio parlando di due vagine – uterus didelphys – mentre il Daily Mail si mantiene su un generico «difficulties with intimate relationships».[]

La libertà impossibile

Libertà e verità sono due concetti filosofici decisamente complessi; un discorso serio non può esimersi dall’operazione preliminare di tentare una definizione.
Quello che segue, evidentemente, non è un discorso serio perché si accontenta delle definizioni, ingenue e molto probabilmente inesatte, di libertà come assenza di costrizioni o impedimenti esterni e di verità come proprietà di alcuni discorsi di riferirsi correttamente alla realtà. Continua a leggere La libertà impossibile

Cercando solidi argomenti

Qualcuno mi segnala un sito che si occupa di bioetica.
Inizio a leggere. Gli autori la pensano diversamente da me su quasi tutto. Poco male: io vado alla ricerca di argomenti solidi e ben documentati, non di conferme, magari deboli, delle mie opinioni.
Dopo poche righe leggo:

…l’uso della Ru486 – meglio conosciuta come “la pillola del giorno dopo”…

No. La Ru486 non è la pillola del giorno dopo. Sono due cose diverse.
Forse sono entrambe moralmente riprovevoli e vanno proibite, o forse sono entrambe moralmente lecite e vanno lasciate in commercio. Ma sono due cose diverse.
Cercavo argomenti solidi. Dovrò cercarli ancora. Perché è così difficile trovarli?

Disparità sociali

Una delle obiezioni più comuni alla libera vendita degli organi per trapianti è l’aumento delle disparità tra ricchi e poveri, tra chi può permettersi di acquistare un rene e chi, invece, si ritroverebbe costretto a venderlo per avere di che mangiare.

Apprendo da Marco la storia di Natalia Cole: durante una popolare trasmissione televisiva la cantante, in dialisi, dichiara di avere bisogno di un rene ed ecco arrivare le offerte: alcuni spettatori, immagino fan di Natalie Cole, offrono il proprio rene.
Difficilmente una persona qualunque avrebbe ricevuto simili offerte. Sicuramente una persona antipatica non ne riceverebbe nessuna.

Vi possono essere disparità anche per le donazioni. Disparità, oltretutto, difficilmente superabili: uno stato (o una assicurazione privata) può, in teoria, pagare il rene anche a chi non se lo può permettere; non può, ovviamente, obbligare le persone a donare il proprio rene anche agli antipatici.

HB 1572

Imparate a memoria questa sigla, perché potrebbe diventare molto importante: HB 1572. Sta per House Bill 1572 ed è una proposta di legge dello stato americano del North Dakota, attualmente in discussione al senato, che intende fornire pari diritti e pari dignità a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla fase di sviluppo biologico nella quale si trovano (A Bill for an Act to provide for equality and rights to all human beings at every stage of biological development). 1

Tutto, o quasi, si gioca sulle definizioni iniziali: Continua a leggere HB 1572

  1. Il testo è, ovviamente, in inglese giuridico, e la mia traduzione sarà quindi due volte lacunosa: si accettano suggerimenti e correzione per la resa in italiano dei vari termini ed espressioni.[]

Piccolo esperimento mentale

Propongo qui un piccolo esperimento mentale il cui scopo è saggiare i limiti di alcuni principi morali per metterli in discussione, non per criticarli o rifiutarli.
Il principio morale in discussione è quello dell’autodeterminazione, e pertanto quanto segue andrebbe commentato unicamente da chi riconosce la validità e l’importanza di questo principio in situazioni come quelle descritte; i sostenitori della sacralità della vita sono quindi pregati di non lasciare commenti dal momento che, nella loro visione del mondo, l’esperimento mentale in quanto tale non avrebbe senso. Continua a leggere Piccolo esperimento mentale

Il piano è inclinato da due parti

Slippery Slope (foto di Paul Graham Raven)Slippery Slope (foto di Paul Graham Raven)

Ricordo bene, alle superiori, le lezioni di fisica sul piano inclinato con la scomposizione delle forze (e il piccolo paradosso del programma scolastico di allora che prevedeva lo studio del piano inclinato prima di quello della trigonometria). Anni dopo, all’università, incontrai di nuovo il piano inclinato, durante il corso di filosofia della scienza.
L’argomento retorico del piano inclinato o scivoloso lo incontrai, invece, molto più tardi. L’argomento del piano scivoloso paragona una determinata azione all’estremità superiore del piano: il punto di partenza di un inarrestabile percorso che porterà a terribili conseguenze. Se vietiamo il fumo nei luoghi pubblici allora presto si arriverà a proibirlo ovunque. Se non si proibisce la pornografia presto si arriverà ad avere dvd pedopornografici in allegato a Topolino. E così via.
L’argomento del piano scivoloso (in inglese slippery slope) si basa sulla inevitabilità del processo: non c’è attrito che tenga, una volta iniziata la discesa non si può fare nulla per arrestarla. Una cosa falsa persino nei controllati esperimenti condotti durante il laboratorio di fisica: immancabilmente la pallina, una volta presa velocità, cadeva di lato e, invece di arrivare alla fine del piano inclinato, si perdeva da qualche parte tra i banchi.

Recentemente, a proposito della triste vicenda di Eluana Englaro, ho letto una nuova versione di questo argomento.
In poche parole: non si devono sospendere le cure, anche se questa è (era) la volontà di Eluana Englaro, perché altrimenti si arriverà a uccidere tutti i pazienti affetti da patologie simili, dal momento che si trova sempre un parente esasperato o un amico disposto a “ricordarsi” dichiarazioni del malato.

Una differenza tra il piano inclinato della fisica e quella della retorica è che, mentre il primo per forza di cose pende sempre solo da una parte, il secondo pende contemporaneamente da due parti opposte. Così, per esempio, si potrà argomentare che se non vietiamo il fumo nei luoghi pubblici arriveremo a obbligare per legge le persone a fumare almeno un pacchetto al giorno; se proibiamo la pornografia si arriverà al punto di censurare opere d’arte con nudità; e così via.
Nel caso di Eluana Englaro: se, in caso di incoscienza, si impedisce a una persona l’esercizio della propria volontà per quanto riguarda alcune decisioni di natura medica, si arriverà ben presto a proibire a tutte le persone, coscienti o incoscienti, l’esercizio di qualsiasi libertà. Cosa ci vuole, infatti, a dichiarare confusa o non perfettamente informata una persona? E cosa ci vuole a dimostrare che la decisione migliore non è quella del soggetto, bensì quella del medico / direttore sanitario / funzionario statale di turno?

Io non credo – non voglio credere – che si possa arrivare a tanto. La caduta dei gravi si può, e in questi casi si deve, arrestare. Per tempo.