Contrordine compagni!

closeQuesto articolo è stato pubblicato 7 anni 4 mesi 1 giorno fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Quando i comunisti facevano davvero comunisti e non i presidenti della camera, Giovannino Guareschi si divertiva, sulle pagine di Candido, a prendere in giro la loro «obbedienza cieca pronta assoluta» al partito.

Le vignette della serie “contrordine compagni” rappresentano le surreali conseguenze di chi obbedisce ciecamente a quello che legge su l’Unità. I correttori di bozze non sono sempre vigili, e può capitare che un “asilo infantile” si trasformi in “asino infantile”:

Contrordine compagni!

Contrordine compagni! La frase pubblicata sull’Unità: “Per controbattere la delittuosa propaganda clericale, ogni sezione provveda a creare un asino infantile”, contiene un errore di stampa e pertanto va letta: “…provveda a creare un asilo infantile”.

Mi sono venute in mente queste vignette di Guareschi mentre leggevo i risultati di una ricerca effettuata presso la Florida State University: le posizioni del corpo possono influenzare i processi mnemonici.

Ma come, i neuroscienziati non erano tutti convinti che l’uomo si identificasse con il cervello, imponendo così una visione semplificata dell’uomo?
Contrordine, compagni filosofi?

3 pensieri su “Contrordine compagni!

  1. Scusami eh, ma l’obiezione che fai è curiosa. L’uomo è il suo cervello e il cervello è una parte del corpo, sta nella scatola cranica ed è fatto di carne.
    Nessun contrordine, semmai la conferma delle conferme che la mente come entità distinta dal corpo (e cosa “altra” rispetto al cervello), è un concetto obsoleto e privo di fondamento.
    L’embodied cognition tra le altre cose è una concettualizzazione che risale al 1997 (Glenberg, Damasio), non è proprio la novità di stamattina. :)

  2. Perfettamente d’accordo con quanto scrivi: il contrordine è infatti per i compagni filosofi terrorizzati dalla visione impoverente della scienza, non certo per i compagni scienziati, che certe cose le hanno capite da tempo (certe altre magari no, ma è un altro discorso…)

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