L’altro nome dell’illusione

Sono  molto tentato di andarci. Qualcuno mi vuole fare compagnia?Conferenza creazionista 1
Conferenza creazionista 2
Da notare il collegamento in diretta con il famoso (famigerato?) Harun Yahya e gli interessanti temi che verranno affrontati: ingannevoli interpretazioni dei fossili; l’evoluzione di fronte al vicolo cieco della molecola; la termodinamica confuta l’evoluzione, la teoria dell’evoluzione: una predisposizione al materialismo.
Tra l’altro: qualcuno sa cosa sia il vicolo cieco della molecola?

Dio c’è, e guarda CSI

Una buona parte del codice genetico contenuto nei nostri cromosomi è spazzatura (Junk DNA) o, per essere più fini, DNA non codificante.

Perché un simile spreco?
Domanda priva di senso per un evoluzionista: il risultato della selezione naturale è, nella migliore delle ipotesi, subottimale.
Un problema interessante per i sostenitori dell’Intelligent Design, che infatti non mancano di gioire di fronte a ogni ipotesi sull’utilità del DNA spazzatura.

Oggi ho scoperto che per le analisi forensi viene utilizzato proprio il DNA spazzatura. Il famoso CODIS (Combined DNA Index System), il database che contiene le informazioni genetiche delle persone e che vediamo in azione nei telefilm polizieschi, contiene informazioni sul DNA non codificante. Non ho ben capito se per questioni di efficacia (immagino che, essendo trasparente alla selezione naturale, abbia una variabilità genetica maggiore del dna codificante) o di privacy (impossibilità di ricostruire caratteristiche fisiche o psicologiche, comprese le malattie, del soggetto schedato).

Comunque, il DNA spazzatura viene utilizzato per identificare le persone: quale migliore dimostrazione del lungimirante disegno di Dio?

Il geologo cieco

William Paley, nel 1802, immagina di camminare nella brughiera:

Supponi che, nell’attraversare la brughiera, io sbatta il mio piede contro una pietra, e mi chieda come la pietra sia arrivata lì; potrei rispondere che, fino a prova contraria, essa è stata lì da sempre: né sarebbe molto facile mostrare l’assurdità di tale risposta. Ma supponi che avessi trovato sul terreno un orologio e che debba essere indagato come è accaduto che l’orologio sia in quel posto; difficilmente penserei alla risposta che ho dato prima, cioè che, per quanto ne so, l’orologio potrebbe essere stato sempre lì. Ma perché questa risposta non dovrebbe andare più bene per l’orologio, così come per la pietra?

In crossing a heath, suppose I pitched my foot against a stone, and were asked how the stone came to be there; I might possibly answer, that, for any thing I knew to the contrary, it had lain there for ever: nor would it perhaps be very easy to show the absurdity of this answer. But suppose I had found a watch upon the ground, and it should be inquired how the watch happened to be in that place; I should hardly think of the answer which I had before given, that, for any thing I knew, the watch might have always been there. Yet why should not this answer serve for the watch as well as for the stone?

William Paley, Natural Theology (trad. it. citata da Vincenzo Fano)

È il famoso argomento dell’orologio e dell’orologiaio: incontrare un sasso non pone problemi; un orologio, invece, mostra il suo essere stato creato da un orologiaio; gli esseri viventi sono ancora più complicati di un orologio, e quindi ancora di più dobbiamo pensare a un creatore. Continua a leggere

A volte fanno tenerezza

Uncommon Descent, il blog di creazionisti sostenitori dell’Intelligent Design, ha fatto una scoperta eccezionale: Hegel nega l’evoluzione! Hegel, il filosofo tanto caro ai marxisti, e quindi agli evoluzionisti, che sotto sotto almeno un po’ comunisti lo sono.

Il fatto che si stia parlando di un filosofo morto 28 anni prima della pubblicazione dell’Origine delle specie non sembra costituire un grave problema.

Nel Dna di Dio

Il filosofo Enrico Berti ha scritto un interessante articolo su evoluzionismo e creazionismo per laRegione Ticino di sabato: «Nel Dna di Dio».
Berti conduce la sua analisi partendo dal libro di Riccardo Chiaberge La variabile Dio. In cosa credono gli scienziati? (Longanesi 2008); non avendo letto il libro non so quanto delle argomentazioni presentate da Berti siafarina del suo sacco e quanto invece sia di Chiaberge o dei suoi intervistati (il credente George Coyne e l’ateo Arno Penzias). Continua a leggere