Il bosone di Higgs non ci salverà

Sono abbastanza sicuro che di questa storia del bosone di Higgs nelle prossime ore si leggerà un po’ di tutto, sui giornali ma non solo.
Potremmo leggere il fisico che si improvvisa filosofo e ci racconta di come questa scoperta sia la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto, citando Leibniz, Pascal, Agostino d’Ippone e via discorrendo, convincendoci che la scienza abbia dissolto ogni mistero. Potremmo anche leggere il filosofo che si improvvisa fisico e racconta che sì, questa è una scoperta eccezionale, ma la domanda fondamentale sulla vita eccetera è appannaggio della filosofia, che gli scienziati possono spiegare il che cosa, ma il come lo possono spiegare solo i filosofi.
Potremmo anche leggere il religioso aperto e progressista, che vede nel bosone di Higgs se non la dimostrazione, almeno una conferma dell’esistenza di Dio. E ovviamente potremmo anche leggere il religioso un po’ meno aperto e decisamente meno progressista, che vede in questa scoperta la scienza arrogante che gioca a fare Dio senza prima chiedergli il permesso, impegnandosi in una ricerca che destabilizza il ruolo dell’uomo nell’universo, l’identità antropologica, il sacro, il nichilismo che incombe.

Sono invece abbastanza sicuro che faremo fatica a trovare, sui giornali ma non solo, un fisico che, gentilmente, si mette a spiegare che cosa significa una “significance” di 4.9 sigma e perché la massa si misura in elettronvolt quando, di solito, si usano i grammi o i chili.1

  1. Ci sarebbe poi il discorso del filosofo che fa il filosofo e, interpellato, si limita a dire: “Non ho nulla di interessante da dire, chiedete ai fisici”. []

Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere

È secondo me la critica più sensata alle tesi utilitariste: spesso la valutazione di vantaggi e svantaggi non è un calcolo semplice e oggettivo, ma una valutazione complessa e almeno in parte soggettiva. Prendere la decisione giusta può essere un’arte nella quale è necessario esercitarsi a lungo, non una procedura da apprendere con un po’ di teoria. Continua a leggere

A proposito di un editoriale

Non leggo abitualmente Linkiesta. Tuttavia spesso qualcuno segnala un articolo apparso su questa testata, e così mi capita abbastanza regolarmente di leggere un loro testo o almeno qualche brano citato da chi ha fatto la segnalazione.

Giusto ieri qualcuno, non ricordo chi, ha segnalato un articolo, che poi ho scoperto essere un editoriale firmato da Jacopo Tondelli, il direttore responsabile. Continua a leggere