Guerra dei sessi

Quattro dei sette membri del Consiglio federale, il governo elvetico, sono donne.
Secondo alcuni, e trascurando alcuni aspetti non proprio marginali come le retribuzioni, la parità è stata raggiunta.

E proprio partendo dalla parità tra i sessi, o almeno dalla diversa situazione sociale, i giovani del Partito popolare democratico (Ppd) hanno avuto l’idea di proporre il servizio militare obbligatorio anche per le donne. Continua a leggere

Diritti e imposizioni

Diritti

«È un mio diritto farla finita»: così ha esclamato un uomo di 33 anni quando due controllori dell’ATM lo hanno bloccato, impedendogli di buttarsi sotto un convoglio della metropolitana.

Tralasciando l’ovvia osservazione che avere il diritto di fare qualcosa non significa poterlo fare in ogni occasione, indipendentemente dalle conseguenze e dai danni arrecati ad altri, e tralasciando anche la conclusione della vicenda (ricovero in un reparto psichiatrico – ricorda vagamente il famoso comma 22), è curioso come il linguaggio dei diritti sia arrivato fino a qui.

Imposizioni

Due genitori svedesi non rivelano a nessuno il sesso del loro bambino. Il motivo? Come dichiara la madre:

We want Pop to grow up more freely and avoid being forced into a specific gender mould from the outset. It’s cruel to bring a child into the world with a blue or pink stamp on their forehead.

Vogliamo che Pop [il nome del pargolo] cresca liberamente, lontano da forzature di genere. È crudele introdurre un bambino nel mondo con un bollino blu o rosa sulla fronte.

La madre si riferisce chiaramente agli aspetti culturali della differenza di genere, non al sesso biologicamente inteso. Una soluzione un po’ drastica al problema della discriminazione sessuale.

Più leggi sotto lo stesso cielo

L’avvocato Gianfranco Amato si interroga sui Muslim Arbitration Tribunal con un articolo dal significativo titolo «La Gran Bretagna discrimina i cristiani e si affida ai tribunali islamici».

Titolo efficace, anche se leggermente fuorviante (come ogni titolo rischia di essere, del resto).
Non è la Gran Bretagna ad affidarsi ai tribunali islamici, ma i singoli cittadini che hanno la possibilità di rivolgersi a uno di questi Muslin Arbitration Tribunal per risolvere alcuni problemi che, come giustamente nota Amato, riguardano «materie che sono, comunque, lasciate alla libera disponibilità delle parti». Una forma di arbitrato, che non prevale sulle leggi già esistenti e vincola le parti solo se queste sono d’accordo. Continua a leggere

Dove sono finite le bambine (3)

Lo studioso di bioetica1 Jacob M. Appel si è occupato del problema della scomparsa delle bambine. Continua a leggere

  1. Bioeticista mi fa pensare ad alcolista, quindi preferisco non impiegare questo termine. []