Tempo fa, le Ferrovie dello Stato decisero di modificare la destinazione del treno che spesso prendo per raggiungere Milano. Dopo Lambrate, invece di dirigersi verso la Stazione Centrale, il treno sarebbe andato verso Sesto San Giovanni, credo fermandosi anche a Greco Pirelli.
Non so bene quali fossero i motivi di questa scelta: aumentare i collegamenti verso la Bicocca, ridurre il traffico verso la Stazione Centrale oppure fare un dispetto ai pendolari; non lo so e, tutto sommato, non mi è mai interessato scoprirlo: io sono sempre sceso a Lambrate. Continua a leggere
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Hans e i capelli rossi
Nel 1926, Alexander Hold-Ferneck pose la seguente domanda ad Hans Kelsen: «Se a un legislatore impazzito venisse in mente di ordinare la fucilazione di dieci uomini con i capelli rossi, anche questa decisione andrebbe considerata “giustizia” e “diritto”?».
Kelsen, senza alcuna esitazione, rispose: «Sono un giurista, non un esperto di morale».
Questo scambio di battute venne raccontato, credo per la prima volta, da Carl Schmitt in una intervista del 6 febbraio 1972.1
Con questo aneddoto, Schmitt voleva verosimilmente dimostrare, o comunque insinuare il ragionevole dubbio, che anche Hans Kelsen avrebbe appoggiato il nazismo come, di fatto, fece Schmitt. Continua a leggere
- intervista tradotta in italiano in C. Schmitt, Un giurista davanti a se stesso, a cura di G.Agamben, Vicenza, Neri Pozza, 2005, pp. 41-66, la versione qui riportata non è quella presente in quel libro, che non ho sottomano. [↩]
Persone o clandestini?
Fabrizio Gatti, giornalista de L’espresso, racconta la storia di un gruppo di immigrati, alcuni clandestini, uno con il permesso di soggiorno scaduto, che si trova nella curiosa situazione di non poter intentare causa contro l’ex-datore di lavoro per venire pagato. Secondo il giudice, «il clandestino che si trova illegalmente in Italia non può invocare la tutela giudiziaria italiana». Continua a leggere
I diritti degli animali
Un giudice austriaco ha stabilito che le scimmie non sono persone, facendo così fallire l’iniziativa di un gruppo animalista che voleva tutelare la vita di uno scimpanzé al quali aveva anche dato un nome umano, Matthew Hiasl Pan.
James Garvey ne discute, molto sensatamente, su talkingphilosophy.
Questa volta è andata storta, ma è una battaglia che, prima o poi, verrà vinta dagli animalisti: probabilmente un giorno le scimmie antropomorfe godranno almeno di alcuni dei diritti adesso riservati agli uomini, compresso quello all’autodeterminazione.
Una simile prospettiva potrebbe però rivelarsi controproducente. Continua a leggere
Questione di categorie
Savino Pezzotta, ex sindacalista e uno dei portavoce del Family Day, ha espresso la sua opinione sui diritti degli omosessuali:
I gay, per esempio, sono persone ma non categorie e perciò hanno dei bisogni, non diritti.
Marco Griffini, fondatore e presidente dell’Associazione Amici dei Bambini e anche lui promotore del Family Day, non approva le adozioni alle coppie omosessuali:
Mi occupo di bambini abbandonati da trent’anni. So quali ferite provochi l’abbandono, i gravi problemi di identità che ne scaturiscono. Problemi che sarebbero ingigantiti dall’essere affidati a due genitori dello stesso sesso.
Voglio prendere sul serio le due dichiarazioni.
Se gli omosessuali non sono una categoria, per favore, non parliamo più di omosessuali in generale. Parliamo di persone, di singole persone, e non di categorie.
Aboliamo quindi tutte le leggi che stabiliscono in generale i criteri per poter adottare un bambino: che si decida caso per caso. E se una coppia omosessuale risulta sufficientemente stabile e accogliente, che le si conceda di adottare un bambino.
