In the Family

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How much would you sacrifice to survive? When Chicago filmmaker Joanna Rudnick tested positive for the “breast cancer gene” at age 27, she knew the information could save her life. And she knew she was not only confronting mortality at an early age, but also was going to have to make heart-wrenching decisions about the life that lay ahead of her. Should she take the irreversible preventive step of having her breasts and ovaries removed or risk developing cancer? What would happen to her romantic life, her hopes for a family? In the Family documents Rudnick’s efforts to reach out to other women while facing her deepest fears. A co-production of Joanna Rudnick, Kartemquin Films and Independent Television Service (ITVS).

Mi sembra giusto che si esprimano, con più competenza, esperti di genetica e di bioetica

Incuriosito da un accenno in un ricordo di Rita Levi Montalcini, sono andato a ricuperare alcuni articoli di giornale dell’ottobre del 1997 a proposito delle allora promettenti ricerche di quella che si potrebbe chiamare clonazione selettiva, in pratica sopperire alla mancanza di organi per trapianti tramite embrioni che sviluppano solo le parti che servono, trascurando tutto il resto, tra cui soprattutto il cervello e il sistema nervoso. Autore di questa previsione fu il biologo inglese Jonathan Slack che, riportano i giornali dell’epoca, riuscì a creare in laboratorio solo alcune parti di una rana programmando geneticamente la crescita dell’embrione.
Una previsione diventata realtà, per ora, solo nel film del 2005 The Island di Michael Bay anche se, per comprensibili motivi cinematografici, i cloni Ewan McGregor e Scarlett Johansson hanno il sistema nervoso completamente sviluppato, e infatti scappano dal centro trapianti. Continua a leggere

Meglio il referendum?

Corte suprema dell’Ohio (foto di afsart)

Due premesse prima di iniziare.
La prima riguarda la recente legge sul testamento biologico. È – da quel che sono riuscito a capire dalla stampa – una brutta legge, una legge che sarebbe meglio non entrasse mai in vigore e, una volta in vigore, sarebbe meglio abrogarla al più presto.

Abrogarla. Cancellarla dall’ordinamento giuridico. Ma come?
C’è chi propone un referendum. Chi invece ripone le proprie speranze nella Corte costituzionale.

Prima di proseguire, la seconda premessa.
Il quadro istituzionale italiano è secondo me pessimo. A iniziare dalla legge elettorale che, con l’impossibilità di scegliere i candidati ma solo le liste, è una brutta legge che rende poco rappresentative le camere, finendo con le difficoltà dei referendum, solo abrogativi e vincolati dal raggiungimento di un quorum.

Con un parlamento così, e viste le difficoltà di riuscire ad abrogare alcune norme della legge per via referendaria, anche io spero in una sentenza della Corte costituzionale. È senz’altro una via più percorribile, meno rischiosa. Continua a leggere

È stupro?

Su Practical Ethics un interessante caso: una donna di 29 anni, in stato minimamente cosciente (minimally conscious state) in seguito a delle lesioni cerebrali, viene affidata al marito il quale ha (almeno) un rapporto sessuale con lei.
Il fratello della donna lo denuncia per stupro.

È stupro?
Sì, perché lei non era consenziente e il matrimonio non vale (più) come presunzione di consenso.
Ma non era neppure dissenziente, e potrebbe, nello stato di minima coscienza nel quale si trova, aver manifestato segni di approvazione.
Irrilevante: anche un minorenne può manifestare segni di approvazione, ma è comunque stupro perché quei segni non sono consenso, concetto che presuppone delle capacità razionali che i minorenni non hanno (non sono persone nel senso giuridico del termine).
Ma allora, se non ci sarebbero le capacità razionali per il consenso, non ci sarebbero neppure per il rifiuto, quindi non è stupro.

Impianti cinematografici

Prima o poi arriverà nelle sale Repo Men, film di fantascienza con Jude Law.
Tutto quello che so del film l’ho letto su Fantascienza.com:

Il film, il cui primo titolo ufficioso era Repossession Mambo, è ambientato nel prossimo futuro e racconta di un mondo in cui gli esseri umani sono riusciti a sconfiggere malattie e vecchiaia attraverso l’innesto di organi interni artificiali. L’unico produttore degli organi, un’azienda denominata L’Unione, concede benevolmente i propri organi a credito, con una piccola clausola contrattuale: in caso di mancato pagamento, l’azienda ha il diritto di rientrare in possesso degli organi impiantati. Con qualunque mezzo e anche a discapito della vita dei clienti, nel caso l’impianto riguardi il cuore.

Sono sicuro che il film sarà all’altezza di altre produzioni fantascientifiche eticamente impegnate come Gattaca (sempre con Jude Law) o The Island: buona recitazione, qualche scena d’azione carina, sceneggiature inverosimili, riflessioni morali decisamente superficiali, più che altro finalizzate a giustificare le già citate scene d’azione. Continua a leggere